L’enigma del tasso del prestito fino a 25 mila euro

di Gabriele Capolino

E’ una delle domande che ricorrono più spesso nelle mail ricevute in redazione da MF-Milano Finanza. Quale sarà il tasso applicato al prestito fino a 25 mila euro concesso alle pmi dal decreto Liquidità, per il quale opera la garanzia del 100% del fondo centrale per le pmi e che non prevede istruttoria? All’articolo 13 del decreto si legge una formuletta a dir poco criptica. «In relazione alle predette operazioni, il soggetto richiedente applica all’operazione finanziaria un tasso di interesse nel caso di garanzia diretta, o un premio complessivo di garanzia nel caso di riassicurazione, che tiene conto della sola copertura dei soli costi di istruttoria e di gestione dell’operazione finanziaria e, comunque, non superiore al tasso di Rendistato con durata residua da 4 anni e 7 mesi a 6 anni e 6 mesi , maggiorato della differenza tra il Cds Banche a 5 anni e il Cds Ita a 5 anni, come definiti dall’accordo quadro per l’anticipo finanziario a garanzia pensionistica di cui all’articolo 1, commi da 166 a 178 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, maggiorato dello 0,20%».
Facile, no? Non si poteva essere più espliciti e immediati… soprattutto a beneficio di una platea di piccoli imprenditori per nulla avvezzi a questo slang finanziario. Proviamo a decifrare. Il Rendistato è il tasso d’interesse calcolato mensilmente dalla Banca d’Italia e rappresenta la media del rendimento dei titoli di Stato a cedola fissa, nel caso con durata residua compresa tra 4 anni e 7 mesi a 6 anni e 6 mesi. Bankitalia calcola questo dato. A marzo 2020 era pari allo 0,388%.
Il Cds Banche è la media delle quotazioni dei Credit Default Swap in euro a 5 anni delle principali banche per totale dell’attivo operanti in Italia, non considerando nella media il valore più elevato e il valore più basso. Attualmente la media è il 2,21%. Il CDS ITA è la media del Credit Default Swap a 5 anni in euro della Repubblica Italiana, pari a 1,32%.
Andando a cercare tutti i dati, si arriva a un tasso finale dell’1,88%. Questo è il massimo (anche se nel decreto non è precisato se è annuale o una tantum) che la banca potrebbe chiedere «per la sola copertura dei soli (sic) costi di istruttoria e di gestione dell’operazione». Perché si faccia allora riferimento a rendimenti e swap per un’operazione elementare come questa, è ignoto.
Il prestito dovrà avere una durata minima di 72 mesi e il primo pagamento non potrà avvenire prima di 24 mesi. In favore dei soggetti beneficiari l’intervento del fondo centrale è concesso automaticamente, gratuitamente e senza valutazione e il soggetto finanziatore erogherà il finanziamento coperto dalla garanzia del fondo, subordinatamente alla verifica formale del possesso dei requisiti, senza attendere l’esito definitivo dell’istruttoria da parte del gestore del fondo medesimo. (riproduzione riservata)

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