Secondo l’analisi di GlobalData, nel primo trimestre 2026 la capitalizzazione delle 25 maggiori compagnie assicurative al mondo si sta polarizzando per area geografica: cinque big statunitensi del managed care (UnitedHealth, Elevance, Progressive, Cigna e Aflac) hanno perso complessivamente circa 226 miliardi di dollari tra marzo 2025 e marzo 2026, mentre la maggior parte di assicuratori europei e asiatici nei rami Danni e Vita ha mantenuto o aumentato il proprio valore. Il caso più eclatante è UnitedHealth, che dopo aver indicato per il 2026 il primo calo di ricavi annui da oltre trent’anni, è sotto indagine del Dipartimento di Giustizia per le pratiche di rimborso in Medicare Advantage e ha visto la capitalizzazione dimezzarsi da 472 a 245,6 miliardi di dollari.
Il deterioramento dei fondamentali nel managed care statunitense – tra inflazione dei costi sanitari, rapporti sinistri/premi in forte crescita e prospettive regolamentari meno favorevoli su Medicare Advantage – viene interpretato da GlobalData come una crisi strutturale di pricing più che come un normale ciclo di mercato.
Al contrario, gli assicuratori asiatici ed europei scalano la graduatoria: AIA cresce del 38,8% grazie a una forte nuova produzione in Cina, Ping An e China Pacific beneficiano degli stimoli economici di Pechino, mentre gruppi come Allianz, Chubb, Great-West e Manulife mostrano la resilienza di modelli P&C e vita ben diversificati e con disciplina assuntiva.
Restano alcune eccezioni, come LIC of India, penalizzata dalla correzione del mercato azionario domestico, ma nel complesso sette dei primi dieci gruppi per capitalizzazione sono ormai asiatici o europei, e Berkshire Hathaway resta il “punto di ancoraggio” del settore con oltre mille miliardi di dollari di market cap e un modello che usa l’assicurazione come motore di capitale. GlobalData conclude che tre fattori – guerre dei dazi, tensioni in Medio Oriente e frammentazione geopolitica – stanno colpendo contemporaneamente i bilanci assicurativi, aumentando i sinistri cargo marittimi e la domanda di coperture credito commerciale e rischio politico, mentre il vero discrimine nel 2026 è la disciplina tecnica: vince chi mantiene una sottoscrizione prudente, perde chi ha perseguito la crescita a ogni costo in un contesto di “repricing” strutturale del capitale assicurativo globale.
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