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Gelata sulle domande di mutui casa. La guerra in Medio Oriente e le prospettive di impennata dell’inflazione frenano le richieste di finanziamento per l’acquisto dell’abitazione da parte delle famiglie italiane. I tassi sono ai minimi da diversi mesi (l’ultimo taglio è avvenuto a giugno 2025) e ora la Bce potrebbe tornare a rialzarli presto. Ma nonostante questa prospettiva le incognite economiche provocate dal conflitto Usa-Iran e lo shock sui prezzi dell’energia impongono prudenza nei comportamenti di investimento dei risparmiatori che pur potendo approfittare di tassi bassi preferiscono aspettare. La strategia è rimandare spese importanti in attesa di capire se la situazione migliorerà sul fronte geopolitico e quindi per la dinamica economica. I nuovi dati del Barometro Mutui elaborato da Crif segnalano che nel primo trimestre 2026 la domanda dei prestiti immobiliari (nuovi mutui e surroghe) richiesti dalle famiglie italiane registra una contrazione del 12,4%. Un calo dovuto almeno in parte alla crescita molto sostenuta nello stesso trimestre del 2025, spiega il report: +22,4% nelle domande grazie al calo dei tassi (+15,1% delle erogazioni di mutui e +25,1% delle surroghe, mentre i numeri delle concessioni del primo trimestre 2026 non sono ancora disponibili). Rispetto agli anni precedenti la domanda di mutui nel primo trimestre 2026 è stata comunque superiore a quella del pari periodo sia del 2023 sia del 2024, che scontavano la fase di rialzi della Bce post Covid (il ciclo di aumenti del 2022 e 2023 si era chiuso a giugno 2024 con il primo taglio). Se si guarda marzo, la richiesta di mutui subisce un contraccolpo del -15% rispetto al +20,5% del marzo 2025, considerando che nel mese si è scaricato in pieno l’effetto guerra dato che gli attacchi degli Usa all’Iran sono iniziati il 28 febbraio. Da luglio 2025 (grafico accanto) si è delineato un lento decrescendo che ha portato a una contrazione della domanda da ottobre a oggi.
