Credemvita Private Collection in chiaroscuro

L’assenza degli scenari di performance nei Kid complica la comprensione del motore finanziario, e sui costi la forchetta è ampia

di Fausto Tenini e Alessandro Lazzari * (Assinews)

Credemvita Private Collection è un contratto finanziario-assicurativo a premio unico o a premi liberi, di tipo unit linked. Si tratta di una polizza che dà la possibilità di investire su comparti di fondi ed Etf selezionati nell’ambito di una vasta offerta di gestori internazionali, consentendo l’ingresso nei mercati finanziari con alta flessibilità per via delle diverse opzioni contrattuali. La soluzione presa in esame in questo caso è riferita al prodotto “standard”, con sottostante rappresentato dal fondo Euromobiliare Multi Income (sono a disposizione dell’investitore centinaia di altri prodotti di investimento). Il premio unico iniziale è pari a 100 mila euro, e gli eventuali premi aggiuntivi di almeno mille euro ciascuno. Essendo una unit linked le prestazioni finanziarie dipendono pertanto dal valore delle quote dei fondi, senza alcuna garanzia sul capitale o di rendimenti minimi. Al massimo è possibile inserire in portafoglio fino a 25 fondi e sono concessi switch verso altri prodotti. Credemvita effettua anche una attività di gestione periodica e di salvaguardia che può portare al trasferimento del controvalore delle quote verso altro fondo appartenente alla medesima classe del prodotto scelto inizialmente. Il contraente può richiedere la liquidazione anticipata, totale o parziale, del contratto mediante riscatto, a condizione che il controvalore delle quote residue sia almeno pari al maggiore tra 20 mila euro e il 5% del cumulo dei premi lordi versati, nel caso di riscatto parziale. La copertura assicurativa prevede che in caso di decesso dell’assicurato venga pagata ai beneficiari una maggiorazione (massimo 10 mila euro) del controvalore della polizza in funzione dell’età dell’assicurato alla data del decesso: pari all’1% fino a 50 anni, 0,5% tra 51 anni e 70 anni, 0,25% oltre. Le coperture assicurative aggiuntive ed opzionali caso morte sono la Capital Protection e la Profit Protection. Per la Capital Protection, in caso di decesso dell’assicurato, se dovesse esistere un capitale assicurato (differenza tra i premi netti investiti e il controvalore delle quote alla data nella quale Credemvita ha ricevuto il certificato di morte) questo rappresenterà la prestazione liquidata dalla compagnia. Mentre con la Profit protection, in caso di decesso dell’assicurato, se dovesse esistere un capitale assicurato della Copertura (l’eventuale ammontare dell’imposta sostitutiva che Credemvita tratterrebbe al momento dell’erogazione della prestazione ad eccezione di quelle corrisposte a copertura del rischio demografico) questo rappresenterà la prestazione liquidata dalla compagnia. La prestazione massima garantita per le predette coperture opzionali è fissata a 75 mila euro. Mentre tra le opzioni contrattuali che interessano le dinamiche finanziarie si segnalano la Stop Loss, per il monitoraggio dell’investimento e contenimento dell’eventuale perdita in momenti di trend negativo del mercato, e la Invest Plan, per un trasferimento graduale degli importi investiti mediante un piano di operazioni programmate. Ma anche Dynamic Rebalance, per un ribilanciamento semestrale della asset allocation, e Cedola Periodica, che come indica il nome stesso consente di incassare una liquidazione periodica di importi direttamente sul proprio conto corrente, mediante disinvestimento di quote dal contratto. I servizi opzionali possono essere attivati anche successivamente alla sottoscrizione iniziale e sono revocabili in qualsiasi momento. Il motore finanziario è rappresentato in questo caso come anticipato dal fondo Euromobiliare Multi Income, il cui obiettivo principale è la crescita del capitale investito nel lungo termine. Il fondo può investire fino ad un massimo del 30% in attività rischiose, ad esempio di tipo azionario, ed ha un periodo di detenzione raccomandato pari a 10 anni. Peccato che nel Kid dei singoli fondi non siano presentati gli scenari di performance, che aiutano a farsi un’idea del profilo-rendimento-rischio della strategia, ed anche la valorizzazione dei costi complessivi non è agevole. (Riproduzione riservata)

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