De Agostini, niente patto su Generali

La partecipazione del gruppo De Agostini in Generali «è sempre ferma all’1,7% circa e non è prevista nessuna variazione, né in una direzione né nell’altra»: lo ha dichiarato l’a.d. Lorenzo Pellicioli a margine dell’assemblea di Dea Capital, di cui è presidente. Non c’è inoltre nessuna ipotesi di un patto di sindacato tra azionisti italiani: «Sicuramente noi non ci abbiamo mai pensato», ha tagliato corto Pellicioli, che ha definito «ottimo» il nuovo piano industriale del Leone presentato lo scorso novembre. «È un piano lucido, chiaro e concreto, senza voli pindarici ma con grande concretezza e competenza nel mondo dell’assicurazione, che è il mestiere di Generali».

Intanto l’assemblea di Dea Capital, al fine di ripristinare la soglia minima di flottante (20%) richiesta per rimanere quotata al segmento Star, ha approvato l’annullamento di 40 milioni di azioni proprie. Iniziativa che si aggiunge alla rinuncia, da parte del socio di maggioranza De Agostini, al 100% dei diritti di voto maggiorato. Il quadro finale, dopo tali operazioni, vede il ripristino del flottante al 30,1% del capitale, la quota di azioni proprie al 2,8% e quella del socio De Agostini salire al 67,1% dal precedente 58% (67% sui diritti di voto).
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