Premi danni a 38,8 mld (+2,8%) nel IV trimestre 2019

Alla fine del IV trimestre 2019 i premi totali (imprese italiane e rappresentanze) del portafoglio diretto italiano nel settore Danni sono stati pari a 38,8 mld, in aumento del 2,8% rispetto alla fine del IV trimestre del 2018, appena inferiore alla crescita rilevata a fine settembre 2019 (+3,3%). 

Lo rileva l’ANIA in una statistica.

A fine marzo 2019 la variazione era stata pari al +4,0%, a fine giugno al +3,5% e a fine settembre al 3,3%.

La crescita dei premi totali Danni alla fine del IV trimestre 2019 è la conseguenza di:
• un aumento significativo negli altri rami Danni, i cui premi si sono incrementati del 4,8%; • un aumento più contenuto nel settore Auto, i cui premi hanno registrato una variazione positiva dello 0,4%.

Più specificatamente, nel comparto Auto si è rilevata una lieve decrescita dei premi nel ramo R.C. Auto e veicoli marittimi (-0,6%) (-0,3% a fine giugno e a fine settembre) mentre si conferma l’andamento positivo del ramo Corpi veicoli terrestri (+4,5%).

La diminuzione del ramo R.C. Auto è l’effetto combinato di un incremento di circa l’1,3% del parco assicurato e di una variazione negativa dei premi medi praticati che, sulla base anche di quanto rileva trimestralmente l’IVASS per le autovetture ad uso privato, si è stimato sia stata, per il totale dei veicoli, pari a -2% nel 2019.

Si tratta, per il ramo R.C. Auto, della settima variazione negativa consecutiva del premio medio praticato: dal 2012 al 2019 i premi medi R.C. Auto sono diminuiti di circa il 27%, per effetto della concorrenza fra le imprese che hanno potuto beneficiare di una riduzione della sinistrosità proseguita anche nel corso dello scorso anno (si stima che la frequenza sinistri si sia ridotta ulteriormente dell’1,5% nel 2019).

Il ramo Corpi veicoli terrestri (ossia le garanzie incendio/furto, kasko dei veicoli), invece, con oltre 3,3 miliardi di raccolta premi a fine 2019, è cresciuto del 4,5% rispetto all’anno precedente. Si tratta del quinto anno consecutivo di crescita (+3,3% nel 2015 e +6,1% nel 2016, +6,5% nel 2017 e +5,9% nel 2018), dopo una riduzione complessiva di circa il 30% registrata nei sette anni precedenti (2008-2014).

Gli altri rami Danni sono stati positivamente influenzati dal recupero del ciclo economico generale e da una maggiore spinta nell’offerta di prodotti innovativi da parte delle imprese. La crescita complessiva di questo comparto è stata del 4,8%. I rami che hanno registrato una variazione positiva superiore alla media sono stati i seguenti: Corpi veicoli ferroviari (+25,1%), Malattia (+10,6%), Assistenza (+10,0%), Tutela legale (+9,7%), Corpi veicoli aerei (+8,7%), Cauzione (+8,6%), Credito (+6,2%), Perdite pecuniarie (+5,9%) e Incendio (+5,0%). Hanno mostrato tassi di crescita inferiori alla media i rami: Corpi veicoli marittimi (+4,7%), Altri danni ai beni (+3,4%), Infortuni (+3,3%), R.C. veicoli marittimi (+1,8%) e R.C. Generale (+1,5%). In diminuzione solamente i rami Merci trasportate (-5,6%) e la R.C. aeromobili (-11,0%).

Le rappresentanze di imprese con sede legale nei paesi europei hanno contabilizzato premi per 4,5 miliardi, in lieve diminuzione (-0,6%) rispetto a quanto rilevato nel 2018.
Il peso percentuale dei premi contabilizzati dalle rappresentanze di imprese europee rispetto al totale è stato dell’11,6%: in particolare, nel settore Auto il peso è stato del 5,0% mentre negli altri rami danni del 16,8%. Per alcuni rami tale quota è stata superiore al 40%, come Merci trasportate (44,3%), Corpi veicoli aerei (44,5%), R.C aeromobili (44,9%) e Credito dove l’incidenza di tali imprese arriva all’86,5%. Resta invece particolarmente ridotta e inferiore al 10% nei rami Corpi veicoli ferroviari (2,7%), R.C. Auto (4,4%), Malattia (4,6%), R.C. veicoli marittimi (4,8%), Corpi veicoli terrestri (7,6%), Assistenza (8,2%) e Incendio (9,7%).
Il settore Auto è risultato in aumento del +5,7%. Sono cresciuti sia i premi della R.C. Auto (+5,6%) sia quelli del ramo Corpi veicoli Terrestri (+5,9%). I premi del comparto non auto sono diminuiti del 2%. In particolare, il ramo R.C. Generale, la cui raccolta da parte di queste imprese rappresenta poco meno di un terzo del totale (1.145 milioni), ha registrato nel corso del 2019 una contrazione del 9,8%. Tra i rami più rappresentativi che contabilizzano oltre 400 milioni si è registrata la contrazione del ramo Infortuni (417 mln, -5,9%), l’aumento del ramo Altri danni ai beni (418 mln, +5,3%) e la crescita del ramo Credito (490 mln, +5,8%).

Relativamente alle imprese italiane ed extra U.E., la principale forma di intermediazione in termini di market share si conferma essere il canale agenziale (74,1%), in diminuzione rispetto a quanto rilevato alla fine del IV trimestre del 2018 (75,3%). In particolare i rami nei quali il canale agenziale risulta più sviluppato sono R.C. Veicoli marittimi (94,2%), R.C. Auto (84,6%), Altri danni ai beni (80,7%), Cauzione (79,1%), R.C. Generale (79,0%), Tutela legale (75,4%) e Assistenza (75,2%). Volumi di business molto ridotti per gli agenti si riscontrano invece nei rami Corpi veicoli aerei (7,8%), R.C. Aeromobili (11,8%) e Corpi veicoli marittimi (19,0%) nei quali è molto forte la presenza dei broker con quote di mercato rispettivamente pari a 88,9%, 85,2% e 80,0%.

Sono proprio i broker a rappresentare il secondo canale di distribuzione dei premi danni con una quota pari al 9,1%. Oltre a quelli già menzionati, i rami in cui l’intermediazione dei broker è molto rilevante sono il ramo Merci trasportate (47%), Credito
(23,8%), Corpi veicoli ferroviari (21,7%), Cauzione (18,5%) e Malattia (17,0%). , e . Va evidenziato, comunque, che la quota di mercato dei broker è sottostimata, in quanto non considera una parte importante di premi (stimata per il totale danni, nel 2018, in 23,4 punti percentuali) che tali intermediari raccolgono ma che presentano alle agenzie e non direttamente alle imprese. Assumendo che questa incidenza sia applicabile anche per l’anno 2019, la quota degli agenti per il totale settore danni scenderebbe a 50,7% mentre quella dei broker salirebbe a 32,5%.

Gli sportelli bancari con una quota di mercato del 7,5% (6,6% a fine 2018), rappresentano un canale di distribuzione in forte crescita e sono stati maggiormente coinvolti nella commercializzazione dei premi nei rami Perdite pecuniarie (46,9%) e Credito (29,0%). Rivestono tuttavia un ruolo importante (e in crescita) anche nei rami Malattia (15,3%), Infortuni (15,2%), Tutela legale (11,3%) e Incendio (10,0%).

La vendita diretta nel suo complesso (comprensiva della vendita a distanza, telefonica e Internet) a fine anno 2019 registra un’incidenza del 9,0% (era 8,4% la quota rilevata alla fine di dicembre 2018). Facendo riferimento alle singole modalità di distribuzione della vendita diretta, risulta che nel 2019, le agenzie in economia, gli intermediari a titolo accessorio che operano su incarico dell’impresa e i produttori diretti, pesavano per il 4,5% (4,1% l’anno precedente), mentre per il 3,4% il canale internet (3,3% a fine 2018); la quota relativa ai premi veicolati attraverso i preventivatori online risulta stabile e pari all’1,4%; in particolare nel settore Auto tale quota è pari al 2,8% mentre più bassa e pari allo 0,2% è quella relativa agli altri rami danni. In particolare, i rami in cui, anche se marginalmente, si fa ricorso da parte degli assicurati all’utilizzo di preventivatori online sono l’Assistenza (2,0%), la Tutela legale (1,4%), gli Infortuni (0,5%) e le Perdite pecuniarie (0,2%).

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