Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

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La Bce lancia un forte messaggio ai governi europei in vista del Consiglio Ue di domani. Fabio Panetta, membro del comitato esecutivo e responsabile per le relazioni europee della banca centrale, ha sottolineato ieri che «interventi fiscali decisi, simmetrici tra i diversi Paesi, in grado di porre rimedio ai danni della pandemia, sono nell’interesse di tutti gli Stati dell’area dell’euro». Non è necessario quindi far ricorso alle pur nobili ragioni della solidarietà. In un intervento su Politico, Panetta ha osservato che «la percezione di mancanza di un’azione comune a fronte di una crisi drammatica affievolirebbe il sostegno dei cittadini per l’Unione europea: un effetto peraltro già oggi visibile nei Paesi in prima linea nella crisi sanitaria. Questi sentimenti, se non contrastati, indebolirebbero le forze centripete nell’Ue e rafforzerebbero le spinte centrifughe, fino a erodere la fiducia nell’euro».
Antenne francesi puntate sul sistema finanziario italiano. L’allarme, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, sarebbe risuonato nelle ultime relazioni dei servizi segreti sul sistema economico e potrebbe essere lo spunto per un inasprimento delle norme antiscalata approntate con il decreto Liquidità. Con il provvedimento in conversione alla Camera il governo, infatti, non solo ha ampliato a molti settori, compreso quello bancario e assicurativo, il raggio di azione dei Poteri Speciali (che consentono di porre il veto o condizioni all’acquisto di aziende strategiche) ma lo ha anche esteso ai soggetti europei, che prima potevano essere bloccati solo se interessati ad aziende attive nel settore della Difesa. Lo scudo contro le imprese Ue sarà attivo però solo fino alla fine dell’anno, visto che la norma è giustificata con la straordinarietà degli eventi legati all’esplosione della pandemia. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, tuttavia, in Parlamento già si starebbero preparando emendamenti per portare più avanti questa scadenza e proteggere le aziende italiane, soprattutto quelle finanziarie, anche dalle mire dei Paesi più vicini. Sui tempi d’altronde non esistono vincoli espliciti della Commissione Europea, che in questa fase si basa solo sul principio di proporzionalità rispetto all’emergenza.
«Sia il modello francese che quello tedesco potrebbero andare bene. L’importante è che anche il governo italiano si muova prontamente per evitare un’impennata dei fallimenti e per non penalizzare le imprese tricolore a vantaggio dei competitor europei». A parlare è Michele Pignotti, membro del board di Euler Hermes a Parigi, leader mondiale dell’assicurazione del credito controllato dal gruppo tedesco Allianz. La questione è quella della garanzia pubblica necessaria a evitare che le compagnie del credito, in un contesto di crisi economica generalizzata provocata dal lockdown per il coronavirus, con le insolvenze destinate a lievitare, smettano di assicurare i pagamenti delle imprese, specie le più fragili, con un effetto a catena su fiducia e stabilità del sistema finanziario. «La Francia e la Germania si sono mosse subito replicando le reti di sicurezza che avevano già dimostrato di funzionare bene con la crisi del 2008», spiega Pignotti.
Dopo aver erogato i primi prestiti fino a 25 mila euro alle piccole e medie imprese, le banche italiane si apprestano a esaminare le richieste di grandi fidi garantiti da Sace. Per i finanziamenti alle imprese con meno di 500 dipendenti e fatturato fino a 1,5 miliardi la garanzia della controllata di Cdp sarà del 90% e verrà rilasciata nel giro di 48 ore attraverso una procedura semplificata (si veda box in pagina). Sopra queste soglie di personale e fatturato l’iter è invece più complicato: servirà un decreto del ministero delle Finanze, sentito quello dello Sviluppo economico, per il rilascio della copertura Sace. Inoltre, la porzione del prestito garantita scende all’80% per le aziende con ricavi compresi fra 1,5 e 5 miliardi e al 70% per quelle che oltrepassano i 5 miliardi. Come noto, infine, l’ammontare del finanziamento garantito non potrà in ogni caso superare l’importo maggiore fra il 25% del fatturato realizzato in Italia nel 2019 e il doppio della spesa salariale sostenuta nello stesso anno.
  • Anche il factoring chiede la garanzia
Un meccanismo di garanzia delle cessioni di credito può rimettere in moto la macchina dei pagamenti del sistema delle imprese, in difficoltà per l’emergenza sanitaria, movimentando flussi finanziari fino a 80 miliardi a fronte di una dotazione di fondi pubblici di 5 miliardi. La richiesta arriva Assifact, l’associazione che riunisce gli operatori del factoring, nel motivare la proposta di includere un simile strumento, già adottato da altri Paesi dell’Unione Europea, tra i finanziamenti previsti dai decreti emergenziali che il governo sta mettendo a punto. «Il factoring rappresenta lo strumento più efficace per la gestione e il finanziamento del capitale circolante delle imprese anche in momenti di crisi economica», ha sottolineato Alessandro Carretta, segretario generale di Assifact. Nei primi due mesi del 2020 il volume d’affari è stato 33,8 miliardi (+1,18%) dopo aver chiuso il 2019 a 255,5 miliardi (+6,44% sul 2018), il 14% del pil.

Possibile rivolgersi a più banche per ottenere i 25 mila euro di finanziamento, fermo restando il rispetto del vincolo del 25% dei ricavi. Questa l’indicazione fornita ieri dal Mediocredito centrale con una guida operativa. Nello stesso giorno Intesa Sanpaolo ha reso disponibile il sistema di calcolo del tasso di interesse per accedere al finanziamento (ammonta all’1,3%).
Finanziamento fino a 25 mila euro cumulabile con altre misure. L’accesso al finanziamento previsto dal dl Liquidità non preclude la possibilità di ottenere liquidità anche attraverso le altre misure contenute nello stesso decreto 23/2020. Le imprese e i professionisti che otterranno il finanziamento dei 25 mila euro garantiti dallo stato, potranno accedere anche agli altri finanziamenti garantiti dal Fondo di garanzia e dalla Sace. Questo emerge dalla lettura combinata del dl Liquidità, che non preclude tale possibilità, e dalla documentazione prodotta per accedere al fondo di garanzia, la quale contempla anche l’eventuale accesso ad altre misure.

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  • Muore sul lavoro Si indaga sul rispetto delle misure anti virus
Il padre è morto e il figlio è rimasto ferito. La vittima era Giuseppe Borio, 79 anni. Il giovane, Igor, 43 anni, era il titolare della bottega di carpentiere. L’ennesimo incidente sul lavoro lascia trapelare il sospetto che non fossero state rispettate le norme per il contenimento del Coronavirus. Padre e figlio stavano spostando delle pesanti lastre in ferro, quando sono stati travolti. Sul posto per i rilievi del caso lo Spresal e i carabinieri, che stanno anche verificando il rispetto dell’azienda per le misure di contenimento dei contagi da coronavirus, se la bottega avesse diritto di essere aperta.

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  • Sace, operativa Garanzia Italia
Anche le imprese medio-grandi possono da ieri accedere alle garanzie sui crediti grazie alla copertura di Sace (gruppo Cdp), a sua volta controgarantita dallo Stato. Lunedì notte è stata definita con l’Abi la procedura affinché le società sopra i 500 dipendenti, o che vogliano prestiti sopra i 5 milioni, possano accedere a Sace. Le garanzie potranno essere richieste fino al 31 dicembre. Per i prestiti alle imprese meno grandi e fino a 375 milioni, la «procedura semplificata» Sace può esaurirsi in 48 ore. Si tratta in ogni caso di prestiti bancari, va istruita una pratica di fido e l’impresa non doveva essere in difficoltà già prima dell’epidemia Covid-19. La circolare escluderebbe comunque le banche da responsabilità circa le informazioni fornite dall’impresa. La Fabi lancia l’allarme: «C’è un’eccessiva burocrazia legata a un decreto troppo farraginoso e a una quantità eccessiva di documenti chiesti dalle direzioni generali di alcune banche», dice il segretario Lando Sileoni. Anche Massimo Masi (Uilca), invita gli istituti a non chiedere carte non necessarie. Le domande di prestiti garantiti alle pmi crescono: 4 mila a Ubi, solo al Sud. E Unicredit ha erogato ieri i primi 25 mila euro, a un’acetaia di Modena.
  • Assifact, 80 miliardi a imprese
Assifact lancia una proposta per rendere disponibili fino a 80 miliardi per le aziende. Attraverso il ricorso a un fondo di garanzia da 5 miliardi lo Stato può intervenire garantendo l’importo dei debiti commerciali ceduti a banche e intermediari finanziari, ha spiegato il segretario generale Assifact Alessandro Carretta.

  • Tassi all’1,85% e spese tra le poche certezze
Gli imprenditori che scrivono a Sos Liquidità, la casella di posta elettronica del Sole 24 Ore a disposizione delle aziende, sono un fiume in piena. La gran parte sono attività che chiedono il finanziamento fino a 25mila euro, il punto di caduta della filiera del made in Italy: microimprese di produzione, a loro volta fornitori lungo la filiera, ristoratori, pasticceri, parrucchieri, artigiani, negozianti al dettaglio. Imprese che rischiano di venire stritolate da una crisi di liquidità nella quale sono già immerse e che, nel giro di pochi mesi, potrebbe travolgere, dal basso verso l’alto, l’intera filiera produttiva italiana. Procedure farraginose, costi nemmeno occulti e ritardi sono ai primi punti del cahier de doléances che emerge dalle mail.
  • Covid-19, regole certe sulle responsabilità delle imprese
Per le aziende diverse da quelle sanitarie, il rischio Covid non è un rischio specifico, ma, come prevede il protocollo sottoscritto dalle parti sociali lo scorso 14 marzo – e come ribadito da Ispettorato nazionale del lavoro e regione Veneto – è un rischio generico di natura emergenziale, non fronteggiabile con mezzi e poteri ordinari. «L’obbligo di attenersi strettamente alle indicazioni pubbliche straordinarie non lascia pertanto spazio alla tradizionale valutazione dei rischi», spiega Fabio Pontrandolfi, dirigente di Confindustria dell’area Lavoro, welfare e capitale umano e responsabile dei temi su salute e sicurezza sul lavoro. Non solo. Per le aziende attive e per quelle che, in questi giorni, inizieranno, gradualmente a riprendere l’attività, è richiesto, come del resto a tutti i cittadini, di rispettare scrupolosamente le indicazioni del governo, sia quelle vincolanti sia le raccomandazioni.

  • Agli assicuratori  il supervisore chiede di fare di più per aiutare i loro clienti
L’Authority assicurativa francese li incoraggia a “tenere conto delle circostanze eccezionali del momento”. In particolare, raccomanda di “elaborare quante più richieste possibile, dando priorità alle più urgenti” e di essere flessibili alla luce di “circostanze eccezionali”. Ad esempio, gli assicuratori non dovrebbero “penalizzare i clienti che non sono stati ragionevolmente in grado di adempiere ad alcuni dei loro obblighi entro i termini previsti”. L’autorità di regolamentazione esorta inoltre gli operatori del settore a “rispettare gli impegni assunti nei confronti dei clienti per quanto riguarda gli indennizzi, tra cui la liquidazione dei sinistri previdenziali, le indennità funerarie e le indennità in caso di morte”.  Tuttavia i loro mezzi finanziari “non possono essere utilizzati, a patto di non metterli a rischio, per coprire eventi esplicitamente esclusi dai loro contratti”, insiste in un altro comunicato stampa pubblicato martedì. L’autorità ritiene inoltre che un sistema di copertura delle perdite legate a una pandemia sia concepibile solo nel quadro di “un regime obbligatorio garantito dallo Stato”.

Handelsblatt

 

  • Hannover Re annulla la previsione di utile – Il dividendo rimane invariato
Nel settore della riassicurazione danni, tra gli altri settori, Hannover Re deve fare i conti con l’aumento degli oneri. Il terzo riassicuratore al mondo sta ritirando il suo obiettivo di profitto per il 2020 a causa della pandemia di coronavirus. Le previste conseguenze negative della crisi non potevano ancora essere stimate a causa delle grandi incertezze.
La gestione prevede un aumento degli oneri, soprattutto negli investimenti e nella riassicurazione danni. Già a metà marzo di quest’anno il CEO di Hannover Re Jean-Jacques Henchoz aveva puntato a un utile annuo di 1,2 miliardi di euro.