Nel report ISTAT 2025 sui fattori di rischio per la salute emerge un quadro in chiaroscuro: da un lato diminuisce la sedentarietà, dall’altro restano molto diffusi eccesso di peso, fumo e comportamenti a rischio nel consumo di alcol, con forti differenze per territorio, età, genere e livello di istruzione. Nel confronto europeo, l’Italia presenta tassi molto bassi di obesità e una quota inferiore di fumatori abituali; tuttavia, il nostro Paese si distingue anche per la scarsa diffusione dell’attività fisica tra gli adulti, che spesso non raggiunge i livelli raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per il mantenimento di un buon stato salute.

Secondo il Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025, i principali fattori di rischio, insieme alle condizioni ambientali e al contesto sociale, economico e culturale, sono responsabili di circa il 60% delle malattie croniche non trasmissibili, ossia di quelle cause più frequentemente responsabili della mortalità in Italia e nel mondo.

L’eccesso di peso interessa il 46,4% degli adulti (34,8% sovrappeso e 11,6% obesi), in lieve crescita sul decennio per effetto dell’aumento dell’obesità, e coinvolge circa un minore su quattro tra 3 e 17 anni, con picchi oltre il 30% tra i bambini del Sud. Sia per adulti sia per minori il gradiente Nord–Sud è molto marcato, e nei contesti meridionali e nei piccoli comuni si registrano le prevalenze più alte di sovrappeso e obesità.

La sedentarietà riguarda ancora il 30,8% della popolazione di 3 anni e più, ma è in calo di 2,4 punti percentuali rispetto al 2024 e di quasi 9 punti rispetto al 2015, con riduzioni più marcate tra i 20-54enni e gli over 75; tuttavia nel Mezzogiorno i sedentari superano il 40%, contro poco più del 20% nel Nord.

Il legame con le condizioni socio‑economiche è evidente: tra chi ha al massimo la licenza media più di una persona su due è in eccesso di peso, e quasi la metà è sedentaria, mentre tra i laureati le quote scendono intorno a un terzo per il peso e al 15% per l’inattività fisica.

La combinazione tra obesità e altre patologie croniche fa sì che oltre la metà degli adulti (51,1%) presenti almeno una malattia cronica, e quasi un terzo ne abbia due o più, con una condizione di multi‑morbilità più frequente tra le donne e nelle età anziane.

Sul fronte fumo, nel 2025 i fumatori sono il 18,6% della popolazione di 11 anni e più (circa 10 milioni di persone), con un calo rispetto al 2024 ma un livello sostanzialmente analogo a dieci anni fa; fumano più gli uomini delle donne, ma il divario di genere si sta riducendo perché il tabagismo cala tra i maschi e cresce leggermente tra le femmine, specie giovani e over 65. In parallelo, è in forte aumento l’uso di sigaretta elettronica e prodotti a tabacco riscaldato, che riguarda il 7,4% della popolazione (quasi raddoppiato dal 2021) e si concentra soprattutto tra i 18-34enni; nella maggioranza dei casi si tratta di consumatori duali, che non smettono di fumare sigarette tradizionali ma aggiungono i nuovi dispositivi.

Per quanto riguarda l’alcol, il 15,1% degli 11enni e più presenta almeno un comportamento di consumo a rischio, per un totale di oltre 8 milioni di persone, con prevalenze più alte tra uomini, adolescenti, giovani adulti e anziani. Il consumo abituale eccedentario è in calo nel lungo periodo, ma aumenta la pratica del binge drinking, soprattutto tra i giovani, tanto che i due comportamenti convergono in termini di diffusione. Geograficamente, il consumo a rischio è più frequente nel Nord (specie Nord‑Est) e nei piccoli comuni, mentre il Mezzogiorno mostra livelli più bassi di consumo ma più alti di fumo e di eccesso di peso.

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