RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 29/04/2019

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La privacy è un campo minato. Il 19 maggio 2019 scade il periodo di «prima applicazione», in cui il Garante deve, per legge, mostrare la sua comprensione e, nei limiti del (giuridicamente) possibile, andarci piano con le sanzioni per violazioni del Regolamento Ue 2016/679 (Gdpr) e del nuovo Codice della privacy (figlio del dlgs 101/2018). Ora, però, alla porta ci sono 7.219 reclami e segnalazioni e 946 notificazioni di violazioni della privacy. Sono i numeri registrati dal Garante nel periodo dal 25 maggio 2018 al 31 marzo 2019. Nel peggiore degli scenari abbiamo, dunque, migliaia e migliaia di fascicoli per l’applicazione delle sanzioni amministrative.
Anche se non c’è danno all’ambiente è condannato chi recupera rifiuti pericolosi violando le prescrizioni dell’Aia. È la condotta in sé che configura l’illecito, senza che sia necessario un danno effettivo al bene tutelato. In tal caso l’ambiente.
Questo è il principio posto dalla Corte di cassazione con la sentenza n. 17056/2019, nel caso di violazioni compiute da parte di un amministratore di società alle prescrizioni inerenti alle modalità di gestione dei rifiuti pericolosi impartite dall’amministrazione provinciale.
Cinque vie per anticipare la pensione. Il dl n. 4/2019, convertito dalla legge n. 26/2019, ha introdotto e prorogato cinque possibilità di pre-pensionamento a favore dei lavoratori e delle lavoratrici: quota 100, l’assoluta novità; opzione donna e ape sociale (la prima un rinnovo, la seconda una proroga di misure già precedentemente vigenti); la cristallizzazione dei requisiti della pensione anticipata e di quelli a favore dei lavoratori precoci, mediante la temporanea disapplicazione della speranza di vita. Le misure, tutte praticamente operative, in questi primi mesi hanno suscitato alcuni dubbi applicativi, come testimonia lo stesso Inps nel pubblicare un messaggio con domande/risposte ai casi più problematici (n. 1551/2019). Chi sta fruendo dell’Ape, sociale o volontaria, ad esempio, può invocare quota 100 per mettersi in pensione?
Dalla lavanderia via app allo yoga in azienda: oggi un’impresa su due è attiva in almeno quattro aree di welfare aziendale. E se osserviamo gli ultimi quattro anni, c’è un 20% di imprese che a proposito di welfare aziendale ha una marcia in più. Nel Rapporto welfare index pmi 2019 quel che emerge, al di là dei dati, è il valore del welfare che diventa vero e proprio progetto d’impresa, strategico, che parte dall’ascolto delle esigenze dei dipendenti. Gli imprenditori che attivano una strategia coerente e prolungata nel tempo, per il benessere e la soddisfazione dei lavoratori e delle loro famiglie, dichiarano di avere un impatto positivo sulla produttività e anche sulla comunità. E tra le aziende aumenta la consapevolezza che benessere sociale e risultati di business crescono di pari passo. Anche tra le piccole, dove rompere la barriera dimensionale era la vera sfida.
Anche se non determina un danno al cliente l’avvocato in conflitto di interesse va sanzionato. Lo spiega la Corte di cassazione, nella sentenza 6961/2019, in cui un’azienda aveva chiesto una consulenza legale sulla possibilità, o meno, di licenziare la moglie del presidente del consiglio di amministrazione, dipendente della società. Da qui il licenziamento della donna che propose ricorso presso i tribunali, assistito da un avvocato che aveva indicato come domicilio legale proprio l’indirizzo del legale che aveva prestato la consulenza legale alla società. Il cui legale, per cause improvvise, dovette farsi sostituire proprio dal dominus che aveva prestato la consulenza legale.

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Sono passati otto anni, è ora di modificare la delega sugli investimenti delle Casse professionali, anche se occorre farlo con prudenza». A parlare è il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, che milita nella Lega. E’ il suo turno di occuparsi di quel vero rompicapo che è il decreto investimenti che nella scorsa legislatura, dopo vari tiramolla giuridici, era stato abbandonato proprio quando sembrava sul punto di essere approvato.

L’assemblea che domani a Torino, nel grattacielo di corso Inghilterra, riunirà i soci di Intesa Sanpaolo, racchiude in sé una doppia e contrastante immagine. Sarà al contempo di discontinuità e di continuità.
La discontinuità più evidente è quella legata alla figura di Giuseppe Guzzetti. L’avvocato lariano fino al 27 maggio sarà presidente di Fondazione Cariplo, seconda azionista del gruppo bancario e il suo passo indietro, ampiamente preparato, segna un momento di discontinuità per l’intero gruppo bancario, per i suoi soci e, in generale, per tutti gli stakeholder, come si è recentemente ben inteso al teatro alla Scala di Milano quando pubblicamente Guzzetti ha voluto salutare molti compagni di viaggio lasciando indicazioni ben precise sulla rotta da tenere. In Fondazione Cariplo, nelle fondazioni di origine bancaria di cui Guzzetti presiede l’associazione e indirettamente anche in Intesa.
«Una città da attraversare in appena 20 minuti, in grado di offrire servizi integrati e un’alta qualità di vita alle persone, che vanno sempre messe al centro». Descrive così le smart city Eberhard Weiblen, ceo di Porsche Consulting, società di consulenza che da oltre vent’anni aiuta le aziende a migliorare i loro modelli di business e che poche settimane fa ha pubblicato un’analisi incentrata sulla «vertical mobility». Uno studio dedicato al futuro dei trasporti nelle grandi città a partire dallo sviluppo della loro dimensione aerea. «Quando si parla di smart city — spiega Weiblen — bisogna adottare un approccio olistico, capire che tutto è interconnesso. Stiamo vivendo una transizione, oggi le città non sembrano ancora smart, assomigliano più a una giungla urbana, sono affollate ed estremamente trafficate. Basta pensare che a Roma le persone ogni mattina restano imbottigliate nel traffico per oltre un’ora. E non va meglio in Germania o in Francia».
  • Polizze da sharing economy
Veicoli, monopattini e bici elettriche in sharing fanno parte di un nuovo settore della mobilità, estremamente dinamico che richiede però coperture assicurative innovative e soluzioni all’avanguardia per clienti più giovani e smart. La nuova partnership tra il gruppo Aon e Targa Telematics, specializzata in soluzioni tecnologiche legate alla mobilità, viene incontro proprio a queste nuove esigenze. Grazie proprio all’analisi dei Big Data raccolti da Targa Telematics, si potranno predisporre polizze specifiche per i clienti sulla base dei loro comportamenti, del loro stile di guida. «Si tratta di fornire gli strumenti adeguati al passaggio ormai maturo dalla proprietà del veicolo al concetto di consumo di mobilità, in cui l’oggetto dell’offerta non è solo l’auto o il trasporto, ma la mobilità nel suo complesso», commenta Gabriele Ratti, vicedirettore generale di Aon mobility solutions. «Da diversi anni siamo promotori di nuove forme di mobilità smart e sostenibili — precisa Alberto Falcione, vicepresidente sales di Targa Telematics —. Vogliamo così accelerare l’implementazione di nuovi modelli di business».

  • Pensionati, badante troppo cara per il 70%
Con la sola pensione, il 52,9% degli anziani può permettersi l’assistenza di un lavoratore domestico per appena cinque ore alla settimana. Il 17,8% può pagare un aiuto per 25 ore (praticamente, una mezza giornata dal lunedì al venerdì) e appena il 9,5% può aspirare a una badante convivente. È il risultato dell’analisi condotta per Il Sole 24 Ore del Lunedì da Domina (associazione nazionale di famiglie datori di lavoro domestico), in collaborazione con la Fondazione Leone Moressa, per capire l’impatto dell’assistenza familiare sul bilancio di un pensionato, solo o in coppia. Il dato di partenza è la disponibilità economica delle persone che hanno nella pensione la principale fonte di reddito: sono 13,7 milioni su 14,6 milioni di contribuenti che dichiarano redditi da pensione. Quasi il 70% degli anziani ha un reddito complessivo sotto 20mila euro, ovvero, considerando le tasse da versare, ha meno di 14.600 euro spendibili all’anno. Bisogna considerare poi il livello delle spese mensili per i consumi legati al cibo, all’abbigliamento e alle utenze. Secondo l’Istat, in media la spesa per consumi delle persone sole con almeno 65 anni è di 1.366 euro al mese. Considerando che la maggior parte degli anziani vive in una casa di proprietà, si può sottrarre a questa spesa mensile il valore del cosiddetto “affitto figurativo” (quanto si spenderebbe per l’affitto di una casa simile a quella in cui si vive), e si arriva a una spesa annuale di 11mila euro.

Nell’assemblea generale di venerdì, gli azionisti del riassicuratore francese hanno respinto con oltre il 74% dei voti la risoluzione presentata dall’hedge fund CIAM che chiedeva l’uscita del manager.
Ma le due risoluzioni relative alla sua remunerazione sono state approvate con solo il 54,46% (per l’anno 2018) e il 54,56% (per l’anno 2019) dei voti. CIAM (detentore di poco meno dell’1% del capitale) aveva chiesto un voto contrario, così come le agenzie di consulenza con diritto di voto ISS, Proxinvest e Glass Lewis. Nel 2018 Denis Kessler ha ricevuto un compenso lordo di 2,45 milioni di euro, oltre ad azioni e stock option per un valore di 4,06 milioni di euro, secondo il documento di registrazione pubblicato dal gruppo.

Handelsblatt

 

  • Munich Re punta alla crescita
Il colosso tedesco della riassicurazione vuole aumentare il profitto, tuttavia i bassi tassi di interesse e il core business sotto pressione complicano le cose. Fino al 2015, il riassicuratore ha conseguito regolarmente utili pari o superiori a tre miliardi di euro.
Da allora, tuttavia, il risultato è crollato, soprattutto a causa dei bassi tassi di interesse e del calo dei prezzi delle riassicurazioni. Nel 2017, una serie di catastrofi naturali ha addirittura fatto crollare il risultato a 392 milioni di euro, il livello più basso degli ultimi 14 anni.