E vissero sani e tracciati

di Carlo Buonamico
Sempre più tracciati, sempre più sicuri. Vero. Almeno in tempi di Covid-19. È ciò che si spera di ottenere con l’adozione di applicazioni gratuite per smartphone che possano registrare i parametri sulle condizioni di salute dei cittadini relativi all’infezione da coronavirus e soprattutto sui loro spostamenti. Monitorare i contatti tra persone positive al virus e cittadini non infetti consentirebbe, infatti, di bloccare sul nascere eventuali nuovi contagi.
Per rispondere a queste esigenze sono state messe a punto diverse app, o estensioni di app esistenti. Come «Cercacovid» lanciata lo scorso 31 marzo nell’ambito dell’applicazione AllertaLom di Regione Lombardia, o «Lazio doctor per Covid» studiata per consentire ai cittadini di questa regione di comunicare i sintomi al medico che li monitorerà attraverso una sorta di sistema di telemedicina. Ciò che servirebbe però, dicono gli esperti, è uno strumento valido a livello nazionale per tutti gli Italiani.
Ecco perché lo scorso marzo il ministero per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione, in collaborazione con il ministero dello Sviluppo Economico e quello dell’Università e della Ricerca, ha lanciato una call to action per ricevere dai player italiani del digitale progettualità utili a rispondere a questa esigenza. In soli tre giorni sono arrivati oltre 300 progetti, attualmente al vaglio degli esperti.
Tra queste, per esempio, c’è Pj19, app sviluppata da Vetrya in collaborazione con il Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Telecomunicazioni, che si basa sull’uso combinato di Bluetooth e Intelligenza artificiale e prevede che i dati siano gestiti tramite la piattaforma della società IT del ministero dell’Economia Sogei.
Un’altra soluzione digitale in corsa è l’app «SOS Italia», progettata dall’Associazione italian digital revolution, in collaborazione con Sielte per gli aspetti software. Dotata di moltissime funzionalità, a seguito della registrazione dell’utente, permette l’inserimento dei propri dati relativi alla positività o meno al virus, se si è in isolamento preventivo o obbligatorio, la motivazione dell’isolamento e anche la data di inizio e il luogo di permanenza.
Di particolare interesse è la funzione «mappe e spostamenti», che permette di generare le autocertificazioni necessarie agli spostamenti, indicando punto di partenza e di arrivo, date e motivazioni. Tutto ciò genera un QR code che si può esibire in caso di eventuali controlli e da cui le forze dell’ordine potranno desumere l’ammissibilità o meno dello spostamento.
Quattro pulsanti dell’app sono dedicati all’informazione dei cittadini. Uno di questi permette di ricevere in modalità push avvisi da parte delle istituzioni, per esempio su nuove misure di contenimento dell’epidemia messe in atto sul territorio nazionale. Ancora, la funzione «domande e info utili» presenta la classica sezione domande e risposte a cui si aggiunge tra l’altro «smascheriamo le bufale» dove si indicheranno le fake news sull’epidemia e sul virus da cui prendere le distanze.
La caratteristica di questa app che più colpisce è la possibilità di accesso ai singoli account dei cittadini da parte delle autorità. Che ad esempio, bloccando la funzione «isolamento obbligatorio», possono ricevere segnalazioni automatiche degli spostamenti non autorizzati di chi circola invece che stare a casa. Ancora, illustrano gli sviluppatori dell’app in un tutorial consultabile su YouTube, in caso di istituzione di zone rosse sarebbe possibile bloccare a monte la funzione degli spostamenti per i residenti nei comuni interessati e identificare immediatamente coloro che non rispettano questa indicazione. Alcune domande sorgono spontanee. Come fanno, Carabinieri e Polizia, a conoscere i nostri spostamenti? Tramite il segnale Gps emesso dai nostri smartphone. Quando inizieremo ad essere tracciati? Ancora non è dato saperlo. Fonti vicine al governo indicano che probabilmente una decisione sarà presa dopo la metà di aprile, per la necessità di assicurarsi che il progetto che sarà implementato risponda ai requisiti europei e nazionali in termini di data privacy.
«Sos Italia traccia gli spostamenti dei cittadini, nel rispetto della normativa privacy», assicurano da Aidr, l’Associazione Italiana Digital Revolution. «L’autenticazione prevede l’integrazione nativa con Spid (Sistema Pubblico d’Identità Digitale) per la gestione delle identità digitali, sviluppata in collaborazione con Sielte (attuale gestore Spid). È inoltre prevista l’autenticazione tramite sms con Otp (One-time password) su numero telefonico o tramite i social network. Il rispetto della privacy – anonimizzazione, gestione dati essenziali e non eccedenti, durata limitata di conservazione dati – è finalizzato al comune riconoscimento dei mezzi di identificazione elettronica tra gli Stati membri in attuazione del Regolamento eIDAS – electronic IDentification Authentication and Signature – Regolamento Ue n° 910/2014 sull’identità digitale. Le dichiarazioni dello scorso 8 aprile, in audizione alla camera dei Deputati, del presidente Garante Privacy, Antonello Soro, e quelle del garante Privacy Europeo, Wojciech Wiewiórowski, confermano che la strada da intraprendere è quella di un app similare al sistema Spid, che permette ai cittadini di integrare l’accesso tramite altri sistemi di identificazione e limitatamente a questo periodo di grande emergenza». (riproduzione riservata)

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