I quattro principali assicuratori europei – Allianz, AXA, Generali e Zurich – hanno chiuso il 2025 con risultati molto solidi, ma secondo l’agenzia di rating Moody’s la loro dinamica di crescita potrebbe moderarsi nei prossimi anni. I gruppi hanno riportato profitti netti complessivi per 32 miliardi di euro, con un incremento medio del 14% anno su anno, e un aumento medio del 9% dei risultati operativi, trainati soprattutto dal segmento danni (P&C), che resta il principale motore di utili.

Tutti mostrano una forte diversificazione per linee di business: Allianz, AXA e Zurich generano la maggior parte dei profitti dai rami danni, mentre Generali mantiene un profilo più bilanciato tra Danni e Vita e Malattia.

Anche i business meno correlati all’assicurazione tradizionale continuano a dare un contributo importante, come la gestione patrimoniale di Allianz e Generali o il segmento Farmers di Zurich, mentre per AXA il peso dell’asset management si riduce dopo la vendita di AXA IM a BNP Paribas nel 2025.

La diversificazione geografica resta un punto di forza: Allianz e AXA hanno ulteriormente espanso le attività nei rispettivi mercati domestici, Generali e Zurich sono rimaste stabili, e tutte mantengono una presenza significativa in Europa, con Zurich che spicca per una maggiore esposizione agli Stati Uniti.

noltre, linee come il business commerciale, il riassicurativo e il credito commerciale hanno una dimensione globale che contribuisce a diluire il rischio. Tuttavia, Moody’s sottolinea che diversi fattori che hanno sostenuto la crescita finora stanno progressivamente attenuandosi. Le compagnie continuano ad aspettarsi miglioramenti di margine e aumento dei ricavi assicurativi, ma in modo più cauto rispetto a un anno fa, come mostra anche l’adozione di una maggiore prudenza nella riservazione: un rafforzamento delle riserve può aiutare a stabilizzare i rapporti sinistri/premi, soprattutto se i sinistri catastrofali – relativamente benigni nel 2025 – dovessero tornare verso le medie di lungo periodo.

Sul fronte tecnico‑tariffario, Moody’s prevede un rallentamento della spinta sui prezzi retail nel 2026: diventereà più difficile mantenere aumenti superiori alla dinamica dei costi dei sinistri, e in mercati in cui la redditività tecnica è stata ripristinata, come già visto nel Regno Unito, la concorrenza potrebbe intensificarsi. Anche nelle linee commerciali la dinamica prezzi appare disomogenea tra rami e segmenti, e un miglioramento marcato del pricing non viene considerato probabile nel complesso.

A complicare ulteriormente il quadro, si aggiungono le tensioni geopolitiche, in particolare il conflitto con l’Iran, che potrebbe generare sinistri nei rami specialty per tutti i gruppi tranne Generali, esposti in misura moderata. A seconda della durata del conflitto e degli effetti sui prezzi dell’energia, Moody’s avverte che potrebbero manifestarsi minore crescita economica e maggiore inflazione, con un impatto negativo sulla volatilità dei risultati e sul potenziale di crescita degli utili di questi grandi assicuratori europei.

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