Nel 2025 la popolazione in Italia si ferma a 58,9 milioni di residenti, sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente dopo dodici anni di calo continuo, grazie a un saldo migratorio con l’estero molto positivo che compensa quasi integralmente un saldo naturale fortemente negativo.

Le nascite scendono a 355 mila (–3,9% sul 2024) contro 652 mila decessi, con un numero medio di figli per donna che tocca il minimo storico di 1,14 e un’età media al parto che sale a 32,7 anni, mentre la speranza di vita raggiunge 81,7 anni per gli uomini e 85,7 per le donne, riducendo a quattro anni il divario di genere.

Il Nord cresce (+2,2 per mille) e il Centro resta stabile, mentre il Mezzogiorno continua a perdere popolazione (–3,1 per mille), con forti differenze regionali: Trentino‑Alto Adige, Emilia‑Romagna e Lombardia in aumento, Basilicata, Molise e Sardegna in marcato calo. Il saldo migratorio con l’estero è pari a +296 mila unità (440 mila ingressi, 144 mila uscite), in crescita rispetto al 2024, e si affianca a una mobilità interna in aumento (1.455 milioni di trasferimenti tra Comuni), che favorisce ancora una volta il Centro‑Nord a scapito del Mezzogiorno.

Gli stranieri residenti al 1° gennaio 2026 sono 5,56 milioni (9,4% della popolazione), in aumento di 188 mila unità grazie soprattutto a un saldo migratorio estero molto positivo e a un saldo naturale leggermente favorevole, mentre gli italiani scendono a 53,38 milioni (–189 mila), penalizzati da un saldo naturale fortemente negativo e da un saldo migratorio estero ancora in perdita. Le acquisizioni di cittadinanza italiana, pari a 196 mila nel 2025, diminuiscono rispetto agli anni precedenti per effetto delle nuove restrizioni sullo ius sanguinis, ma continuano a rappresentare un importante canale di integrazione, con albanesi, marocchini e romeni in testa per volumi.

Nel panorama europeo l’Italia è notoriamente uno dei Paesi con la più alta aspettativa di vita. In base ai dati Eurostat relativi al 2024, gli ultimi disponibili per un confronto, gli uomini italiani si collocano al secondo posto grazie a una speranza di vita di 81,5 anni, superati dai soli svedesi con 82,6 anni a fronte di una media Ue27 di 79,2 anni. Le italiane, a loro volta, si collocano al terzo posto con 85,6 anni, superate dalle francesi (85,9) e dalle svedesi (86,5), per una media Ue27 di 84,4 anni.

La struttura per età conferma l’Italia come Paese più anziano dell’UE: gli over 65 sono 14,8 milioni (25,1% della popolazione), gli over 85 superano i 2,5 milioni e l’età media sale a 47,1 anni, con quota di giovani 0–14 anni all’11,6% e popolazione in età attiva al 63,2%. Le famiglie diventano sempre più piccole e semplici: nel biennio 2024–2025 sono 26,6 milioni, con le famiglie unipersonali che sono ormai la tipologia più diffusa (37,1% contro il 25,9% di vent’anni fa), le coppie con figli che scendono al 28,4% e la dimensione media che si riduce a 2,2 componenti, con un aumento delle famiglie monogenitore (circa una su dieci).

Nel complesso, il report Istat tratteggia un Paese in forte invecchiamento, con fecondità persistentemente bassa e nascite in calo, nel quale la stabilità demografica è garantita quasi esclusivamente dai flussi migratori in ingresso dall’estero e dalla mobilità interna che continua a rafforzare le aree del Nord e del Centro a discapito del Mezzogiorno.

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