Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

Il mercato della mobilità cresce ancora in Italia ma lo fa, a seconda dei comparti, con velocità differenti. L’anno scorso il trasporto pubblico locale, i taxi, i pedaggi, la sosta e i trasporti a medio-lungo raggio si sono rivelati i settori con il passo più spedito. La loro accelerazione, secondo uno studio del Politecnico di Milano e UnipolMove, è figlia soprattutto della diffusione del digitale, sempre più centrale negli spostamenti grazie al ruolo conquistato nei canali di acquisto. «L’innovazione non riguarda più solo la disponibilità di nuovi strumenti di pagamento, ma la loro integrazione nell’esperienza complessiva di movimento, con una logica sempre più di ecosistema», spiega Ivano Asaro, direttore dell’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano. «Carte, app, contactless e canali online stanno diventando un’infrastruttura abilitante della mobilità, anche se con livelli di adozione ancora diversi tra i comparti».
Xoldy, la società del gruppo Sermetra Holding, dopo aver raggiunto una posizione di leader nel settore dei pagamenti automotive legati a Pago Pa (dai bolli, alle revisioni auto, dalle patenti alle multe) guarda ora ai grandi intermediari assicurativi. In questa direzione, nei giorni scorsi, è stato firmato un accordo con Assigeco, una tra le principali società indipendenti di brokeraggio assicurativo in Italia, che ha integrato nella propria attività i servizi di Xoldy e «ci sono discussioni avviate anche con altri grandi intermediari assicurativi», conclude Girola sottolineando come il gruppo – oltre ai servizi di pagamento – offra anche «ecosistemi gestionali rivolti agli operatori del settore assicurativo».
Banca Generali archivia il primo trimestre del 2026 con il miglior inizio di anno della storia: forte dei 725 milioni di euro raccolti a marzo, la banca del Leone guidata dall’ad e dg Gian Maria Mossa ha incamerato nei tre mesi 1,9 miliardi di afflussi (+28% annuo). Solo a marzo, caratterizzato da una forte volatilità sui mercati per via dell’inizio del conflitto in Medio Oriente, l’istituto ha visto una marcata crescita degli asset under investment, pari a 337 milioni per un totale di 721 milioni nel trimestre (+53%). Nell’ambito delle soluzioni di investimento, i contenitori finanziari hanno portato 112 milioni a marzo e 226 nei tre mesi, rappresentando circa il 30% del mix complessivo.

È in vigore la norma del codice deontologico forense che riconosce in modo esplicito agli avvocati l’equo compenso della legge 21/04/2023, n. 49 soltanto nei rapporti con i grandi clienti, prevedendo sanzioni disciplinari per l’inosservanza. Passati sessanta giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del 05/02/2026 n. 29, è operativo il nuovo testo dell’articolo 25-bis Cdf, modificato dal Consiglio nazionale forense dopo i dubbi espressi dall’Antitrust: l’authority aveva rilevato potenziali restrizioni della concorrenza da un’applicazione estensiva della norma a ogni rapporto professionale. Lo rende noto lo stesso Cnf nella circolare n. 1 dell’08/04/2026.
Nel dibattito pubblico sull’intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione si insiste quasi sempre sulla velocità, sulla semplificazione e sul recupero di produttività. Sono obiettivi legittimi, ma non risolutivi. Per un ente locale il punto decisivo non è la mera disponibilità di uno strumento generativo, bensì la capacità di impedire che la ricerca di rapidità riduca la qualità dell’istruttoria, alteri la percezione della responsabilità o introduca una delega di fatto verso sistemi che non rispondono né civilmente né amministrativamente dell’output prodotto. Per questa ragione le amministrazioni più avvertite devono modificare l’ordine del discorso. Prima delle applicazioni servono regole interne di metodo. Prima dell’adozione diffusa servono criteri di uso. Prima della promessa di efficienza serve una disciplina organizzativa che definisca cosa l’intelligenza artificiale possa fare come supporto, cosa non possa sostituire e chi resti comunque tenuto a verificare, correggere, integrare e assumere la piena paternità amministrativa del testo finale.
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