Parlamento Ue, sì a recovery bond

di Francesco Ninfole

Il Parlamento Ue si prepara a votare nell’assemblea plenaria di oggi e domani una risoluzione che chiede l’emissione di recovery bond garantiti dal bilancio Ue e l’attivazione del Mes da parte di tutti i Paesi dell’Eurozona, con l’obiettivo di varare una risposta europea al coronavirus. È quanto emerge nella proposta preparata dai principali partiti politici di Bruxelles (S&D, Ppe, Renew e Verdi) per la sessione di oggi, nella quale gli eurodeputati potranno partecipare a distanza, con modalità che rallenteranno il voto. Oggi saranno discussi un’ottantina di emendamenti (che non riguardano i recovery bond), mentre la votazione finale è attesa per domani. La bozza di risoluzione, che non è vincolante ma ha significato politico, al punto 17 «invita la Commissione europea a proporre un massiccio pacchetto di investimenti per la ripresa e la ricostruzione a sostegno dell’economia europea dopo la crisi, che vada al di là di ciò che stanno già facendo il Mes, la Bei e la Bce e che si inserisca nel nuovo quadro finanziario pluriennale (Qfp)», ovvero il budget Ue. In particolare, secondo la bozza, il Parlamento «ritiene che gli investimenti necessari potrebbero essere finanziati attraverso un Qfp ampliato, i fondi e gli strumenti finanziari dell’Ue esistenti» ma anche con «recovery bond garantiti dal bilancio dell’Ue». La precisazione degli eurodeputati è che il pacchetto «non dovrebbe comportare la mutualizzazione del debito esistente e dovrebbe essere orientato a investimenti futuri», come peraltro ha evidenziato nei giorni scorsi anche il governo italiano.
Uno dei punti chiave da definire sui recovery bond (se ne parlerà al Consiglio Ue del 23 aprile) sarà il legame con il bilancio Ue, che determinerà la gestione, le dimensioni e le tempistiche di emissione dei titoli. Il budget finora è stato sempre limitato a circa l’1% del pil Ue, una cifra del tutto insufficiente per la crisi. Inoltre partirà dall’anno prossimo, troppo tardi per le esigenze di imprese e famiglie europee.

Il bilancio sarà riscritto nei prossimi giorni, ma le negoziazioni pre-Covid non fanno ben sperare. Nella risoluzione il Parlamento «insiste sull’adozione di un Qfp ambizioso che preveda un aumento del bilancio in linea con gli obiettivi dell’Unione e l’impatto previsto della crisi sulle economie Ue» e «sottolinea che il pacchetto per la ripresa dovrebbe avere al centro il Green Deal europeo e la trasformazione digitale per rilanciare l’economia», temi cari ai Paesi nordici, non collegati al coronavirus.
Ieri anche Ursula Von der Leyen, presidente della Commissione Ue, ha detto che la «risposta europea alla crisi sarà il prossimo Qfp per il 2021-27», che dovrà essere «completamente diverso» da quello che sta volgendo al termine, in modo da consentire di lanciare «nei primi due o tre anni» una «enorme iniziativa per gli investimenti». Secondo Von der Leyen il bilancio Ue è adatto allo scopo perché già sperimentato e accettato dai Paesi. Ma la Commissione non ha ancora sciolto i dubbi sulla portata dei recovery bond.
Sul Mes il Parlamento nella risoluzione invita gli Stati della zona euro ad «attivare i 410 miliardi disponibili con una linea di credito specifica» e sottolinea che il meccanismo dovrebbe offrire «scadenze a lungo termine, tassi competitivi e condizioni di rimborso connesse alla ripresa delle economie degli Stati membri». L’istituzione presieduta da David Sassoli nella bozza inoltre «esorta gli Stati membri dell’Ue a concordare rapidamente un’iniezione significativa di capitale nella Bei». (riproduzione riservata)

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