RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 25/04/2019

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L’austriaco presidente di Deutsche Bank , Paul Achleitner, non potrà che apprezzare il valzer di offerte su Dws (-1,8% ieri a Francoforte). L’asset management della banca tedesca avrebbe già ricevuto tre inviti per il gran ballo dell’m&a. Ieri alle proposte di Allianz e Ubs si è aggiunta anche quella di Amundi, il gigante del risparmio gestito controllato dalla francese Crédit Agricole. Le intenzioni delle tre pretendenti appaiono serie. Allianz ha scelto Barclays come advisor per l’operazione, mentre Amundi si sarebbe affidata a Jp Morgan.
Gli enti previdenziali hanno vinto. Nell’articolato del decreto Crescita circolato ieri non c’è più traccia della norma che obbligava le casse a destinare il 3,5% del proprio patrimonio al venture capital per ottenere agevolazioni fiscali. Un articolo, presente nel documento approvato il 2 aprile scorso, che era stata subito considerato inapplicabile dal settore. «Il venture capital, per definizione un investimento rischioso, poco si adatta agli enti previdenziali, che preferiscono investimenti di lungo termine a basso rischio», osserva Walter Anedda, presidente della cassa di previdenza e assistenza dei dottori commercialisti, il quale aggiunge però di essere pronto a sedersi al tavolo con il governo per condividere progetti a sostegno l’economia italiana.
L’obiettivo è crescere, in particolare nel ramo Danni, ma senza fughe in avanti e soprattutto continuando a tenere alta la redditività. Hdi, compagnia del gruppo tedesco Talanx, guidata dall’amministratore delegato Roberto Mosca, ha oggi in Italia premi complessivi pari a 1,458 miliardi, di cui 1 miliardo nel settore Vita e circa 400 milioni nel Danni. «Nei prossimi 4-5 anni puntiamo a una crescita del Danni fino a 500 milioni», dice Mosca, sottolineando che l’asset portante della compagnia è la rete dei circa 500 agenti, anche se Hdi distribuisce le sue polizze anche nelle filiali di Banca Sella, con un accordo di durata decennale.
Sono tante le compagnie italiane che di questi tempi stanno spingendo forte sulla distribuzione delle polizze Danni nelle filiali bancarie. Da Intesa Sanpaolo, che punta a raggiungere la polo position nel giro di qualche anno, ad Axa (con Mps), passando per Unipol (con Bper) e Cattolica (con Banco Bpm). Senza dimenticare le Poste Italiane, che, dopo aver scalato le posizione in Vita, ora stanno spingendo nel Danni (con un cantiere aperto pure nell’RcAuto). Eppure non è tutto oro quello che luccica, almeno guardando l’ultimo report internazionale messo a punto da McKinsey sulla bancassicurazione nei vari Paesi del mondo.
Dieci giorni per evitare di congelare in un colpo solo sia Banca d’Italia sia Ivass. Il governo, con il nulla di fatto del Consiglio dei ministri di martedì, è entrato di nuovo in zona Cesarini sulle nomine delle autorità di controllo. E anche questa volta per evitare la paralisi potrebbe optare per una mezza decisione, come già fatto a febbraio scorso per l’istituto di controllo assicurativo, quando ha dato l’ok sulla conferma del consigliere Alberto Corinti ma non di Riccardo Cesari, tornato a fare il professore all’Università di Bologna. Con l’uscita di Salvatore Rossi, direttore generale di Banca d’Italia e presidente Ivass, fissata per il prossimo 9 maggio, l’Istituto di controllo delle assicurazioni non avrà più il numero minimo dei due consiglieri per continuare a operare. La stessa cosa accadrà in Via Nazionale, dove il 9 uscirà anche Valeria Sannucci.

«Ci aspettiamo di presentare ai nostri azionisti risultati del primo trimestre che potrebbero essere fra i migliori della storia di Azimut»: lo ha annunciato il presidente Pietro Giuliani durante l’assemblea. La cedola unitaria di 1,50 euro porta Azimut a essere, per il secondo anno consecutivo, la realtà con lo yield più alto all’interno del Ftse Mib.
Esonero di responsabilità per gli effetti collaterali di un farmaco. La Cassazione con pronuncia n. 6587 del 7/3/19 ha escluso la responsabilità di produttore e distributore di un farmaco, per i danni subiti da un consumatore a causa di effetti collaterali per assunzione di un medicinale. Il caso nasce da una azione per danni di un paziente che, a seguito di una ferita, assumeva un antibiotico prescritto dal medico, con intossicazione e conseguenze permanenti.

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  • Sempre più droni sugli aeroporti: arrivano a 15 metri dai jet in decollo
Il dossier dell’agenzia per la sicurezza: 60 casi nel 2018, +230% sul 2015. In Italia sono 11.647 gli autorizzati a usarli. «Nel 2022 ci aspettiamo 45 milioni di droni nei cieli del mondo, un quarto di questi in Europa», stima Henrik Hololei, numero uno della direzione generale per la Mobilità e il trasporto dell’Ue. Hololei ricorda che «siamo nella fase finale per la messa a punto delle regole sull’uso di questi oggetti e ci aspettiamo che vengano adottate nel più breve tempo possibile dai Paesi membri». L’Ente nazionale per l’aviazione civile conferma che il nuovo regime entrerà in vigore nel 2020. A oggi, secondo Enac, devono essere registrati i droni «utilizzati per motivi professionali», ma «a breve si prevede anche di quelli usati per scopi ricreativi o sportivi».

  • AXA all’attacco del settore sanitario in Messico ed Egitto
L’assicurazione sanitaria nei paesi emergenti accresce l’appetito di AXA. Nel 2018, la divisione internazionale e i nuovi mercati (in particolare Malesia, Paesi del Golfo, Nigeria, Messico e Colombia) hanno generato un fatturato complessivo di 1,3 miliardi di euro (+% rispetto all’anno precedente).
Secondo la compagnia francese, nei paesi emergenti c’è possibilità di crescita nella sanità integrativa. “Per ogni 100 euro di spese mediche correnti, rimangono a carica dei pazienti in media 5 euro, contro i 12 euro dei paesi maturi. Ma questa cifra raggiunge i 50 euro in Messico e 70 euro in Egitto!”, spiega Benoît Claveranne, Direttore Generale Internazionale e Nuovi Mercati. AXA intende fare la differenza con un nuovo approccio. “Nei paesi emergenti, i pazienti vogliono essere curati dal momento in cui vengono portati dal loro medico. C’è un’elevata aspettativa di sostegno nel processo di cura. Si tratta quindi di un’opportunità per noi di rivedere il nostro modello assicurativo andando oltre il semplice pagamento delle fatture”, aggiunge.