Scor: Covéa non è più vincolata a non superare il 10%

La vicenda Scor-Covéa continua a destare attenzione.

Lo scorso settembre il riassicuratore francese Scor è stato oggetto di un tentativo di acquisizione presentato come “amichevole” dal suo maggiore azionista Covéa (mutua che detiene l’8,17% del capitale). Da allora, la battaglia tra Denis Kessler, CEO di Scor, e Thierry Derez, CEO di Covéa, ha preso una svolta giudiziaria, al punto che il 29 gennaio Covéa ha annunciato che la fusione con Scor “non fa più parte delle sue opzioni strategiche”.

Il mercato si chiede tuttavia se ci siano possibilità di una nuova offerta da parte di Covéa – o di un altro potenziale acquirente. Con l’acquisto delle azioni della società giapponese Sompo nel 2016, il gruppo mutualistico francese aveva dovuto firmare un accordo di standstill, con il quale si impegnava a non aumentare, “direttamente o indirettamente”, la sua partecipazione in Scor oltre il 10% del capitale. Da domenica 7 aprile 2019, Covéa non è più vincolata da questo accordo e L’Argus de l’Assurance cita rumors secondo i quali la mutua potrebbe anche aumentare la partecipazione, riacquistando blocchi di azioni.

Non c’è dubbio che l’assemblea generale di Scor, che si terrà venerdì 26 aprile, sarà sotto i riflettori.
Thierry Derez, che si è dimesso dal Consiglio di Amministrazione di Scor, sarà presente come azionista di Covéa? Gli azionisti di Scor coglieranno l’occasione per interrogare il CEO e il Consiglio di Amministrazione sul rifiuto dell’offerta di Covéa e l’evoluzione del corso dell’azione Scor sul mercato azionario? L’azionista attivista, che ha acquisito una partecipazione in Scor lo scorso settembre, il fondo CIAM intende mettere in discussione la governance di Scor, che considera “autocratica”. A tal fine, ha presentato diverse proposte di risoluzione, chiedendo la revoca di Denis Kessler dalla carica di Presidente e il mancato rinnovo del mandato di Augustin de Romanet.