Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

La maxi-manovra del governo per finanziare le imprese fiaccate dall’epidemia di coronavirus tenta di scaldare i motori. Tra polemiche sulla burocrazia ancora eccessiva e timori delle banche che chiedono protezione sotto il profilo penale, l’ultima settimana è servita quanto meno a dare uno spaccato dello stato dell’opera, quando sono trascorsi quasi 15 giorni dal varo del dl Liquidità con cui si mettono a disposizione 200 miliardi di garanzie per dare ossigeno al mondo produttivo. Giorni utili anche a evidenziare i difetti dell’impalcatura su cui muoversi. Da ultime, le troppe le differenze tra i due canali di coperture, quello Sace e quello del Fondo centrale pmi gestito da Mediocredito Centrale, messe in risalto dal Consiglio nazionale dei commercialisti. Un nodo su tutti: la garanzia a operazioni che erogano nuova finanza ai soggetti beneficiari oppure per quelle che si traducono in rinegoziazioni di finanziamenti già in essere, esclusa quest’ultima dal canale Sace.
Mentre le banche sono inondate dalle richieste di liquidità da parte delle pmi che, grazie al decreto del governo, da lunedì 20 aprile possono accedere ai finanziamenti a basso costo garantiti dallo Stato, anche per le famiglie si vedono gli effetti del coronavirus. A rilevarlo è l’ultimo Osservatorio di PrestitiOnline.it che ha analizzato le richieste di finanziamenti personali da parte dei consumatori italiani nel mese di marzo. All’interno di questa macro categoria «i dati mostrano un vero e proprio boom nelle domande di erogazioni per liquidità, che sono arrivate a rappresentare il 22,8% del mercato, dal 16,6% del 2019. Un trend che nasce molto probabilmente anche da una reale necessità, visto il lock-down imposto dal governo», spiega Roberto Anedda, direttore marketing di PrestitiOnline.it.
Il governo mette a posto l’ultimo tassello della sua strategia a difesa dell’economia nazionale dalle mire straniere. E sfodera l’artiglieria pesante, con nuova iniziativa da 40 miliardi per le aziende alle prese con gli effetti nefasti del Coronavirus, che passerà per una sorta di fondo strategico nazionale con il compito di investire nel capitale delle società grandi e piccole. Una traccia dell’imminente mossa dell’esecutivo si trova nel comunicato stampa con cui ieri Palazzo Chigi ha annunciato il via libera al Documento di Economia e Finanza 2020-2021, dove si legge: «È inoltre indispensabile incrementare le risorse a sostegno della ripresa economica e produttiva e il recupero della competitività sui mercati internazionali, con interventi per la capitalizzazione delle imprese».
È acceso il dibattito nel nostro Paese sulla possibilità di utilizzare nella fase post-lockdown un app di tracciamento come è stato fatto, con successo, da altre nazioni. Al di là delle problematiche giuridiche relative alla procedura di attuazione (serve una legge e non una semplice ordinanza, ha sottolineato Sabino Cassese) le questioni più spinose attengono al merito e si ricollegano al grande tema della tutela della privacy.
Per decenni uno dei principali principi ispiratori delle leggi a tutela della privacy è stato lasciare il controllo ai singoli individui consentendo loro di decidere se, come e da parte di chi potevano essere processate le proprie informazioni personali.
BIM Free Finance, distribuito da Banca Consulia, è un’assicurazione unit linked sulla vita a premio unico e premi integrativi, che investe i conferimenti in fondi. La selezione dei fondi di investimento sottostanti alla Polizza avviene liberamente da parte del contraente alla stipulazione del contratto, ma si può concretizzare anche successivamente mediante switch tra fondi o versamento di premi integrativi. Le opzioni di investimento sono distinte per categorie di appartenenza, espressione dei mercati nelle asset class azionario, obbligazionario e liquidità. E’ evidente che con tale componente finanziaria il rendimento dell’investimento dipende dalla dinamica dei mercati e dei fondi selezionati, e non è prevista alcuna garanzia di conservazione dei premi investiti o di rendimento minimo.
Gli investitori previdenziali hanno un orizzonte temporale di riferimento di medio-lungo periodo, ragion per cui, non perseguendo finalità speculativa, potrebbero interpretare un benefico ruolo di stabilizzazione dei mercati finanziari in periodi di forti oscillazione delle quotazioni quale è quello attuale. Lo sottolinea l’Eiopa una delle tre autorità di supervisione dei mercati finanziari europei (le altre due sono l’Eba per il settore bancario e l’Esma per il settore mobiliare), con competenze sul settore assicurativo e previdenziale.
L’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali (Eiopa) ha avviato una consultazione con l’obiettivo di raccogliere considerazioni e opinioni sul regolamento Pepp (Pan-European Personal Pension Product), sostenendo, al contempo, l’idea di creare un prodotto di risparmio previdenziale semplice, sicuro ed economico. Iniziative simili sono state intraprese dalle autorità competenti con l’intento di perfezionare la disciplina del piano previdenziale individuale paneuropeo, affiancandosi ai prodotti previdenziali già presenti sui singoli mercati nazionali. Tra gli aspetti chiave del documento oggetto di consultazione, vi sono alcune riflessioni sui documenti informativi relativi al Pepp, sul massimale per i costi del Pepp di base, sulle modalità di mitigazione del rischio, sulle segnalazioni di vigilanza e cooperazione tra l’Eiopa e le Autorità nazionali, sui poteri di intervento sui prodotti da parte dell’Autorità europea. Anasf nel documento inviato ad Eiopa in risposta alla consultazione ha espresso le sue considerazioni rispetto ad alcune delle disposizioni normative proposte.

Il rimborso dei finanziamenti fino a 25 mila euro, garantiti al 100% dallo stato, non deve iniziare prima di due anni dalla loro erogazione. Lo ha chiarito l’Associazione bancaria italiana (Abi) con una nuova circolare inviata alle banche. La stessa Abi, a seguito dell’accordo che ha stipulato con le associazioni dei consumatori mercoledì scorso (si veda ItaliaOggi del 23/4/2020), ha messo a punto e diffuso il nuovo modello da utilizzare in banca per chiedere la sospensione fino a 12 mesi delle rate dei mutui garantiti da ipoteche sugli immobili o di altri finanziamenti a rimborso rateale.
Andiamo con ordine, partendo proprio dal formulario, che riguarda il congelamento degli oneri a carico di famiglie, lavoratori e liberi professionisti colpiti dall’emergenza Covid-19.
Affossato dai timori legati alle conseguenze dell’epidemia sanitaria, in marzo il settore del risparmio gestito ha registrato deflussi complessivi per 8,7 miliardi di euro. Secondo i dati resi noti da Assogestioni la flessione della raccolta per le gestioni collettive è stata pari a 10,5 miliardi, mentre le gestioni di portafoglio hanno registrato flussi in ingresso per 1,8 miliardi.
Quanto alle singole macro categorie, i riscatti hanno prevalso quasi ovunque.
Fondazione Cattolica assicurazioni ha effettuato l’anno scorso 495 interventi, erogando 3,013 milioni di euro a favore di iniziative negli ambiti di solidarietà, educazione, ricerca e cultura. Quasi metà dell’importo è stato destinato all’avvio di 68 imprese sociali.

  • S&P conferma il rating dell’Italia Lo spread scende grazie alla Bce
La mossa preventiva della Bce per ora non serve ai titoli italiani. Il giudizio comunicato ieri in tarda serata da Standard & Poor’s, che ha confermato la tripla B con outlook negativo sul debito italiano, mantiene i Btp due scalini sopra il non investment grade. Certo, il livello del debito è un problema, la crisi che lo gonfia di oltre 20 punti e spinge la spesa per interessi lo aggrava: e se non imboccherà una chiara via di discesa, avverte l’agenzia, il downgrade è sicuro. Ma per ora il programma straordinario di acquisti lanciato a Francoforte prova a tenerne sotto controllo la gestione concentrandosi sull’Italia. E nel pieno dell’emergenza, mentre il cantiere delle contromisure italiane ed europee è di fatto appena partito, l’agenzia di rating americana evita di affondare il colpo. In linea con le previsioni annunciate a marzo, quando gli analisti avevano fatto sapere di non vedere la necessità immediata di rivedere al ribasso la pagella italiana.
  • Fondi e gestioni, raccolta di marzo a picco
A marzo, secondo le statistiche di Assogestioni (l’associazione italiana delle società di gestione) dai fondi comuni sono usciti 10,5 miliardi di euro, compensati soltanto in parte dalla tenuta delle gestioni patrimoniali. Le sottoscrizioni nette delle gestioni, infatti, sono positive per 1,8 miliardi, grazie agli introiti dei prodotti destinati agli investitori istituzionali. Il patrimonio complessivo è sceso a 2.143 miliardi dai 2.292 di febbraio (-6,5%). Contrariamente a quanto succede di solito nei periodi di forte avversione al rischio, le vendite dei risparmiatori hanno colpito in modo particolare i fondi obbligazionari (-8,6 miliardi). Però erano stati proprio gli strumenti specializzati sui titoli di debito ad attrarre gli acquisti di recente. Soprattutto le tipologie più esposte a emissioni societarie e a quelle ad alto rendimento – più rischiose – che offrono ritorni a premio su quelli risicati dei titoli governativi, ma che hanno patito la fuga degli investitori in cerca di sicurezza e di riparo.
  • La sicurezza nazionale? Ora passa da Borsa e finanza
Il coronavirus ha portato la finanza al centro delle preoccupazioni di sicurezza nazionale. Giovedì il presidente Consob, Paolo Savona, in audizione alla commissione Finanze della Camera ha evocato il golden power come possibile mezzo di intervento, se non sarà rispettata l’autonomia di Piazza Affari. La Borsa italiana è parte integrante, ormai da 12 anni, del gruppo London Stock Exchange che, in questo momento è impegnato nell’acquisizione di Refinitiv, un’operazione da 27 miliardi di dollari. In conseguenza della Brexit e dell’acquisizione che cambierà azionariato e baricentro dell’attività della Borsa di Londra, Consob già da qualche mese si è mossa per chiedere a Londra precise garanzie di autonomia per Borsa italiana. L’Lseg ha costituito un gruppo di lavoro, al quale partecipa anche l’ad di Borsa Spa Raffaele Jerusalmi, per dare un riscontro formale alle sollecitazioni delle autorità italiane, ma a tutt’oggi la risposta non è arrivata. Tra le questioni aperte, l’iter decisionale su spese e investimenti e il fatto che le funzioni corporate rispondano alla capogruppo della City più che alle strutture di Borsa Spa.
  • «Interi settori sono a rischio: poteri più duraturi allo Stato»
Nuovi poteri allo Stato nell’esercizio del golden power. Restano ancora però punti da mettere a fuoco e altri da chiarire. Daniele Santosuosso, ordinario di diritto commerciale all’università La Sapienza, non è convinto che, di fronte all’emergenza Covid e ai suoi effetti, i presidi siano sufficienti. «L’allargamento dei settori assoggettabili ai poteri speciali dello Stato – spiega – ha fatto riferimento principalmente al regolamento Ue sugli investimenti esteri n. 452/2019, un elenco compilato prima dell’insorgere della pandemia che non comprende per esempio il turismo. Per contro nel decreto ci sono elementi di novità significativi».
  • Al via la sospensione dei mutui per autonomi e partite Iva
Il Cura Italia, il maxi decreto omnibus con le prime misure per contrastare l’emergenza sanitaria e quella economica, è legge dello Stato. La Camera giovedì notte ha confermato la fiducia al Governo sul provvedimento con 298 voti favorevoli, 142 contrari e due astenuti, e poi ieri ha approvato in via definitiva con 229 sì e 123 contrari il testo del decreto licenziato e corretto dal Senato con cui l’Esecutivo ha dato il via libera al primo scostamento dal bilancio per 25 miliardi di euro. Tante le modifiche apportate, a partire dall’inserimento nel testo inizialmente licenziato dal Governo per dare sostegno a famiglie, lavoratori e imprese, dei primi decreti legge sull’emergenza: da quello sull’istituzione delle zone rosse (Dl n. 9) a quello che ha previsto l’assunzione di oltre 20mila unità tra medici e infermieri da spedire in prima linea contro il Covid-19. Nel decreto Cura Italia (n. 18) è entrato anche il provvedimento d’urgenza con cui sono stati rinviati e sospesi i termini delle udienze e dei processi di tutte le giurisdizioni (civile, penale, tributaria, militare e contabile; Dl n. 11).

  • I trend che nasceranno da Covid-19
Il “fattore trend”continuerà a essere la cartina al tornasole su come indirizzare gli investimenti? A stare alla produzione di prodotti (oltre 100 tra fondi e Etf) che vi puntano, selezionando settori e società quotate coinvolte, la risposta è certamente sì. Ma i cambiamenti impressi dal Covid imporranno di rivedere alcune scelte di lungo periodo o di accelerare alcuni processi: il trasporto e il turismo sono crollati, l’e-learning e la cyber security sono esplosi. Non è andata bene nè all’immobiliare nè all’automotive, chiamati rispettivamente a reinventarsi e a ripensare a una nuova mobilità. Ecco i sei trend in pole position.
  • Professionisti distanti ma vicini
Distanti ma uniti. È uno dei motti che hanno accompagnato sui profili dei social questa fase della quarantena imposta dalla pandemia di Covid19. E sembra essere questo il motto fatto proprio anche da tanti consulenti che si sono messi in moto verso i clienti, sia pure virtualmente, per restare uniti pure nella distanza. Ma è anche vero che circa la metà di questi consulenti si è sentita sola, in questa fase, non supportata sufficientemente dalla rete di riferimento. Questi sono i dati che emergono da una ricerca condotta da McKinsey per Anasf, sulla consulenza ai tempi di Covid19 (di cui si riportano due schede in pagina). Secondo la ricerca circa il 70% dei consulenti finanziari ha avviato infatti azioni sui clienti che ritiene più rilevanti, con comunicazioni che per lo più hanno riguardato maggiormente aggiornamenti di mercato e situazioni patrimoniali, solo per meno di un terzo idee di investimenti.