Nel primo bimestre 2026 le denunce complessive di infortuni pervenute all’Inail, incluse quelle degli studenti, sono state 91.912, in aumento del 2,6% rispetto alle 89.556 di gennaio-febbraio 2025, mentre i casi mortali denunciati scendono da 138 a 102 (-26,1%).

Infortuni in occasione di lavoro

Secondo quanto emerge dagli Open Data di INAIL, le denunce di infortunio in occasione di lavoro (esclusi gli studenti) sono 63.112, +2,4% rispetto alle 61.641 del 2025, con un’incidenza che passa da 255 a 261 casi ogni 100mila occupati Istat (+2,4%), pur rimanendo inferiore ai 309 casi del 2019 (-15,5%). L’incidenza sul totale delle denunce (al netto degli studenti) scende leggermente dall’83,5% all’82,7%, confermando il peso prevalente degli eventi in occasione di lavoro rispetto a quelli in itinere.

A livello gestionale gli infortuni crescono nell’Industria e servizi (+2,8%) e nel Conto Stato (+6,1%), mentre calano in Agricoltura (-8,0%). Tra i settori più colpiti aumentano in particolare i Servizi di alloggio e ristorazione (+4,3%) e la Fornitura di acqua-gestione rifiuti (+1,4%), mentre si registrano cali in Sanità e assistenza sociale (-5,3%), Manifatturiero (-3,7%), Servizi di supporto alle imprese (-3,5%), Trasporto e magazzinaggio (-2,0%), Costruzioni (-1,5%) e Commercio (-1,4%).

Territorialmente, le denunce diminuiscono nel Nord-Est (-1,0%) e crescono al Centro (+6,4%), nelle Isole (+4,8%), nel Nord-Ovest (+3,0%) e al Sud (+2,3%), con le maggiori riduzioni in provincia autonoma di Bolzano, Molise, Sardegna e Friuli-Venezia Giulia e i maggiori aumenti in Lazio, Sicilia, Valle d’Aosta e Campania. L’aumento riguarda sia gli uomini (+1,5%) sia le donne (+4,2%), con crescite per lavoratori italiani (+1,4%) e stranieri (+5,7%) e incrementi più marcati nelle classi 15-39 anni (+5,2%) e 60-69 anni (+8,0%).

Le denunce di infortunio mortale in occasione di lavoro sono 70 (al netto degli studenti), 27 in meno rispetto alle 97 del 2025, con un’incidenza che scende da 0,40 a 0,29 decessi ogni 100mila occupati Istat (-27,5%; -19,4% rispetto al 2019). La riduzione interessa soprattutto Industria e servizi (da 82 a 63 casi) e Agricoltura (da 14 a 5), con cali in tutte le ripartizioni ad eccezione delle Isole, e una concentrazione delle diminuzioni tra i 25-34enni e i 40-64enni.

Infortuni in itinere

Gli infortuni in itinere (esclusi gli studenti) salgono a 13.217, +8,5% rispetto ai 12.181 del 2025, con incrementi rispetto a tutti gli anni recenti tranne il 2019 (-3,9%). La loro incidenza sul complesso degli infortuni passa dal 16,5% del 2025 al 17,3% del 2026, confermando una maggiore esposizione al rischio legato alla mobilità casa-lavoro.

L’aumento è particolarmente marcato nell’Industria e servizi (+8,2%) e nel Conto Stato (+12,8%), mentre l’Agricoltura registra un calo (-8,2%). Dal punto di vista territoriale le denunce crescono soprattutto al Sud (+20,5%) e nel Nord-Est (+19,4%), più moderatamente nel Nord-Ovest (+7,7%), sono stabili nelle Isole e in diminuzione al Centro (-6,2%), con forti incrementi in Molise, Emilia-Romagna, Calabria e Abruzzo.

La crescita coinvolge sia le donne (+7,7%) sia gli uomini (+9,3%), con aumenti per lavoratori stranieri (+14,6%) e italiani (+7,0%), e risulta concentrata in quasi tutte le fasce di età, in particolare 65-69 anni (+36,4%), 20-24 anni (+13,4%) e 30-34 anni (+11,2%). Le denunce di infortuni in itinere mortali scendono da 36 a 29 casi, con una quota sul totale dei decessi che si attesta al 29,3% (era 27,1% nel 2025), a fronte di riduzioni nelle gestioni Industria e servizi e Agricoltura e di un quadro territoriale differenziato con aumenti nel Mezzogiorno e nelle Isole e cali nel Nord.

Infortuni degli studenti

Le denunce di infortunio degli studenti di ogni ordine e grado sono 15.583, in lieve calo (-1,0%) rispetto alle 15.734 del primo bimestre 2025. Le denunce per infortuni nei percorsi di “formazione scuola-lavoro” si riducono in modo marcato, con 151 casi totali e una flessione del 57% su base annua.

Gli infortuni degli studenti rappresentano il 17% di tutte le denunce registrate a febbraio 2026, riguardano per il 43% le studentesse e per il 57% gli studenti, e colpiscono in tre casi su quattro under 15. La Lombardia concentra il 24% delle denunce, seguita da Emilia-Romagna (13%), Veneto (12%) e Piemonte (11%), con il 95% dei casi riferiti a scuole statali e il 97% degli eventi avvenuti durante le attività scolastiche (3% in itinere).

I casi mortali denunciati tra gli studenti sono tre (cinque nel 2025), ma i dati restano provvisori e soggetti a variazioni, in particolare per gli eventi legati ai percorsi scuola-lavoro e quelli con esito fatale. Inail raccomanda pertanto prudenza nell’interpretazione dei confronti di breve periodo, in attesa del consolidamento dei dati di fine anno.

Malattie professionali

Le denunce di malattia professionale protocollate da Inail nel primo bimestre 2026 sono 17.036, con un aumento di 2.119 casi rispetto al 2025 (+14,2%) e crescite generalizzate rispetto agli anni precedenti. L’incremento interessa tutte le gestioni: Industria e servizi (+14,6%, da 12.403 a 14.209 casi), Agricoltura (+11,7%, da 2.416 a 2.699) e Conto Stato (+30,46%, da 98 a 128).

Tutte le ripartizioni geografiche registrano aumenti delle patologie denunciate: Centro (+20,0%), Nord-Ovest (+19,7%), Isole (+13,8%), Sud (+10,4%) e Nord-Est (+6,9%). In ottica di genere le denunce crescono di 1.542 unità per i lavoratori (+13,8%, da 11.181 a 12.723) e di 577 per le lavoratrici (+15,4%, da 3.736 a 4.313), con aumenti sia per italiani (+14,4%) sia per stranieri (+12,7%).

Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, quelle del sistema nervoso e dell’orecchio restano le tre principali categorie di malattie professionali denunciate, seguite da tumori e patologie del sistema respiratorio. Anche per le malattie professionali i dati sono provvisori e richiedono il completamento dell’iter amministrativo e sanitario per restituire un quadro consolidato dell’intero 2026.

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