L’onda della tecnologia

Secondo Ubs, insurtech e business dei pagamenti online a rate sono le aree che cresceranno di più, spinte della pandemia che ha accelerato tendenze già in atto. Ma non mancano i rischi: ecco quali
di Paola Valentini
L’industria fintech globale è a un punto di svolta. Ne è convinta Ubs che ha dedicato al tema delle innovazioni tecnologiche nella finanza un’analisi aggiornata per tenere conto dei nuovi sviluppi dopo lo scoppio del Covid. Se i driver guidati da rapida urbanizzazione, forte domanda da parte della generazione dei Millennial e regolamentazione favorevole sono già presenti da tempo nello scenario globale, l’elemento dirompente che ha velocizzato il cambiamento è stata la pandemia. «Il Covid-19 ha costretto tutte le organizzazioni e i consumatori a operare con una mentalità digitale, accelerando molte tendenze già in atto che guideranno una forte crescita per le società fintech», premette Ubs. Secondo le stime il fatturato globale del settore fintech dovrebbe aumentare a doppia cifra nei prossimi anni. «Prevediamo che i ricavi passeranno da 225 miliardi di dollari nel 2020, pari al 4,5% di tutto il settore finanziario, a 750 miliardi nel 2030, con un tasso di sviluppo medio annuo del 12,8%, tre volte superiore rispetto ai ricavi attesi nel comparto finanziario nel complesso», spiega Ubs. I canali digitali permettono di raggiungere una platea di persone che altrimenti sarebbe sprovvista di servizi finanziari: secondo le ultime stime sono circa 2 miliardi le persone al mondo che non hanno un conto corrente. Ma a parte la necessità di includere nell’utilizzo dei servizi di base chi ne è sprovvisto, il fintech può avvicinare alla gestione del risparmio una platea di investitori che per scelta vuole gestire in autonomia i propri risparmi (con i robot-advisor), inoltre facilita gli acquisti digitali dando una spinta ai consumi, esigenza resa ancora più impellente nel post-Covid. E tra i servizi di pagamento proprio il Pay Now Buy Later, ovvero l’acquisto online a rate e senza interessi di beni di consumo del valore anche di pochi euro, «è sulla strada giusta per crescere in modo significativo nei prossimi anni e potrà sottrarre quote di mercato al segmento delle carte di credito per via di tassi, costi e rischi di credito inferiori». Nell’e-commerce globale, rileva Ubs, oggi il Buy Now Pay Later registra un valore delle transazioni di circa 80 miliardi di dollari, importo visto triplicare a oltre 220 miliardi di dollari nel 2023.
Un altro segmento su cui si concentra l’attenzione è l’insurtech, ovvero l’innovazione in ambito assicurativo abilitata dalle tecnologie, che lo scorso anno ha attirato investimenti record per oltre 7 miliardi di dollari in quasi 400 operazioni (dati Cb Insight). Ma non bisogna sottovalutare i risvolti meno positivi: eclatante è l’esempio delle criptovalute dove all’entusiasmo sui benefici connessi all’automazione si accompagna un certo scetticismo sul futuro di queste monete. Ma anche restando nel campo degli asset più tradizionali, come ha avvertito Alessandra Perrazzelli, vicedirettrice generale della Banca d’Italia, «il fatto che l’attività all’interno delle banche sia già digitalizzata può rappresentare, paradossalmente, un freno all’introduzione di tecnologie più avanzate la cui compatibilità con i sistemi esistenti può essere molto difficile». Una resistenza che le startup fintech sono chiamate a vincere. (riproduzione riservata)

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