Riciclaggio, fa capolino il Covid

L’UIF (UNITÀ DI INFORMAZIONE FINANZIARIA) HA MONITORATO LE FRODI LEGATE ALLA PANDEMIA

di Cristina Bartelli
Nel secondo semestre 2020 le segnalazioni di operazioni sospette antiriciclaggio legate all’emergenza Covid-19 (quali ad esempio quelle relative all’ambito sanitario o alla concessione di contributi) sono state 1.502, con un notevole incremento rispetto al primo semestre 2020 quando erano state 755,. Nel 2020 dunque sono state 2257 su un totale di 113.187. In crescita esponenziale anche il valore delle operazioni finite sotto la lente dell’Unita di informazione finanziaria di Banca di Italia per elevato rischio antiriciclaggio: le 755 del primo semestre 2020 avevano un valore di 667 mln le 1.502 del secondo semestre valgono 5,2 mld. Il dato non è ancora presente in maniera disaggregata nel bollettino statistico del 2° semestre reso disponibile dall’Uif il 31 marzo 2020. L’Unità di banca di Italia specializzata nella normativa antiriciclaggio sta valutando se creare un’apposita area di estrapolazione dato come è stato fatto per la voluntary disclosure. Nel secondo semestre 2020, dunque, i soggetti obbligati hanno effettuato 60.220 segnalazioni di operazioni sospette, con un aumento del 10,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nell’intero 2020 le segnalazioni sono state 113.187, il 7% in più rispetto al 2019. «L’incremento del semestre», si legge nella nota che accompagna le statistiche, «è principalmente riconducibile alle segnalazioni effettuate da banche e Poste che si sono ragguagliate a 38.452 (+7,4%) e agli Imel (Istituti di moneta elettronica, ndr). Questi ultimi hanno registrato un aumento significativo (da 4.427 a 7.485) a seguito sia del maggior contributo da parte del principale segnalante del comparto sia del trasferimento di attività e, conseguentemente, di segnalazioni da un istituto di pagamento a un istituto di moneta elettronica appartenente al medesimo gruppo. Le segnalazioni inviate dagli istituti di pagamento si sono comunque confermate ai livelli dello scorso anno per il maggior apporto degli altri segnalanti della categoria. Il contributo complessivo del comparto finanziario non bancario è cresciuto dal 22,2 al 26%. Il minor numero di segnalazioni inviate dai professionisti ha invece ridotto l’incidenza dei soggetti obbligati non finanziari dal 12,2 al 10,1%». I professionisti però restano sempre fanalino di coda delle segnalazioni. Dagli intermediari finanziari arriva gran parte delle segnalazioni. Nel 2020 complessivamente hanno inviato 102.604 alert, i professionisti nel complesso (avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro, notai) 3.648. Per quanto riguarda il valore economico segnalato, l’Uif evidenzia che «le segnalazioni pervenute nel semestre hanno riguardato operazioni per oltre 48 miliardi di euro, in linea con i risultati del secondo semestre del 2019; la componente di operazioni sospette solo prospettate e non eseguite è aumentata (da 3 a 9 miliardi circa) e si riferisce principalmente a tentativi di truffe nell’ambito dell’emergenza sanitaria».

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