Serve più concorrenza

di Carlo Giuro
Il rilancio della previdenza complementare è uno degli obiettivi che ci si pone con il confronto che governo e sindacati riprenderanno sui temi pensionistici dopo che saranno state affrontate, come sottolineato dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Andrea Orlando, le urgenze rappresentate dalla riforma degli ammortizzatori sociali e le politiche attive del lavoro. Sul tavolo del dibattito si posizionano ora due nuove proposte espresse dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato e da parte di Assofondipensione.

Nel solco dell’auspicio del presidente del Consiglio Mario Draghi nel suo discorso alle Camere in occasione del voto di fiducia, l’Antitrust ha inviato al Governo un documento di proposte, tra cui viene affrontato anche il delicato profilo della concorrenza nel settore dei fondi pensione. Quali sono le considerazioni dell’autorità Antitrust?

In primo luogo si suggerisce di rendere effettiva la portabilità dei contributi anche per quel che riguarda la quota datoriale e il trattamento di fine rapporto, che allo stato attuale è determinata dalle previsioni poste dagli accordi collettivi. Si osserva poi come sarebbe opportuno aprire le platee di riferimento dei fondi pensione a prescindere dalla categoria professionale dei lavoratori e della tipologia di imprese. Si creerebbe così un mercato più competitivo con benefici effetti per il risparmiatore previdenziale. Assofondipensione, nel concordare nell’ambito di un’audizione parlamentare sull’opportunità di reintrodurre il silenzio assenso accompagnato da una campagna di comunicazione istituzionale, chiede che venga avviato un rafforzamento del regime fiscale vigente con un’evoluzione del sistema di tassazione attuale, basato sul modello Ett (Esenzione in fase di versamento, Tassazione in fase di accumulo, Tassazione sulle prestazioni) verso un modello più europeo fondato sullo schema Eet (Esenzione in fase di versamento, Esenzione in fase di accumulo, Tassazione sulle prestazioni, diffuso nella gran parte degli altri Paesi europei), favorendo e rafforzando in questo modo la crescita del montante previdenziale dei lavoratori.

Bisogna poi superare il meccanismo della tassazione pro-rata sulle prestazioni, che risulta essere un modello complesso e penalizzante per i lavoratori che aderiscono da più tempo ai fondi. Oltretutto questo meccanismo è stato giustamente superato per i lavoratori che optano per la Rita. Occorre quindi una revisione delle agevolazioni per i fiscalmente a carico, ovvero agendo per semplificare e incentivare la possibilità data ai lavoratori di iscrivere i propri figli e famigliari, anche se non lavoratori, ai fondi, creando loro, con lungimiranza, una posizione di previdenza complementare.

Assofondipensione chiede inoltre l’istituzione di un plafond di deducibilità dedicato per i soggetti fiscalmente a carico e per le persone con disabilità grave, per i quali è il congiunto a versare la contribuzione. Si reputa necessario prevedere la facoltà per l’aderente a forme di previdenza complementare, in alternativa alla riscossione della prestazione o al trasferimento ad altra forma pensionistica, di trasferire la propria posizione individuale maturata al soggetto fiscalmente a carico.

È necessario poi intervenire per sanare tutte le disparità che ancora discriminano i lavoratori delle pubbliche amministrazioni per i quali la normativa vigente preclude l’applicazione di alcune norme in vigore per i lavoratori del settore privato. Bisogna dare attuazione agli impegni fiscali contenuti nel Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale in materia di implementazione degli istituti di welfare contrattuale, delle forme di previdenza complementare e dell’estensione ai comparti del pubblico impiego delle agevolazioni fiscali previste per gli aderenti dei settori privati. (riproduzione riservata)

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