Short list a tre per il fondo Ania

F2i, Dws e Partners Group si contendono la gestione di un patrimonio da 500 milioni. In pole position la sgr partecipata da Cdp. Pronte ad aderire Allianz, Generali, Intesa, Axa, Cattolica e Poste Vita. Si tratterà di uno strumento specializzato nell’investimento in infrastrutture
di Anna Messia

Sono tre le società di gestione arrivate alla fase finale per l’avvio del nuovo fondo infrastrutture da 500 milioni sponsorizzato dall’Ania, l’associazione delle assicurazioni. Secondo quanto risulta a MF-MilanoFinanza si tratta di F2i sgr, Deutsche Bank asset management (Dws) e di Partners Group sgr, gruppo multinazionale nato in Svizzera nel 1996, e ci sarebbero sei compagnie pronte a sottoscrivere il fondo già nella fare di avvio: ovvero Allianz , Generali , Intesa , Axa , Cattolica e Poste Vita. L’obiettivo dell’associazione che rappresenta le compagnie di assicurazione italiane, come noto, è quello di scendere in campo per sostenere l’economia nazionale investendo in particolare nelle infrastrutture del Paese.

Si parte da un patrimonio di 500 milioni ma l’obiettivo è arrivare, nel giro di qualche anno, a un investimento complessivo di 1 miliardo richiamando anche l’interesse delle altre imprese del settore. A fine 2018 la presidente dell’Ania, Maria Bianca Farina, aveva annunciato l’interesse a partire il prima possibile, fissando come obiettivo l’inizio del 2019. «Abbiamo lanciato un Rfb (acronimo di Riquest For Bid, ovvero la gara, ndr) per individuare il gestore», aveva fatto sapere Farina aggiungendo che le risposte arrivate erano state tante e sarebbe stata prontamente avviata la fase di selezione. I tempi si sono evidentemente allungati rispetto alle previsioni ma a questo punto la competizione è destinata ad entrare nel vivo. La gara è aperta anche se in pole position sembrerebbe esserci F2i (società partecipata da Cdp, banche e casse previdenziali) che dalla sua ha una conoscenza più approfondita del mercato infrastrutturale italiano e che, a differenza delle altre due società di gestione in gara, sarebbe pronta a gestire un fondo interamente investito in Italia.

Di certo le prospettive che si aprono con questo progetto coordinato da Ania sono interessanti. «Le compagnie sono pronte a investire risorse per finanziarie l’economia reale e in particolare quella italiana, nell’interesse del clienti e del Paese», aveva sottolineato la stessa Farina. L’idea è in particolare di costituire un fondo nel quale possano essere convogliate le risorse delle compagnie di assicurazione che decideranno di aderire all’iniziativa e «quando saremo pronti apriremo il progetto anche alle casse previdenziali e ai fondi pensione», aveva aggiunto, «ma anche alla Cassa Depositi e Prestiti e a tutti gli altri stakeholders che possono essere funzionali al piano». Del resto con la riallocazione di appena il 2% delle riserve del settore assicurativo si potrebbero mettere a disposizione del Paese circa 15 miliardi. Numeri decisamente importanti. Per quanto riguarda invece la tipologia d’investimento, le compagnie si starebbero orientando verso un fondo di tipo equity, preferendolo a un fondo di debito, ma i dettagli devono anche essere definiti. Intanto nel settore assicurativo c’è già chi si è già mosso da solo per la creazione di un fondo di debito nelle infrastrutture. L’anno scorso il gruppo Generali ha annunciato il lancio di una nuova piattaforma, Generali Investment Partners, per investire sul debito infrastrutturale per clienti sia interni sia esterni, con l’obiettivo di arrivare a 2,5 miliardi di asset gestiti nei prossimi 5 anni, cui si aggiunge 1 miliardo di asset provenienti dalla stessa compagnia. (riproduzione riservata)

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