Generali Valore Protetto New ingloba il puro rischio

Il prodotto è zavorrato dai costi del rischio demografico, che portano a rendimenti attesi in ogni caso deludenti

di Fausto Tenini e Alessandro Lazzari * (Assinews)

Generali Valore Protetto New è un prodotto d’investimento assicurativo con un profilo rendimento-rischio molto contenuto. I premi annui di questa polizza a vita intera vengono infatti convogliati in una gestione separata dalle caratteristiche difensive, la storica Gesav di Generali Italia. Il contratto prevede la rivalutazione annuale dei capitali investiti in gestione separata in base al rendimento della stessa gestione, valore che può risultare anche negativo; ma in ogni caso i capitali rivalutati non possono risultare inferiori ai rispettivi capitali assicurati iniziali. La prestazione in caso di decesso prevede il pagamento al beneficiario di una prestazione in forma di capitale rivalutabile, collegata ai risultati della gestione Gesav. Ma è da sottolineare la copertura complementare obbligatoria, in caso di decesso, derivante da una assicurazione temporanea caso morte. Che prevede, se l’assicurato muore prima della scadenza del piano di versamento dei premi, il pagamento ai beneficiari indicati di una prestazione complementare aggiuntiva in forma di capitale, oltre alla prestazione principale. L’importo del capitale assicurato caso morte, liquidato ai beneficiari solo in caso di morte dell’assicurato, non cambia durante la vita del contratto. Tale copertura può estendersi fino al decesso dovuto ad infortunio dell’assicurato prima della scadenza del piano di versamento dei premi, e in tal caso ai beneficiari verrà pagata una prestazione aggiuntiva che viene raddoppiata qualora il decesso sia dovuto a incidente stradale. E’ quindi importante la componente puro rischio presente in questo prodotto assicurativo, che si rifletterà nel Kid in rendimenti attesi deludenti per via dei costi associati al rischio demografico. Il costo delle coperture sopra descritte è infatti pari al 15,41% del premio medio annuo, che si stima incida per l’1,75% annuo sul possibile rendimento dell’investimento alla fine del periodo di detenzione raccomandato. Per quanto riguarda le garanzie, in caso di decesso dell’assicurato è garantita almeno la restituzione di un importo non inferiore alla somma dei premi investiti in gestione separata, al netto dei costi, eventualmente riproporzionata a seguito di operazioni di pagamento parziale. Sono previsti riscatti e riduzioni per l’assicurazione principale, purché siano versate almeno le prime due annualità di premio e l’assicurato sia in vita. In caso di riscatto totale l’importo corrisponde al valore del contratto alla ricorrenza annuale precedente la data di richiesta, al netto dei costi. Mentre è concesso il riscatto parziale solo dopo aver completato il piano di versamento. Nel caso di interruzione del pagamento dei premi a seguito del pagamento di almeno due annualità di premio il contratto rimane in vigore e il valore del contratto risulta ricalcolato applicando una percentuale di riduzione in funzione del periodo mancante al termine del piano, con conseguenze anche sulle coperture complementari prive di effetto. Il piano di versamenti ha durata variabile da 7 a 25 anni, a scelta dal contraente. In merito al motore finanziario, la gestione separata Gesav è stata istituita nel 1979, la prima del mercato italiano, e oggi conta su oltre 40 miliardi di euro in gestione. Guardando al portafoglio a fine 2019, spicca sempre il 38% circa di Btp, seguiti dal 26% circa di bond in euro e 16% abbondante di fondi diversificati. Le azioni dirette acquistate (sia quotate che non quotate) valgono il 6% del portafoglio complessivo. Tale allocazione di portafoglio ha permesso di ottenere nel corso del 2019, al lordo dei costi, un rendimento pari al 3,20% annuo, di poco inferiore agli anni precedenti. Dinamica che purtroppo non riesce a sostenere i rendimenti attesi mostrati nel Kid, per via dell’impatto dei costi come già sopra accennato. Anche per il lungo termine -20 anni- nella migliore delle ipotesi si può mettere in conto una discesa media annua del capitale dell’1% annuo, valore che può salire al 3,3% annuo di perdita in caso di forte stress dei mercati. D’altronde i costi complessivi risultano pari al 4,28% annuo. (riproduzione riservata)