RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 04/04/2020

Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

Generali Valore Protetto New è un prodotto d’investimento assicurativo con un profilo rendimento-rischio molto contenuto. I premi annui di questa polizza a vita intera vengono infatti convogliati in una gestione separata dalle caratteristiche difensive, la storica Gesav di Generali Italia. Il contratto prevede la rivalutazione annuale dei capitali investiti in gestione separata in base al rendimento della stessa gestione, valore che può risultare anche negativo; ma in ogni caso i capitali rivalutati non possono risultare inferiori ai rispettivi capitali assicurati iniziali. La prestazione in caso di decesso prevede il pagamento al beneficiario di una prestazione in forma di capitale rivalutabile, collegata ai risultati della gestione Gesav.
Il prodotto assicurativo Cattolica&Investimento Scelta Protetta 3.0 guarda alla serenità dei sottoscrittori, attraverso una forma di investimento a rischio molto basso e rendimenti attesi di riflesso contenuti. E così, a fronte del versamento di un premio unico iniziale, la Polizza di ramo I – di tipo misto- prevede il pagamento, alla scadenza prescelta, del capitale assicurato rivalutato di anno in anno, in funzione dei risultati conseguiti dalla gestione separata Cattolica SerenaMente. L’obiettivo dichiarato dalla compagnia è di far crescere il capitale investito nel tempo, con un profilo di rischio molto contenuto. Interessante l’opzione, inseribile al momento della sottoscrizione, denominata Liquidazione della rivalutazione annuale, che mira alla distribuzione di una sorta di cedola annua.
Quello del 27 aprile sarà un appuntamento molto particolare per gli azionisti delle Generali. L’emergenza sanitaria costringerà infatti la compagnia a celebrare l’assemblea di bilancio a porte chiuse, come del resto sta facendo la maggior parte delle società italiane. Ma l’inusuale modalità di svolgimento non sarà l’unico elemento di novità. Oltre ai risultati 2019 al voto dei soci sarà sottoposta una sostanziosa revisione dello statuto, che tra gli altri aspetti prevederà l’introduzione della cosiddetta lista del board. Un intervento annunciato qualche settimana fa per allineare il Leone alle best practice internazionali e alle richieste del mercato. Sulla carta insomma sarà poco più di un cambiamento procedurale, ma nei fatti andrà letto come un test per i delicati equilibri di potere al vertice della compagnia. La modifica, analoga a quella recentemente introdotta da Mediobanca (che di Generali ha quasi il 13%), doterà il board di maggiore autonomia pur senza alterarne nel breve la composizione. Saldo al timone resterà infatti il ceo Philippe Donnet, cui fa scudo il consenso del mercato, mentre il presidente Gabriele Galateri ha concluso solo il primo anno del suo mandato. Qualcuno però azzarda che il voto assembleare possa preludere a più sostanziali cambiamenti e, a ben guardare, le premesse non mancherebbero.
Video chat per seguire le lezioni scolastiche, call e videoconferenze per lavorare in remoto. In un mese l’emergenza sanitaria ha stravolto le abitudini di tutti di fronte al rischio e all’incertezza crescente sulla condotta di vita da tenere nei prossimi mesi. Ma la fatica di stare chiusi in casa è stata almeno in parte alleviata da sistemi informatici, che ci hanno fatto scoprire tutte le potenzialità delle nuove tecnologie. Con più di qualche sorpresa positiva ma anche con qualche imprevisto decisamente meno piacevole. Il sito dell’Inps è andato in tilt proprio nel giorno in cui milioni di italiani erano collegati per ricevere il bonus di 600 euro promesso a partite Iva e commercianti per fare fronte allo stop delle attività. Tante imprese che, per incentivare lo smart working, hanno messo i loro dati e i loro dipendenti a lavorare in rete. E gli attacchi stanno incredibilmente coinvolgendo anche gli ospedali. Sempre in settimana c’è stata una riunione straordinaria del Nucleo di sicurezza Cibernetica nazionale dopo che gli attacchi hanno colpito strutture in prima linea nella lotta contro il virus, come lo Spallanzani a Roma.
Si moltiplicano le analisi sul post pandemia, e su che cosa cambierà realmente una volta passata l’emergenza. Il sito americano quartz (qz.com) ha pubblicato una interessante analisi di Parag Khanna, fondatore di FutureMap, una società di consulenza strategica. Che invece di prevedere che cosa cambierà, ha puntato il dito su cinque trend già in atto e che saranno rafforzati dalla pandemia
I mercati hanno archiviato un trimestre nero dopo la lunga fase positiva che aveva portato a febbraio 2020 Wall Street sui massimi storici. L’ondata di vendite dell’ultimo mese è costata cara a tutti i listini: l’indice Ftse Mib ha ceduto oltre il 28% da inizio anno a fine marzo, simile al -26,5% del terzo trimestre del 2011, quando l’Italia era nel pieno della crisi dello spread. In Europa lo Stoxx Europe 600 ha ceduto il 23%, il peggiore di sempre su tre mesi insieme al terzo trimestre 2002. Negli Usa l’indice Dow Jones ha segnato una perdita analoga, l’S&P è sceso del 20%, il Nasdaq del 14%. Giù anche il Giappone (Nikkei -20%) e Hong Kong (-16%). L’indice Msci World delle borse mondiali è sceso di oltre il 20%, il risultato peggiore dall’ultimo trimestre del 2008, dopo il default di Lehman Brothers. Pesante tra le commodities il petrolio (-66%). Si sono salvati soltanto l’oro (+4,5%), il dollaro (+4,5%) e i titoli di Stato Usa (il T-bond a dieci anni ha fatto il +10%). «Il primo trimestre del 2020 è stato uno dei peggiori in 150 anni di storia dell’azionario statunitense. Se da un lato è troppo presto per comprendere se gli sforzi delle banche centrali e dei governi per sostenere l’economia saranno sufficienti ad attenuare l’impatto della recessione e a sostenere i mercati azionari, dall’altro è raro che la sottoperformance dei mercati azionari duri a lungo», afferma Marija Veitmane, senior strategist di State Street Global Markets.

L’infezione da coronavirus dà subito dei sintomi di difficoltà respiratoria, ma l’impatto del virus è palpabile anche su altri organi vitali. Soltanto il cervello sembra risparmiato anche se il nervo olfattivo (orlatto) viene attaccato. Danni al fegato procurati dal coronavirus sono stati segnalati in uno studio pubblicato il 14 marzo nella rivista Liver International, ripreso da Le Figaro, realizzato da ricercatori dell’università delle scienze di Wuhan, la città cinese dove tutto è cominciato, in collaborazione con l’istituto di virologia di Essen, in Germania. I ricercatori sostengono che i danni al fegato possono essere causati direttamente dall’infezione Sars-Cov2 o dai farmaci utilizzati per curarla. Un aumento degli enzimi epatici è possibile nei pazienti infetti, ma il meccanismo resta incerto sia per l’effetto diretto citotossico (che distrugge le cellule) sia per la reazione immunitaria generata dal virus.
  • Covid-19, Carglass riapre i centri
Offrire un servizio agli italiani che usano l’automobile per andare al lavoro: Carglass, società specializzata nella riparazione e nella sostituzione dei cristalli per auto e dal 2017 attiva anche nella carrozzeria, ha riaperto dieci centri in Italia al fine di garantire il servizio alla comunità e, nello specifico, agli automobilisti che per essenziali necessità lavorative o personali, così come definito dal governo, hanno urgenza di intervenire al ripristino del vetro dei propri autoveicoli. Le 10 città coinvolte saranno: Milano, Torino, Cuneo, Genova, Verona, Padova, Trento, Bologna, Firenze e Roma. I dieci centri saranno inizialmente aperti due giorni a settimana e, per garantire il rispetto massimo delle condizioni di sicurezza volte a limitare la diffusione del virus, non effettueranno servizio a domicilio. Nei centri si potrà eseguire solo un numero molto limitato di interventi, organizzati tassativamente su appuntamento attraverso prenotazione al numero verde del contact center Carglass. Ogni intervento ai cristalli verrà preceduto e seguito dall’igienizzazione dell’auto con trattamento all’ozono per tutelare il tecnico prima e l’automobilista, poi. Non verranno, invece, accettati clienti che si recheranno spontaneamente presso il centro di assistenza senza prenotazione per evitare inutili assembramenti.
  • La raccolta B. Generali a 517 milioni
Nel mese di marzo la raccolta netta di Banca Generali è ammontata a 517 milioni di euro, confermando il trend sostenuto dei mesi precedenti nonostante l’emergenza sanitaria. I flussi si sono indirizzati soprattutto verso la liquidità dei conti correnti o verso soluzioni amministrate (746 milioni di euro nel mese e 1,35 miliardi da inizio anno). Tra le soluzioni amministrate, la raccolta in prodotti strutturati è stata positiva per 69 milioni. Flussi in uscita si sono verificati principalmente dai fondi di terzi. Stabili i prodotti di risparmio gestito assicurativi. Complessivamente il gestito ha visto un deflusso di 229 milioni, «un valore contenuto rispetto alle masse gestite», ha precisato l’istituto. «Nonostante i timori e le criticità legate alla pandemia», ha riferito l’a.d. Gian Maria Mossa, «abbiamo continuato a stare vicino ai nostri clienti, accompagnandoli nella protezione dei patrimoni e nella difesa dalla forte volatilità e dalle scelte dettate dall’emotività del momento».
  • Polizza anti Covid-19 per gli iscritti alla Lapet
A decorrere dal 13 marzo 2020 tutti i tributaristi Lapet sono coperti da polizza anti-coronavirus. Il Consiglio direttivo nazionale Lapet, in questo contingente momento di emergenza, ha inteso intervenire ulteriormente mettendo a disposizione di tutti gli iscritti una copertura assicurativa anti-coronavirus, con costi interamente a carico dell’associazione. La polizza prevede: Indennità di ricovero € 100,00 per ogni giorno di ricovero superiore al 7°causato da infezione da Covid-19 per un massimo di ulteriori 10 giorni; Indennità da convalescenza € 3.000,00 corrisposta alla dimissione da istituto di cura a seguito di ricovero in terapia intensiva causato da infezione da Covid-19; Assistenza post ricovero: Invio medico generico + Trasporto in Autoambulanza + Trasporto dal pronto soccorso al domicilio + Trasferimento e rientro dall’ istituto di cura specialistico + Invio collaboratrice familiare: 5 ore + Invio Baby sitter a domicilio: 5 ore + Accompagnamento figlio minore a scuola + Consegna spesa a domicilio + Invio Petsitter: 5 ore max 1 ora al gg.

 


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  • Reddito di emergenza 3 miliardi alle famiglie Cig, oltre 9 settimane
Un pacchetto lavoro da 15 miliardi, incluso il Reddito di emergenza da 3 miliardi per 3 milioni di persone, poco più di 1 milione di famiglie, senza alcuna fonte di sostentamento. Il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo (M5S) punta a rafforzare i sussidi ai lavoratori senza lavoro nel prossimo decreto Aprile, previsto per Pasqua o subito dopo, non oltre la metà del mese. E a parametrarli con il quoziente famigliare. Diversi i punti allo studio. Allungare la Cassa integrazione che ora copre solo 9 settimane. Prorogare l’indennità da 600 euro di marzo per gli autonomi anche in aprile e maggio, alzando l’importo a 800 euro. Istituire il Rem, un Reddito di emergenza o di ultima istanza per chi è senza lavoro e senza protezione: badanti, colf, babysitter, intermittenti, a termine, precari, ex disoccupati al termine della Naspi. Anche lavoratori sommersi, fino a ieri “in nero” e oggi privi pure dei proventi dell’economia informale? Sono 3,7 milioni secondo Istat. E mettono in imbarazzo il governo.
  • Siderurgia italiana in allarme “Rischiamo di sprofondare”
La siderurgia, cuore d’acciaio dell’intera manifattura italiana, entra in fibrillazione. Il prolungarsi dello stop obbligato delle fabbriche, causa Covid-19, allarma imprese e sindacati che, dopo essersi trovati su sponde opposte all’inizio dell’emergenza, ora condividono il timore di un “dopo” devastante per produzione e lavoro. Nulla sarà come prima nella siderurgia nazionale (una quarantina di stabilimenti, oltre 33 mila addetti) e appare come simbolica congiuntura astrale la fine dei 123 anni di storia dell’altoforno della Ferriera di Trieste, che Arvedi spegne proprio in questi giorni. Sembra passato un secolo anche da quando si pensava che epicentro del settore fosse il dossier Ilva. Un terremoto inevitabile in un mondo che vede crollare quasi del 100% la produzione di auto, il petrolio precipitare a 22 dollari e un’ottantina di petroliere vagare per i mari senza un porto dove scaricare il greggio. «Non si sta scambiando il lavoro per la salute e la sicurezza – dice il presidente di Federacciai, Alessandro Banzato – ma si deve ripartire. Già con un mese di produzione in meno il calo che prevediamo nel 2020 è nell’ordine del 10%». Posizione declinata in concreto da ArcelorMittal che chiede al governo di tornare a commercializzare l’acciaio, superando le misure fissate dal prefetto di Taranto che consentono all’ex-Ilva di far lavorare un massimo di 5.500 operai per la sola produzione a stoccaggio.

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  • Sanità, cyber attacchi raddoppiati nel 2020
Raddoppiano gli attacchi informatici agli ospedali. Il 51 per cento delle società italiane ha subìto una o più aggressioni cyber significative nell’ultimo anno e ora, con l’applicazione estesa dello smart working in seguito all’emergenza coronavirus, crescono i rischi It ai quali sono esposte le aziende. Lo rileva l’indagine EY «Global information security survey», che ha coinvolto 1.300 manager di sicurezza informatica italiani e internazionali. Secondo i dati rilevati dagli osservatori EY a livello globale, nei primi due mesi del 2020 gli attacchi sono aumentati del 16 per cento e nel solo mese di gennaio sono raddoppiati gli incidenti di sicurezza ransomware (virus) rivolti al settore sanitario, che già nel quarto trimestre 2019 avevano registrato un aumento del 350%. Emergono poi dati correlati all’emergenza Covid-19: da gennaio sono stati registrati 16mila nuovi domini legati al coronavirus, con un incremento di 10 volte nelle ultime tre settimane e dell’85 per cento negli ultimi sette giorni. Circa il 20 per cento di tali domini sono malevoli o sospetti. La survey rileva che, per una azienda italiana su tre, metà delle violazioni informatiche è da imputare alla scarsa consapevolezza dei dipendenti.  Solo il 18 per cento del budget di sicurezza è dedicato alle tematiche di gestione del rischio e resilienza del business, livello che sale al 21 per cento nelle assicurazioni. La funzione di cyber security in 2 aziende su 3 non ha una rappresentanza nel board o nell’executive management, mentre è sempre più chiara la necessità che la sicurezza informatica sia integrata all’interno di tutti i processi aziendali.
  • Generali, call center da remoto
Generali lancia GenertelEverywhere, il primo contact center assicurativo italiano che opera al 100% da remoto. «Dal primo momento dell’emergenza abbiamo avuto un obiettivo chiaro: tutelare la salute delle nostre persone, essere vicini ai nostri clienti e garantire continuità al business con soluzioni che rispondano alle esigenze di oggi», ha detto Maurizio Pescarini, ad Genertel e Genertellife.
  • Unipol entra nella Popolare di Sondrio con l’1,88%
Spuntano nuovi soci per la Popolare di Sondrio, nonostante la banca non si sia ancora trasformata in società per azioni, o forse proprio per questo. Finora l’unico socio pesante dichiarato era il fondo Amber con il 6,2%. Ora dalle ultime comunicazioni Consob relative alle partecipazioni sopra l’1% — limite ridotto il 18 marzo scorso in seguito ai pesanti crolli di Borsa — emerge l’Unipol, che è già socio di riferimento di Bper con quasi il 20%. La compagnia assicurativa guidata da Carlo Cimbri possiede una quota dell’ 1,88%. Subito dietro la compagnia bolognese compare, con l’1,27%, l’editore della Settimana Enigmistica, Francesco Baggi Sisini.
  • Banca Generali, sale la raccolta
Sale a 517 milioni di euro la raccolta netta totale a marzo di Banca Generali, confermando il trend dei mesi precedenti.

  • Anima, Melzi d’Eril nominato nuovo ad
Alessandro Melzi d’Eril è il nuovo a.d. di Anima Holding, in sostituzione di Marco Carreri. Melzi d’Eril, 45 anni, opera dal 2011 nel gruppo Anima, dove ha ricoperto il ruolo di Cfo fino al 2017 e successivamente la carica di d.g. della società.
  • B. Generali, raccolta marzo a 517 milioni
La raccolta netta di Banca Generali è cresciuta a marzo di 517 milioni di euro a conferma del trend dei mesi precedenti, pur in un contesto mutato col coronavirus. I flussi si sono indirizzati verso la liquidità dei conti correnti o verso soluzioni amministrate (746 milioni nel mese e 1,35 miliardi da inizio), mentre il gestito ha segnato un deflusso pari a 229 milioni.
  • Cedole, Allianz verso la conferma Generali avvia nuove valutazioni
La lettera dell’Eiopa, con il nuovo giro di vite sui dividendi, ha mandato in profondo rosso il comparto assicurativo sulle Borse europee, tanto che lo stoxx di settore ha chiuso in ribasso del 4%. La prima a rispondere alla chiamata dell’Eiopa è stata Axa che a valle di un consiglio di amministrazione straordinario ha deciso di posticipare di due mesi, ossia al 30 giugno, l’assemblea che avrebbe dovuto votare il dividendo. Diversamente Allianz sembrerebbe orientata a procedere con l’approvazione e la successiva distribuzione della cedola il prossimo 6 maggio. Il colosso tedesco, letto il documento dell’Eiopa, ha avviato un confronto con la propria Autorità di riferimento, la Bafin, principalmente su due aspetti: Solvency e liquidità. Su entrambi i fronti il gruppo ha saputo dimostrare una solidità tale da non giustificare un eventuale passo indietro sulla cedola. Certo, i colloqui non sono ancora terminati ma allo stato dell’arte Allianz sarebbe orientata a mantenere gli impegni presi.
  • Incidente sul lavoro da coronavirus
Gli operatori sanitari che abbiano contratto il coronavirus vanno ritenuti ammalati in occasione di lavoro: nel loro caso opera una presunzione di origine professionale. Ma non si tratta solo del loro caso: il principio appena esposto, infatti, vale anche per attività che comportano il costante contatto con l’utenza, come quelle dei cassieri, degli addetti alle vendite e dei trasportatori. Lo ha chiarito l’Inail con la circolare 13/2020, pubblicata ieri. In base all’articolo 42, comma 2, del Dl 18/2020, l’Istituto è chiamato a fornire tutela assicurativa ai lavoratori dipendenti e assimilati, ma anche a parasubordinati e dirigenti, che abbiano contratto l’infezione, inquadrandola come infortunio sul lavoro e coprendo inoltre il periodo di quarantena. In tutti casi in cui si presenti problematica l’identificazione delle cause precise e delle modalità lavorative del contagio, la copertura assicurativa sarà subordinata a un accertamento medico-legale che seguirà la procedura ordinaria. L’Inail ha ricordato che la riconducibilità del contagio all’occasione di lavoro non significa che esso debba essere avvenuto nell’espletamento delle mansioni tipiche, ma basta che sia avvenuto durante attività strumentali e accessorie.

  • Polizze, non sempre conviene il riscatto
L’investimento assicurativo è una delle soluzioni più diffuse nei potafogli degli italiani, complice il pressing delle banche nella distribuzione di questi prodotti che hanno una maggiore marginalità per gli istituti di credito in cerca di nuove fonti di ricavo. Ma in caso di bisogno di liquidità potrebbe non essere un affare smontare queste posizioni, soprattutto nella prima fase dell’investimento: alcuni contratti prevedono infatti delle penalizzazioni per chi disinveste nei primi cinque anni, che arrivano a pesare anche per il 7%-8% sulla cifra da liquidare nelle prime due annualità. Inoltre chi ha comprato una polizza, generalmente, ha pagato anche dei caricamenti iniziali cospicui e dunque uscire subito può portare a perdite secche. Sono poche le compagnie che hanno deciso di rinunciare, tenuto conto degli effetti del virus ad applicare le penalità in uscita. Era partita bene Zurich, con un taglio alle penalità di riscatto sulle Polizze Vita proposto per l’iniziale zona rossa (Codogno), nel primo pacchetto studiato in emergenza il 2 marzo. Tuttavia con l’estensione dei provvedimenti al resto della Penisola l’agevolazione non è più valida. Reale Group annulla le penali invece in particolare ai soggetti colpiti direttamente dalla pandemia.  È previsto inoltre sia per Reale Mutua, sia per Italiana Assicurazioni, il prestito su polizza a tasso zero. Anche Alleanza si è mossa in questo senso e ha previsto la possibilità di chiedere prestiti a tasso zero per i primi 12 mesi a fronte di polizze in essere. La compagnia che in condizioni di normalità prevedeva già questo istituto con il prelievo di un tasso annuale di interesse pattuito contrattualmente ha adattato la formula per consentire di fornire liquidità ai clienti pressati dalla necessità di liquidità. Una soluzione da considerare soprattutto per chi ha difficoltà solo momentanee.