Sulla governance del Leone i soci privati sono al bivio

Le frizioni sempre più esplicite nella governance delle Generali sono sotto la lente del mercato. Non solo perché la compagnia è oggi una delle maggiori società italiane per capitalizzazione ma anche perché, almeno sulla carta, è anche una delle maggiori public company di piazza Affari. Se infatti i soci storici blindano meno del 30%, il resto delle azioni è polverizzato tra una pluralità di azionisti che nel 2022 saranno chiamati a votare il nuovo cda. Qualunque novità in termini di governance o di strategia dovrà insomma fare i conti con questa complessa platea. In questo nuovo contesto sarà interessante vedere come si dipanerà lo scontro tra i soci. Non presentandosi all’assemblea di oggi Caltagirone (che della scelta avrebbe informato con una telefonata il presidente Gabriele Galateri) ha certamente mandato un messaggio forte al management e al mercato. Quale sarà la prossima mossa? Certamente tra il costruttore romano e Leonardo Del Vecchio c’è differenza di storia e di vedute, ma anche una parziale convergenza di interessi sul futuro di Trieste. Per esempio, si mormora, a entrambi sarebbe gradita la presenza di un direttore generale nella prima linea della compagnia. Se la convergenza si trasformasse in alleanza poi non sarebbe difficile immaginare una lista promossa dai due imprenditori che raccolga il consenso di altri azionisti come i Benetton. In tal caso però Caltagirone e Del Vecchio dovrebbero anche essere molto accorti nell’eludere l’accusa di concerto visto che gli stessi soggetti si troverebbero a sostenere due formazioni, la prima in qualità di promotori diretti e la seconda da azionisti rappresentati nel board della compagnia. Risolvere i dissidi in cda appare insomma una strada più agevole. Tanto più che Mediobanca sembra orientata a un approccio laico. Pur non nascondendo la soddisfazione per i risultati economici riportati finora dalle Generali, il vertice della merchant non intende infatti arroccarsi nella partita del rinnovo. Una posizione dialogante favorirà un’intesa sul nuovo vertice della compagnia? Lo si saprà solo nei prossimi mesi. Per ora il mercato è attento ma cauto nelle previsioni, come dimostra il +0,59% messo a segno ieri dal titolo Generali.

Luca Gualtieri
Fonte: logo_mf