I big data guidano lo sviluppo

Le connessioni tra i veicoli (V2V) o tra questi e le infrastrutture (V2I) aprono scenari avveniristici
Dalle flotte informazioni utili per migliorare traffico e sicurezza

L’elaborazione e la trasmissione dei big-data con la velocità del 5G aprono scenari straordinari per il controllo dell’efficienza e della sicurezza dei veicoli. Un campo nel quale le flotte, per mole di chilometri percorsi ogni giorno e numero di veicoli in circolazione, potranno giocare un ruolo da protagoniste, sia come antenne di dati, sia come fruitori di soluzioni tecnologiche avanzate. Sono le prospettive tratteggiate da Flavio Farroni, ingegnere e Ceo di MegaRide, startup ipertecnologica focalizzata sulle soluzioni per ottenere la massima aderenza degli pneumatici nelle condizioni estreme che si presentano nelle competizioni, dalle piste di Formula 1 e MotoGP, della tedesca DTM e della FormulaE.
Le connessioni che consentono di far viaggiare informazioni tra i veicoli (la cosiddetta interazione V2V, vehicle to vehicle) o tra veicoli ed infrastruttura stradale (V2I, vehicle to infrastructure), aprono a scenari avveniristici. «Andiamo dallo sviluppo di algoritmi di analisi delle caratteristiche di un veicolo, in grado di attivare servizi di manutenzione predittiva, che avvisino il conducente o il gestore della flotta dell’usura di componenti o di malfunzionamenti rischiosi, alla creazione di sistemi di monitoraggio della salute di veicoli e conducenti in occasione di eventi incidentali», illustra Farroni. «Per arrivare alla possibilità di valutare in tempo reale le forze scambiate tra gli pneumatici e il suolo, e di conseguenza il livello di aderenza, con la finalità di effettuare un monitoraggio costante dello stato del fondo stradale, condividendo le informazioni tra i veicoli e con gli enti di gestione delle flotte e della rete stradale stessa».
Il contributo derivante dalle sperimentazioni avanzate nelle competizioni sarà fondamentale a individuare le ricadute sui veicoli e sulla mobilità di tutti i giorni. Dalle soluzioni adottate nelle passate stagioni da Ducati MotoGP ai test in pista e alle gare che sviluppa con i marchi leader dell’automotive (Audi e Maserati, per citarne un paio) la startup, nata nei laboratori di dinamica del veicolo della Università Federico II di Napoli, studia innanzitutto le gomme e il grip come fattore di competitività, sviluppando algoritmi che descrivono in tempo reale il comportamento del veicolo in funzione dell’aderenza.
La grande quantità di dati che analogamente potrebbe provenire dalle flotte aziendali apre la porta a un imponente tema di «big data», e alle sconfinate potenzialità derivanti da un’opportuna raccolta e gestione di queste informazioni. «Questa», spiega Farroni, «è una delle più grandi sfide per i futuri players tecnologici del settore della mobilità: trovare il modo di adoperare in maniera sicura e smart tutte queste diverse tipologie di dati, traendo da ciascuna di esse la maggior quantità possibile di informazioni, e nel pieno rispetto delle normative vigenti sulla privacy, sulla cybersecurity e sulla proprietà intellettuale delle case automobilistiche». (riproduzione riservata)