RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 09/04/2019

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Troppo ambizioso l’obiettivo del decreto Crescita sugli investimenti delle Casse previdenziali in venture capital. La norma, inserita nel provvedimento approvato giovedì scorso «salvo intese», prevede che per accedere alla detassazione dei rendimenti sugli investimenti in economia reale (previsto da una legge del 2016) gli enti debbano destinare il 3,5% del proprio patrimonio al settore, tramite l’acquisto di azioni o quote di fondi dedicati.
Il fondo in trattativa per la maggioranza di una società di gestione locale
Entro due anni il Dragone sarà il secondo mercato dopo gli Stati Uniti per l’asset management. Il ceo Fink scrive agli azionisti: la piattaforma Aladdin diventerà il linguaggio comune degli investitori
L’intenzione è far riscoprire agli assicurati il valore aggiunto di aver scelto una compagnia organizzata sotto forma di mutua e per questo Raffaele Agrusti, arrivato alla guida della trentina Itas a maggio 2017, dopo essere stato direttore finanziario della Rai e prima ancora dg di Generali Assicurazioni , si prepara a offrire ai soci l’iscrizione al fondo pensione aperto Plurifond con commissioni low cost. Lo strumento è quello dei benefici che Itas Mutua può riconoscere ai soci proprio perché organizzata sotto forma di mutua. Non ci sono dividendi da pagare agli azionisti ma si posso trasferire benefici crescenti ai soci-assicurativi, come avviene già oggi con Plurifond, che ha una commissione media dell’1,54%, tra le più basse del mercato.

Riscaldarsi con il gas costa troppo e in Polonia in tante case si ricorre a vecchie stufe per portare un po’ di tepore sotto il tetto e nel focolare si brucia di tutto, dal carbone ai rifiuti. E così l’aria si fa sempre più inquinata, tanto che varie autorità municipali hanno schierato delle vere e proprie pattuglie delle stufe: raccolgono segnalazioni e bussano negli alloggi per verificare da cosa deriva il fumo nero che esce dai comignoli. Succede così anche a Rybnik, città mineraria del sud della Polonia, diventata famosa per essere uno dei luoghi più inquinati dell’Unione europea, come ricorda l’Agenzia France Presse. Anche in questi primi giorni di primavera le stufe sono accese e, nella migliore delle ipotesi, sono alimentate col carbone che viene estratto negli impianti che sorgono attorno al centro urbano.
La Francia ha deciso di vietare l’utilizzo di alcune protesi utilizzate in chirurgia plastica sia per la ricostruzione del seno dopo un intervento di mastectomia che per interventi di natura estetica. In particolare, nel mirino dell’Agenzia francese della sicurezza del farmaco e dei prodotti per la salute (Ansm) sono finiti gli impianti in silicone macro-testurizzati (a superficie ruvida) e in poliuretano. In una lettera indirizzata ai fabbricanti il 2 aprile, ripresa da Le Monde, l’agenzia ha spiegato che questa decisione di polizia sanitaria è stata presa in vista di un pericolo raro ma grave posto da questi impianti: l’aumento significativo dei casi di linfoma anaplastico a grandi cellule dal 2011, una patologia cancerogena rara ma suscettibile di condurre al decesso dei pazienti, secondo quanto ha riportato Le Monde.
I benefit che compongono un piano di welfare aziendale, a certe condizioni, non concorrono alla determinazione del reddito di lavoro dipendente, ai fini fiscali (Irpef) e contributivi. Data la rilevanza dei benefici connessi, è necessario prestare attenzione alle spese agevolabili e alla relativa documentazione da conservare che attesta la fruizione del benefit da parte del dipendente. A questo riguardo, occorre soffermarsi sull’art. 51, comma lett. f-bis), Tuir, il quale è stato oggetto di recenti chiarimenti con appositi documenti di prassi ed in occasione di “Telefisco 2019”.
Al personale della scuola docente e Ata in servizio sia a tempo determinato che indeterminato che, ai fini pensionistici, può fare valere contributi versati solo a decorrere dal 1° gennaio 1996, il comma 6 dell’articolo 20 del decreto legge 28 gennaio 2019, come convertito in legge 28 marzo 2019, n. 26, consente in via sperimentale, per il triennio 2019/2021 e, indipendentemente dall’età anagrafica, la facoltà di riscattare la laurea, nella misura massima di cinque anni, anche non continuativi, valutabili ai fini pensionistici con il sistema contributivo.

 

  • Assimoco punta su terzo settore e green
Il gruppo Assimoco ha avviato la riorganizzazione strategica. Nascono così, all’interno della compagnia assicurativa del mondo cooperativo, la business unit Terzo settore ed Ethical consumers e la funzione Cultura e sostenibilità. Il progetto, iniziato nell’ottobre scorso, ha inoltre ridisegnato l’organigramma complessivo, le mission e ha visto la creazione di 16 aree di governo.
«Con questa riorganizzazione, che non muta l’organico del gruppo Assimoco, si intende perseguire ed esprimere, in modo ancora più evidente, l’eccellenza del servizio verso partner e clienti», ha sottolineato il direttore generale Ruggero Frecchiami. «Viviamo tempi caratterizzati da grandi mutamenti, sia a livello del settore assicurativo, sia economici e sociali e un’organizzazione come la nostra è chiamata ad adeguarsi in tempi rapidi per mantenere e aumentare la sua efficienza strategica e la competitività in termini di business. Il terzo settore rappresenta un pilastro importante della nostra economia, che ha registrato un trend in forte crescita: una ragione in più per sviluppare sensibilmente la nostra offerta su questo fronte, facendo tesoro di un’esperienza di lunga data su questa area».

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  • Mutui Calo del 7,9% nel trimestre
Dopo lo stallo che aveva caratterizzato il 2018, nel primo trimestre dell’anno le richieste di nuovi mutui e surroghe da parte delle famiglie italiane hanno fatto registrare un calo del 7,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, in virtù del progressivo ridimensionamento dei mutui di sostituzione, che non riescono a compensare il trend dei nuovi mutui. Lo rende noto il Crif che sottolinea come a marzo il calo sia ancor più marcato e risulti pari al 9,2% sull’anno precedente. Alla flessione delle richieste si contrappone la crescita dell’importo medio richiesto, che nel mese di marzo si è attestato a 130.032 euro, in crescita del 3% sull’anno.
  • Fca patteggia con azionisti Usa pagherà 110 milioni
Fca trova l’accordo con un gruppo di azionisti negli Usa e patteggia un risarcimento di 110 milioni di dollari. Lo ha riportato l’agenzia Bloomberg ieri. Gli investitori avevano intentato una causa al tribunale di New York nel 2015 accusando Fca di aver dato informazioni fuorvianti al mercato sul diesel e sul mancato rispetto delle norme americane. La notizia dell’apertura di un indagine sulle emissioni e la successiva, sui richiami delle auto coinvolte effettuati in modo non adeguato, hanno prodotto un calo del titolo che aveva colpito i querelanti. Fiat Chrysler continua a «negare ogni accusa o illecito» ha dichiarato la società confermando questo accordo che copre circa il 13,8% delle perdite contestate. L’intesa ora dovrà essere approvata da un giudice federale.
  • Azimut, sale la raccolta a marzo
Sale a 1,3 miliardi la raccolta netta di Azimut dall’inizio dell’anno, grazie ai 521 milioni di raccolta netta positiva registrata a marzo. Il dato ha beneficiato del consolidamento di Spencer Fuller & Associates, la società di consulenza finanziaria in Australia entrata in AZ Nga. Al netto del consolidamento, il gruppo guidato da Pietro Giuliani (foto) ha conseguito a marzo una raccolta netta positiva di circa 380 milioni. Le masse totali, compreso l’amministrato, sono di 54,3 miliardi (di cui 42,2 miliardi in gestione).

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  • Dompé lancia un supercalcolatore per prevenire le epidemie
Si chiama «urgent computing» ed è la grande sfida della comunità internazionale. Come trovare una risposta farmacologica in pochi giorni in caso di pandemie? Come affrontare gli effetti di un’epidemia su larga scala trovando una sintesi chimica efficace in grado di bloccarla o circoscriverla? L’Italia stavolta diventa un punto di riferimento internazionale grazie all’eccellenza della nostra capacità di calcolo, alle competenze ingegneristiche, agli investimenti del gruppo biofarmaceutico Dompé. Perché è italiana la piattaforma Exscalate, cioè la biblioteca chimica frutto della collaborazione tra il Politecnico di Milano, il consorzio Cineca (uno dei maggiori centri di calcolo al mondo) e appunto il gruppo controllato dalla famiglia Dompé. Si tratta di un archivio di oltre 500 miliardi di molecole, che può valutare più di tre milioni di molecole al secondo su 30 target biologici differenti in contemporanea. Con un costo per lo screening di circa 1 miliardo di molecole di 4mila euro. Prestazioni che superano di molto gli attuali limiti quantificabili, rivela un recente articolo della rivista Nature, nell’ordine di centinaia di milioni di molecole.
  • Fca, sul caso diesel patteggia con gli investitori: paga 110 milioni
Fca patteggia negli Stati Uniti e si impegna a pagare 110 milioni di dollari per risolvere la disputa con cui è accusata di aver fuorviato gli azionisti sulle emissioni diesel e sul mancato rispetto delle norme americane. È quanto ha riportato ieri Bloomberg a proposito del caso risalente al 2015: gli investitori denunciarono l’azienda a New York, sostenendo che erano stati fuorviati dal fatto che il gruppo avesse detto di rispettare le norme sulla sicurezza. Invece persero denaro (con il calo del valore dei titoli Fca nei loro portafogli) quando Fca patteggiò con la National Highway Traffic Safety Administration – ente preposto alla sicurezza delle strade e parte del dipartimento dei Trasporti – per non avere completato in modo corretto 23 richiami riguardanti oltre 11 milioni di veicoli. L’azienda versò 105 milioni di multa e annunciò ulteriori richiami e accordò il riacquisto di migliaia di vetture. Quando la casa automobilistica ha comunicato di non aver portato avanti i richiami di auto in modo appropriato, le azioni hanno perso valore e gli investitori soldi. L’azione legale è stata presentata nel 2015 e la corte ha respinto il tentativo di Fca di rigettare il caso, certificandolo allo stesso tempo come class action. Il patteggiamento, che riguarda una classe di investitori che ha acquistato titoli fra il 13 ottobre 2014 e il 23 maggio 2017, dovrà essere approvato da un giudice federale per entrare in vigore. «Continuiamo a negare con forza le accuse in questa causa» ha affermato Fca, spiegando che sarà l’assicurazione a coprire i costi del patteggiamento.

  • Stretta delle Authority europee per la protezione del risparmio
Il Parlamento europeo dovrebbe approvare a metà mese una riforma delle autorità di vigilanza europee. Il pacchetto di misure è stato oggetto di un lungo negoziato tra Consiglio e Parlamento. Nei fatti, la riforma si traduce in un piccolo passo avanti verso una sorveglianza più europea in un contesto nel quale ci si interroga sempre più sulla reale indipendenza degli organismi nazionali e sulle loro capacità ad evitare tra le altre cose forme di raggiro nella vendita di prodotti finanziari. Le tre autorità oggetto di riforma vigilano sulle banche (Eba), sulle assicurazioni (Eiopa) e sui mercati (Esma). Nella pratica, l’unica a essere veramente autorità di vigilanza è l’Esma; l’Eba è soprattutto un ente regolatore e l’Eiopa un intermediario tra il mercato e le autorità nazionali. «La riforma non modifica l’importante ruolo delle autorità nazionali nella sorveglianza finanziaria – spiega la Commissione – ma dovrebbe aiutare gli enti nazionali a mantenere i necessari standard di vigilanza».

 

  • Banca Generali cauta sul risiko «La sfida è nei family office»
«Se guardo al mondo delle reti di distribuzione nel nostro Paese non credo restino ormai molte possibilità di effettuare operazioni di consolidamento su vasta scala, continuo invece a vedere molto fermento nel private banking e una tendenza simile anche fra i family office». Le grandi manovre che qualcuno pare ancora intravedere all’orizzonte nel risparmio gestito in Italia non sembrerebbero all’ordine del giorno secondo Gian Maria Mossa, che ha invece le idee piuttosto chiare sul futuro a breve dell’industria e soprattutto sulla partita che intende giocare quella Banca Generali che guida ormai da tre anni. «In un mercato che diventa sempre più competitivo e nel quale la regolamentazione si fa più stringente, piccolo e bello non è più un concetto valido e non ha senso avere una private bank di dimensioni ridotte» avverte Mossa in questo colloquio con Il Sole 24 Ore, ricordando come Banca Generali si sia già dimostrata parte attiva lo scorso anno nel wealth management con l’acquisizione della «boutique» Nextam Partners e sia anche pronta, qualora si presentasse l’opportunità, a «considerare ulteriori operazioni, a patto che siano in grado di creare valore per l’azionista».

 

  • Azimut, a marzo raccolti 521 milioni
Azimut ha registrato a marzo 2019 una raccolta netta positiva di 521 milioni di euro, superando così 1,3 miliardi da inizio anno (+51% rispetto al 2018). Il dato ha beneficiato del consolidamento di Spencer Fuller & Associates, l’ultima società di consulenza finanziaria in Australia entrata a far parte di Az Nga. Il totale delle masse comprensive del risparmio amministrato si attesta a fine marzo a 54,3 miliardi.
  • Anima, masse gestite totali a 178 miliardi
La raccolta netta di risparmio gestito, escluse le deleghe assicurative di ramo I, del Gruppo Anima nel mese di marzo 2019 è stata negativa per circa 151 milioni di euro, per un totale da inizio anno positivo per 8 milioni. Per quanto riguarda le Gestioni individuali di Ramo I assicurativo, la raccolta di marzo è stata negativa per 55 milioni (-95 milioni da inizio anno). A fine marzo le masse gestite complessive ammontano a 178 miliardi.
  • Piace il nuovo piano di gestione accentrata del capitale
Generali ha chiuso la seduta di ieri in rialzo dello 0,36% a 16,69 euro. Dal giorno della presentazione del nuovo piano industriale, lo scorso 21 novembre, il titolo del Leone di Trieste ha guadagnato oltre il 16,6%, segnando una performance migliore rispetto anche al DJ Stoxx Insurance che è salito del 7,5%. Proprio nel business plan, peraltro, è contenuto un passaggio chiave rispetto alla gestione del capitale della compagnia. L’intenzione del gruppo, come già segnalato da Il Sole 24 Ore di sabato 6 aprile, è quella di accentrare a livello di holding la gestione del capitale, dopo che la liquidità è già stata “centralizzata” nel 2014 . E per questo è stato avviato con le autorità competenti, tra le quali Ivass, un confronto che tiene conto dei progressi sul tema.

Abituato a sostenere i costi di incendi, inondazioni e tifoni che devastano il pianeta ogni anno, il più grande mercato mondiale delle assicurazioni speciali e delle riassicurazioni sta chiaramente cercando di arginare un altro flagello: il consumo di droga e alcool all’interno delle sue mura.
Secondo il Financial Times, il mitico mercato creato 331 anni fa da Edward Lloyd, intende adottare misure radicali in questo settore: questa settimana adotterà un codice di condotta “modernizzato”, che prevede la negazione dei badge di ingresso alle persone che sono sotto l’influenza di alcol o droghe illegali. Anche il bar dell’edificio di Lime Street sarà trasformato in una caffetteria.

Handelsblatt

 

Con questo investimento, il gruppo assicurativo tedesco vuole puntare sull'”Internet delle cose”, così come la blockchain, per spingere l’espansione della start-up berlinese. “Grazie alle nuove tecnologie e all’IoT, si stanno aprendo opportunità completamente nuove per noi”, ha dichiarato Thomas Kuhnt, membro del consiglio di amministrazione di HDI Global, all’Handelsblatt. “Questo potrebbe significare che possiamo costruire altri prodotti assicurativi.”
Il fondatore di Big Thing, Harald Zapp, vuole ora utilizzare i fondi raccolti per accelerare l’espansione dell’azienda.