Unicredit, riecco la pista tedesca

Tornano a circolare rumor di un interesse per Commerzbank. Allianz potrebbe favorire l’operazione. Ma c’è lo scoglio di Berlino, per cui è prioritario mettere in sicurezza Deutsche Bank. Sul dossier anche Bnp Paribas. Ma il piano A di Mustier resta SocGen
di Luca Gualtieri

Il primo ad aprire il dossier è stato nel 2001 Alessandro Profumo e da allora l’ipotesi di un’acquisizione di Commerzbank da parte di Unicredit si è periodicamente ripresentata. L’ultima indiscrezione in ordine di tempo è apparsa ieri sulle colonne del Financial Times, pur lasciando perplessi gli analisti e la borsa, dove il gruppo ha perso lo 0,7%. Secondo il giornale inglese Piazza Gae Aulenti potrebbe acquisire una robusta partecipazione in Commerz per poi fonderla con la controllata Hvb. La nuova entità avrebbe base in Germania, anche se Unicredit manterrebbe quartier generale e quotazione a Milano. Un progetto non nuovo. «Sulla carta Commerz sarebbe la preda ideale: Unicredit è già presente in Germania con Hvb, le due banche hanno una buona compatibilità industriale (forte nel corporate Unicredit , ben posizionata nell’asset management e nella clientela retail Commerz) e l’integrazione svilupperebbe importanti sinergie di costo. Soprattutto, il maggior peso specifico di Unicredit (che oggi capitalizza 27 miliardi contro i 9 di Commerz) consentirebbe di mantenere il baricentro del nuovo gruppo sull’Italia», si confida un banchiere con MF-Milano Finanza. A favore dell’operazione potrebbe poi giocare Allianz , storico azionista di Unicredit presente anche nel capitale di Commerz con lo 0,6%. Non a caso i due gruppi si annusano ormai da quasi vent’anni.

Se già nel 1999 Profumo aveva tentato di coinvolgere la banca tedesca allora guidata da Rolf Breuer nel progetto Eurobanca, cioè la fusione tra Unicredito e Comit (di cui Commerz era azionista al 5%), un paio di anni dopo i contatti ripresero per arrivare a una fusione. Le discussioni si conclusero però con un nulla di fatto, complice la caduta dei mercati post-11 settembre. Unicredit si consolò qualche anno dopo con l’acquisizione di Hvb, ma ai vertici della banca italiana il dossier Commerz non è mai stato messo da parte. Oggi però un’integrazione dovrebbe fare i conti con il governo di Berlino per cui resta prioritario mettere in sicurezza Deutsche Bank e creare un polo bancario per l’industria tedesca. I board delle due banche esamineranno il progetto di fusione il 9 e il 26 aprile e fino ad allora non ci saranno altre ipotesi sul tavolo. In aggiunta, qualora Commerz tornasse sul mercato, Unicredit dovrebbe quasi certamente fare i conti con la concorrenza di altri gruppi europei come Bnp Paribas , che già in passato ha corteggiato il gruppo tedesco. Una serie di incognite ben sintetizzata dagli analisti di Mediobanca : un’eventuale integrazione tra Unicredit e Commerz è «teoricamente plausibile» ma «praticamente irrealizzabile». Tanto più che, secondo quanto risulta, la priorità strategica del ceo Jean Pierre Mustier resterebbe un merger con Société Générale . L’operazione non è mai uscita dal radar e, anzi, potrebbe riprendere quota dopo le elezioni europee. (riproduzione riservata)

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