La strada smart di Octo

Il gruppo dei big data per le assicurazioni auto conferma il piano per la nuova mobilità. Nonostante la crisi del car sharing è in vantaggio per i fondi Recovery e prepara l’espansione all’estero

A più di due anni di distanza da quel tentativo, si può affermare che la decisione di sospendere lo sbarco in Borsa non abbia rallentato i piani di crescita di Octo Telematics, l’azienda italiana dell’hi-tech che ha come primo azionista il gruppo russo Renova (48,5%), seguito dal fondo Pamplona. Da quella proiezione verso Piazza Affari, Octo ha portato a casa una lusinghiera valutazione di mercato fino a 1,2 miliardi di euro, un rimescolamento della compagine azionaria, che ora vede il 5% in mano ai manager, e ha semmai rafforzato la propensione all’espansione geografica.

L’obiettivo di breve-medio termine, infatti, è rafforzarsi, soprattutto all’estero, senza escludere un ritorno di fiamma col listino. La via preferenziale adesso è quella della crescita organica, anche se Octo ha dimostrato di non disdegnare le occasioni di shopping, come è avvenuto a fine 2019, con l’acquisto dell’intero capitale di Nebula Systems.

Il 2020 si è chiuso con un giro d’affari in tenuta a circa 200 milioni di dollari e un ebitda in crescita (il bilancio deve essere ancora portato all’approvazione degli azionisti), nonostante la pandemia e l’inevitabile frenata del car-sharing, nel quale Octo è partner di Eni per la flotta Enjoy, e del settore rental. «Una parte del business è stato impattato, ma nel complesso abbiamo addirittura superato i target», spiega l’amministratore delegato Nicola Veratelli a MF-Milano Finanza. «I processi di efficientamento hanno funzionato, e prova ne è che non abbiamo avuto bisogno di ridurre l’organico. Ora, anche grazie a una nuova squadra di manager, siano pronti per una nuova fase di internazionalizzazione». Octo, che detiene il più grande database globale di dati telematici, sta preparando una campagna di espansione che comprende Gran Bretagna, Stati Uniti, Sud America e non solo. «Siamo maturi anche per lo sbarco in Cina» anticipa l’ad, «stringendo un accordo con un operatore locale. Penetrare quel mercato aprirebbe potenzialità enormi ma siamo molto focalizzati anche sul Sud America, in Paesi come il Brasile e Cile che stanno puntando molto sulla mobilità elettrica». La smart mobility, con 6 milioni di utenti connessi, è diventato ormai il business di punta di Octo, insieme a quello originario della telematica assicurativa (sue le scatole nere per la reportistica degli infortuni). «Con un numero così alto di utenti connessi, siamo leader mondiale nel mondo nel settore della telematica», sottolinea Veratelli. In Italia, la società ha deciso di unire le forze con Ambrosetti per delineare una roadmap nazionale verso la mobilità connessa, guardando anche ai 23 miliardi di euro che il recovery plan ha destinato alla rete ad alta velocità e alla manutenzione stradale 4.0.

«Ci siamo posti un obiettivo ambizioso, è vero, col piano Vision zero, che sta a significare zero traffico, zero inquinamento e zero incidenti», ammette Veratelli, «ma siamo convinti di avere gli strumenti per realizzarlo, e che questo sia il modo più efficace per dimostrare come i big data non siano qualcosa di intangibile, ma possano avere applicazioni concrete. I dati non basta possederli, vanno utilizzati, come nel nostro caso per decongestionare le strade, aumentare la sicurezza alla guida, abbattere le emissioni. Contribuire a migliorare la qualità della vita credo sia in assoluto l’obiettivo più alto che un’azienda possa porsi».


Il settore della mobilità connessa è in espansione continua. Si stima che il complesso dei servizi legati ai veicoli connessi possa raggiungere un controvalore di mille miliardi di dollari al 2025, raddoppiando i volumi attuali in una manciata di anni. Numeri ancora più grandi per i servizi telematici legati alla mobilità, attesa nello stesso arco di tempo a 9,8 miliardi di dollari, il triplo di quanto vale oggi. Molto dipenderà dall’andamento delle vendite di veicoli a guida autonoma, che vedrà l’offensiva di Tesla e delle Google-car: oggi se ne vendono appena 50 mila l’anno, ma sono destinati a superare i 18 milioni di unità al 2030, con un consumo orario di dati che passerà da circa 25 Gb fino a 3.600 Gb.

Le proiezioni sono più che incoraggianti anche per il settore dei servizi telematici per le assicurazioni. L’Italia è il mercato più importante d’Europa, con quasi 10 milioni di polizze hi-tech, il 24% del totale (in base ai dati del 2019) e una previsione di crescita fino a oltre 25 milioni, con un tasso di penetrazione che potrebbe raggiungere il 55.3% già nel 2024.

L’Italia, inoltre, è il secondo Paese in Europa per i servizi di car sharing, dopo la Germania, con un mercato che dovrebbe passare dai 15mila veicoli per un giro d’affari di 432 milioni di dollari registrati nel 2020, a 44mila veicoli e un volume di 878 milioni di dollari nel 2025. Anche grazie a questi numeri Veratelli, che è alla guida di Octo da circa un anno e mezzo dopo averne passati 26 in giro per il mondo, non rimpiange l’estero. Anzi, dice: «Il governo sta andando nella giusta direzione, in Italia c’è terreno fertile per sviluppare la smart mobility». (riproduzione riservata)

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