Danni da cose in custodia, questa si concretizza non solo in interventi riparatori successivi, ma anche in attività preventive

Nella responsabilità civile ex art. 2051 c.c., la custodia si concretizza non solo nel compimento sulla cosa degli interventi riparatori successivi, volti a neutralizzare, in un tempo ragionevole, gli elementi pericolosi non prevedibili, che si siano comunque verificati, ma anche in un’attività preventiva, che, sulla base di un giudizio di prevedibilità ex ante, predisponga quanto è necessario per prevenire danni eziologicamente attinenti alla cosa custodita; ne consegue che il caso fortuito idoneo ad escludere la responsabilità può rinvenirsi anche nella condotta del terzo, o dello stesso danneggiato, purché si traduca in un’alterazione imprevista e imprevedibile, oltre che non tempestivamente eliminabile o segnalabile, dello stato della cosa.

Tribunale di Bari, sentenza del 30/10/2019

Danni da cose in custodia