L’EIOPA ha trasmesso alla Commissione europea una proposta di modifica di due standard tecnici di attuazione (Implementing Technical Standards, ITS) che disciplinano gli obblighi di reporting di vigilanza e di informativa al pubblico nell’ambito di Solvency II. L’intervento si inserisce nel solco della recente revisione della direttiva e, soprattutto, nell’iniziativa della Commissione volta a semplificare il quadro regolamentare, riducendo gli oneri amministrativi a carico delle imprese di almeno il 25% in tutti i settori regolati.
Al centro della proposta vi è una razionalizzazione dell’impianto informativo Solvency II, che punta a eliminare ridondanze, calibrare la frequenza delle segnalazioni e rafforzare l’applicazione del principio di proporzionalità, senza indebolire la capacità delle autorità europee e nazionali di presidiare la stabilità del sistema e la tutela degli assicurati. EIOPA rivendica espressamente un equilibrio tra alleggerimento degli obblighi e mantenimento di un set informativo sufficiente a svolgere efficacemente le proprie funzioni di vigilanza micro‑ e macro‑prudenziale.
Sul piano operativo, le modifiche proposte agli ITS si articolano lungo quattro direttrici principali:
- In primo luogo, viene ridotta la frequenza di alcuni template, in particolare di quelli trimestrali, in tutte le situazioni in cui l’esperienza di vigilanza ha mostrato che una segnalazione così ravvicinata non apporta un valore aggiunto significativo in termini di monitoraggio dei rischi.
- In secondo luogo, alcune segnalazioni annuali vengono del tutto eliminate, soprattutto laddove le informazioni erano duplicative rispetto ad altri template o potevano essere ricavate da altri set di dati già disponibili per i supervisori.
- Un terzo asse di intervento riguarda un utilizzo più incisivo del principio di proporzionalità. La proposta introduce misure specifiche per le imprese di piccola dimensione o a bassa complessità, che beneficeranno di una riduzione ancora più marcata del numero di template da compilare e dei dati da trasmettere. L’obiettivo è evitare che il costo del reporting risulti sproporzionato rispetto al profilo di rischio e alle risorse organizzative di questi operatori, liberando capacità interna da destinare alla gestione del business e al presidio effettivo dei rischi, invece che alla mera compliance documentale.
- Infine, EIOPA prevede una serie di semplificazioni tecniche trasversali al framework, ad esempio nella struttura e nei contenuti di alcuni template, nella granularità dei dati richiesti e nella standardizzazione di certe voci, così da ridurre errori, duplicazioni e sforzi interpretativi. L’idea è che la qualità del reporting non dipenda dalla quantità di dati raccolti, ma dalla loro rilevanza, coerenza e confrontabilità nel tempo e tra imprese.
Le stime contenute nella proposta quantificano con chiarezza l’impatto potenziale dell’intervento. Per le imprese individuali, il numero di template trimestrali verrebbe ridotto del 26%, con un alleggerimento ancora più marcato, pari al 36%, per le imprese di piccola dimensione e non complesse. Sul fronte dei template annuali, la diminuzione prevista è del 30% per la platea complessiva e del 44% per le imprese di piccole dimensioni e non complesse, con una riduzione complessiva dei punti dati richiesti pari al 22%.
Per il settore, il beneficio atteso è duplice: da un lato, un abbattimento dei costi diretti (risorse umane, sistemi informativi, consulenze) necessari a produrre le segnalazioni; dall’altro, una maggiore concentrazione delle energie su attività a più alto valore aggiunto.
EIOPA sottolinea che queste semplificazioni non compromettono il livello di protezione degli assicurati né la capacità delle autorità, europee e nazionali, di individuare per tempo situazioni di vulnerabilità patrimoniale o di eccessiva assunzione di rischi.
La palla passa ora alla Commissione europea, chiamata a esaminare il pacchetto di modifiche e a valutare la loro traduzione in atti giuridicamente vincolanti. Per le imprese, sarà essenziale monitorare l’evoluzione del processo e prepararsi a cogliere le opportunità offerte dal nuovo impianto: ridefinizione dei processi interni di reporting, razionalizzazione dei flussi informativi, revisione delle architetture IT, ma anche una riflessione più ampia su come utilizzare i dati regolamentari non solo per “rendere conto” ai supervisori, bensì per rafforzare la propria capacità di governo dei rischi e del capitale.
Molto dipenderà dalla forma finale assunta dagli ITS e dall’eventuale spazio che sarà lasciato alle autorità nazionali nel calibrare ulteriormente gli oneri informativi a livello di singolo mercato.
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