IN SCADENZA IL CONTRATTO TRA BOLOGNA E LA POPOLARE DI SONDRIO SULLA BANCASSURANCE
di Luca Gualtieri
All’assemblea di sabato 30 aprile Unipol giocherà un ruolo chiave per la Popolare di Sondrio. Con il suo 9% la compagnia guidata da Carlo Cimbri sarà infatti in grado di condizionare l’esito dell’assise che vede confrontarsi la lista del board uscente con quella presentata da Assogestioni. Se ancora non è dato sapere quale sarà il suo voto, certo è che Unipol non ha mai smesso di dialogare con il vertice dell’istituto valtellinese. Proprio in queste ultime settimane anzi, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, sarebbero partite le trattative per il rinnovo dell’alleanza che i due gruppi hanno sul fronte della bancassurance. Gli accordi attualmente in essere per la distribuzione di polizze assicurative ramo vita e ramo danni attraverso le compagnie Arca Vita, Arca Assicurazioni e Arca Vita International sono stati siglati nel 2017 e arriveranno a scadenza entro quest’anno. I contatti per arrivare a un rinnovo sono però già partiti e potrebbero sfociare in un accordo in tempi rapidi a condizioni non particolarmente diverse rispetto a quelle attuali. «Il dialogo è avviato in modo proficuo», spiega una fonte a MF-Milano Finanza.

Del resto l’irrobustimento di Unipol nel capitale della Popolare di Sondrio lo scorso anno è stato giustificato proprio alla luce dell’alleanza industriale tra i due gruppi. «L’operazione si inquadra nella strategia di UnipolSai finalizzata a contribuire ai piani di sviluppo della banca, partner industriale del gruppo Unipol dal 2010 nel comparto della bancassicurazione danni e vita», aveva spiegato a caldo Bologna. Grazie a quegli acquisti Unipol ha da mesi i numeri per condizionare la governance e la strategia dell’istituto valtellinese. Finora però non ci sono state avvisaglie di improvvise corse in avanti. «Sondrio è un’ottima banca, ben gestita, partner da diversi anni. Le scelte sono dell’istituto, quindi se quest’ultimo vorrà crescere attraverso aggregazioni valuteremo con loro se possiamo supportarli. Se, invece, vuole rimanere nell’attuale configurazione saremo soddisfatti», si è limitato a spiegare pubblicamente Cimbri, ribadendo comunque l’impegno a difendere la banca «se dovesse essere attaccata da altri soggetti».

L’assemblea del 30 sarà un banco di prova importante per il rapporto tra i due intermediari. Il voto di Unipol sarà infatti decisivo o per confermare l’attuale presidente Francesco Venosta sostenuto dal board uscente o per portare in maggioranza Assogestioni che, contrariamente alla prassi consueta, ha presentato una lista lunga con un candidato alternativo per la presidenza. (riproduzione riservata)
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