Dal rischio NBCR (eventi di origine nucleare, biologica, chimica e radiologica) al cyberterrorismo: il report Marsh 2026 fotografa un panorama di minacce più diffuse e complesse, che richiede soluzioni assicurative integrate e forti partnership pubblico–private.
Il Global Terrorism Risk Insurance Report 2026 di Marsh descrive un terrorismo sempre meno legato a grandi organizzazioni gerarchiche e sempre più a reti ideologiche disperse, attori statali e non statali intrecciati, tattiche a bassa sofisticazione ma ad alto impatto sulle persone. Gli attacchi si spostano dai bersagli simbolici ad alto danno materiale verso soft targets (luoghi di lavoro, spazi pubblici, eventi) con molte vittime ma perdite property limitate, includendo veicoli usati come arma, sparatorie, sabotaggi e una crescita di scioperi, rivolte e disordini civili.
Il quadro globale vede un aumento degli incidenti terroristici e di violenza politica, con linee di confine sempre più sfumate tra terrorismo, estremismo violento, disordini civili e atti ostili sponsorizzati da Stati che non rientrano formalmente nella “guerra”. Il report richiama anche il Global Terrorism Index, che individua Paesi come Burkina Faso, Pakistan, Siria, Mali e Niger tra i più colpiti, dove povertà, istituzioni deboli, conflitti regionali e instabilità politica alimentano radicalizzazione e violenza.
Il report sottolinea che, in un contesto in cui queste minacce diventano più complesse che mai e sempre più diffuse, la necessità di soluzioni integrali di gestione dei rischi e assicurative, compresa la copertura contro il terrorismo, “non è mai stata così grande”.
Nonostante l’attuale evoluzione delle minacce, il mercato delle assicurazioni contro il terrorismo rimane “stabile e solido”. Secondo il broker le polizze indipendenti “offrono solitamente condizioni di copertura più ampie, e gli assicuratori e i riassicuratori possono offrire una capacità per rischio compresa tra 1.000 e 4.000 milioni di dollari, a seconda dell’ubicazione e delle esposizioni aggregate degli assicuratori”.
Lo studio stima che il capitale totale del mercato combinato di assicurazione e riassicurazione degli Stati Uniti per tutti i rischi, compreso il terrorismo, ammonterebbe a circa 1,2 trilioni di dollari nel 2025. Aggiunge che un punto essenziale per la stabilità degli Stati Uniti è la Legge di Riautorizzazione del Programma di Assicurazione contro i Rischi di Terrorismo (TRIPRA, dall’acronimo inglese), che fornisce un sostegno governativo vitale e dovrebbe scadere alla fine del 2027.
Nuovi fronti di rischio
Il report mette in evidenza come la gestione del rischio terrorismo non possa più limitarsi al danno materiale diretto, ma debba includere l’intero spettro di minacce emergenti:
NBCR (nucleare, biologico, chimico, radiologico): eventi a bassa frequenza ma ad altissimo impatto umano ed economico, spesso esclusi o fortemente limitati nei programmi tradizionali.
Cyberterrorismo
Aggressori attivi e violenza di massa: l’aumento di sparatorie e attacchi a bassa sofisticazione contro soft targets spinge le imprese verso coperture dedicate, che possono includere non solo indennizzi per vittime, ma anche costi di evacuazione, ripristino operativo, perdita di attrattività e business interruption anche senza danno fisico.
Workers’ compensation: negli USA le polizze infortuni sul lavoro non possono escludere o sub-limitare terrorismo e NBCR, sono obbligatorie e a massimali illimitati, con potenziali accumuli enormi per eventi a elevata mortalità, aggravati da concentrazioni di personale e dalla diffusione del lavoro ibrido/da remoto.
Soluzioni di mercato
Sul piano tecnico–assicurativo, il report descrive un mercato in rapida evoluzione, che affianca alla copertura TRIPRA embedded un’ampia gamma di soluzioni stand–alone e di risk financing avanzato.
Le captive assicurative completano la capacità mercato soprattutto per property e dipendenti in aree ad alto rischio (grandi città), emettendo polizze stand–alone terrorismo e NBCR, spesso integrate nei programmi del gruppo e partecipando al meccanismo di condivisione delle perdite di TRIPRA. Questo amplia il “pool” di soggetti che contribuiscono alla mutualizzazione del rischio.
Parallelamente cresce l’uso di political violence insurance (PVI), che copre guerra, guerra civile, colpi di Stato, ribellioni e altre forme di violenza politica, spesso sovrapponendosi in parte con il perimetro terrorismo e SRCC e richiedendo un attento coordinamento con property, stand–alone terrorismo e schemi nazionali. Le ambiguità nella classificazione di eventi (rivolte, rivoluzioni, rivolte razziali, atti di sabotaggio statale) spingono verso programmi integrati e definizioni più chiare nei wording.
Pool pubblici e riassicurazione: abbondanza di capitale, ma ruolo cruciale degli schemi statali
A livello globale, Marsh evidenzia come i pool nazionali di terrorismo restino una colonna portante della resilienza economica, combinando risorse pubbliche e know–how assicurativo privato. Il report presenta una mappa di oltre 20 schemi pubblico–privati (Pool Re, GAREAT, ARPC, TRIPRA, CCS spagnolo, SASRIA sudafricano, NASRIA/NASRIA–BOSRIA, Danish Terrorism Scheme, NHT olandese, ecc.), con architetture diverse (coperture obbligatorie o facoltative, uso di riassicurazione privata, modelli di costo ex ante vs ex post), ma obiettivi comuni: mantenere capacità, stabilizzare i premi, ridurre l’onere fiscale potenziale e chiudere i gap di protezione.
La riassicurazione terrorismo/violenza politica nel 2025 ha beneficiato di capitale abbondante: il capitale riassicurativo globale è stimato a 540 miliardi USD per la componente tradizionale e 660 miliardi includendo capitale alternativo, in un contesto di tendenziale appiattimento dei tassi dopo rialzi passati.
Schemi come Pool Re e GAREAT stanno evolvendo verso modelli più sofisticati, ad esempio:
transizione a strutture basate su trattati che facilitano la partecipazione delle PMI;
uso di insurance-linked securities per mobilitare capitale alternativo e ridurre il carico implicito sullo Stato;
estensione ad altri rischi catastrofali (ARPC e cicloni in Australia, NASRIA e l’espansione regionale in Botswana).
Prepararsi all’impensabile: modellazione, continuità operativa e governance del rischio
Infine, il report dedica spazio alla preparazione operativa delle imprese, ribadendo che l’assicurazione è solo uno dei pilastri di una strategia completa. Le aziende sono invitate a dotarsi di piani integrati di crisis management, comunicazione d’emergenza, risposta sul campo (evacuazioni, protezione delle persone e degli asset), assistenza umanitaria ai dipendenti (supporto psicologico, sostegno economico), business continuity e disaster recovery IT, testati periodicamente con esercitazioni realistiche.
Sul fronte quantitativo, la modellazione del rischio terrorismo ha compiuto un salto di qualità: dai modelli deterministici basati su scenari isolati si è passati a approcci probabilistici e CFD 3D per esplosioni convenzionali, come il modello Sunstone® di Guy Carpenter, mentre si lavora ad ampliare la precisione anche per tipologie diffuse come SRCC e, sul fronte cyber, per attacchi altamente interconnessi.
In conclusione, Marsh afferma che un ecosistema fondato su backstop pubblici modernizzati, ampia partecipazione del capitale privato, modellazione avanzata e piani di resilienza operativa è la condizione necessaria per mantenere in piedi un mercato del rischio terrorismo sostenibile, in grado di assorbire shock sempre più complessi senza compromettere la stabilità economica e sociale.
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