RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 16/04/2019

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Giovanni Tria ha detto che attende l’iniziativa di Giuseppe Conte ai fi-ni della prescritta concertazione per sottoporre le nomine al vertice di Bankitalia al parere del Consiglio dei ministri. Prevedendo la legge appunto il concerto tra i due esponenti, appare naturale che sia il premier a investire il ministro dell’Economia, anche se quest’ultimo in via eccezionale potrebbe pure far conoscere, anticipandola rispetto alla richiesta, la propria opinione al presidente del Consiglio. Il ritardo del parere del governo sulle nomine comincia comunque ad essere rilevato nelle cronache, dopo che è stato trattato su queste colonne. Sono trascorsi circa 20 giorni dalle decisioni del consiglio superiore di Bankitalia, ma Conte non ha ancora promosso tale iniziativa.

Ferrari, Ferrero e Bmw group sono le prime tre aziende, nell’ordine, sul podio dei marchi con la migliore reputazione in Italia. Secondo Italy RepTrak 2019, indagine condotta ogni anno dal Reputation institute, specializzato a livello mondiale nella misurazione e gestione della corporate reputation, Ferrari e Ferrero si contendono alternativamente il primo posto, di edizione in edizione, mentre Bmw group ha scalato 13 posizioni prima di diventare terza. Menzione speciale agli Reputation awards 2019, poi, per Intesa Sanpaolo (come prima azienda del comparto bancario con 66,53 punti), così come per Unipol gruppo con 67,63 punti che si conferma la prima azienda italiana del settore finanziario.
Allungo in borsa di Cattolica assicurazioni, che viaggiava in progresso di oltre un punto percentuale, per poi chiudere in rialzo frazionale (+0,57% a 8,75 euro). Il mercato ha apprezzato la svolta emersa dall’assemblea dei soci, svoltasi sabato scorso a Verona, nella quale è stato rinnovato il cda dopo l’introduzione del modello di governo monistico. Per il triennio 2019-2021 sono stati eletti Paolo Bedoni (confermato presidente) Alberto Minali (che rimane amministratore delegato), Barbara Blasevich, Federica Bonato, Cesare Brena, Piergiuseppe Caldana, Bettina Campedelli, Luigi Castelletti, Chiara de’ Stefani, Rosella Giacometti, Giovanni Glisenti, Alessandro Lai, Carlo Napoleoni, Aldo Poli, Pierantonio Riello, Anna Strazzera ed Eugenio Vanda. Glisenti, Brena e Bonato sono inoltre membri del comitato per il controllo sulla gestione, presieduto da Glisenti.

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  • “Mille euro per farsi spezzare una gamba” Gli spaccaossa e la truffa dei falsi incidenti
« Mentre mi fratturavano il braccio, con un mattone, mio marito aspettava fuori», racconta la signora Grazia, tre figli e tanti problemi per arrivare a fine mese. « Poi, quando abbiamo finito, gli hanno dato 1.000 euro». Un altro si è fatto rompere due femori e una clavicola per avere 1.500 euro, quello che gli serviva per andare a vivere con la propria ragazza. « Racconti agghiaccianti » , dice il questore Renato Cortese. Un tunisino non è uscito vivo dalla stanza degli orrori: tre fratture e una dose di crack utilizzato come anestetico gli sono stati fatali. Tre bande di “spaccaossa” si erano divise Palermo per incassare maxi risarcimenti. Ieri, le squadre mobili di Palermo e Trapani, la guardia di finanza e la polizia penitenziaria hanno arrestato 42 persone. Reclutavano soprattutto giovani e donne. «Per avere più soldi dalle assicurazioni » , spiegavano: generalmente, offrivano 300 euro per una gamba da fratturare, quattrocento per un braccio. Si ipotizza un giro d’affari di due milioni di euro. Uno dei managar della truffa, Domenico Schillaci, aveva trasformato il suo piccolo bar in un grande locale, e girava ormai in Porsche, aveva comprato pure un bel gommone fuoribordo. Un altro anello dell’organizzazione era l’avvocato Graziano D’Agostino. C’era poi un perito assicurativo. Gli indagati a piede libero sono 208. E l’indagine prosegue, soprattutto per approfondire le relazioni fra i vertici delle bande ed alcuni boss.

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  • Il clan dei rimborsi che rompeva le ossa e poi truffava le assicurazioni
Sono 250 le persone indagate dalla Procura di Palermo, legate a vario titolo alle bande — erano diverse e si spartivano per zone il territorio cittadino — che spezzavano braccia e gambe a vittime compiacenti per frodare le assicurazioni. È un catalogo degli orrori che va oltre ogni immaginazione quello che emerge dall’indagine palermitana, che già in agosto aveva portato ai primi arresti. Da allora, alcune decine di vittime e tre arrestati hanno deciso di collaborare, permettendo di svelare i dettagli dell’organizzazione. In cui ognuno aveva compiti precisi. C’erano i capi, tre, uno di loro girava con una Porsche finita sotto sequestro insieme ad altri beni per oltre mezzo milione di euro. Nell’inchiesta li chiamano i «vampiri». Poi c’erano i «reclutatori»: cercavano persone in difficoltà economiche disposte a farsi spezzare braccia e gambe con sacchi pieni di dischi di ghisa, scagliati sugli arti poggiati su due mattoni. Tra le vittime c’erano indigenti, vagabondi, tossicodipendenti, anche disabili psichici. Persino un minorenne. Qualcuno si fece spezzare gli arti più di una volta. Le vittime ricevevano un anticipo di 500 o mille euro, a seconda degli arti che si lasciavano rompere dagli spaccaossa, che non andavano per il sottile.

  • Fondi pensione, allarme costi: commissioni anche oltre il 4%
Il divario tra costi è enorme, ma al momento non ci sono segnali che inducano a pensare a una riduzione. Anche se l’arrivo dei fondi paneruopei potrebbe imprimere una svolta, seppur parziale a questo disallineamento di mercato. Da una parte i fondi pensione negoziali di natura collettiva. Dall’altra gli strumenti di mercato, in particolare i Pip (piani individuali pensionistici) che evidenziano oneri mediamente superiori di 4 volte quelli dei fondi negoziali per i comparti garantiti, di oltre 5 per quelli obbligazionari, di sei volte per i bilanciati e per oltre 7 per quelli azionari
  • Unipol prima per reputazione
Unipol è la prima azienda per reputazione nel settore finanziario (bancario e assicurativo) secondo la classifica 2019 Italy RepTrak diffusa da Reputation Institute, azienda globale leader nell’ambito della misurazione della reputazione aziendale. Il profilo reputazionale si fonda sulle buone percezioni legate a prodotti/servizi, performance e innovazione.
  • Dalle Casse di previdenza capitale paziente per le imprese
L’investimento delle casse di previdenza nelle imprese, in particolare le Pmi, può risultare particolarmente virtuoso in quanto gli istituzionali sono per definizione portatori di quel “capitale paziente” che ben si concilia con gli investimenti a lungo termine delle imprese. Nel 2018 la prima fonte di raccolta nel private equity e venture capital è rappresentata proprio da questi attori. In tutto ciò la variabile fiscale è in grado di imprimere un impulso determinante. In questa direzione si è mosso il legislatore.
  • Per le Casse forme d’investimento su misura
L’attenzione verso l’economia reale da parte di Cassa dottori non stupisce. L’attività dei dottori commercialisti li vede quotidianamente impegnati a fianco delle imprese, come consulenti nelle scelte strategiche. La Cassa di previdenza dei dottori commercialisti deve però giocare un ruolo diverso perché deve investire un patrimonio destinato a garantire le pensioni dei propri iscritti, senza correre rischi eccessivi e ottenendo rendimenti tali da incrementare il montante individuale per alzare l’assegno pensionistico. Negli ultimi anni la Cassa ha deciso di fare un passo ulteriore, e cioè guardare ad investimenti che potranno avere ricadute sulla professione. Una strada non semplice visto che fino a ora è stata percorsa senza un disegno politico a sostenerla.