Risparmio gestito, a marzo la raccolta torna positiva (3,42 mld)

In recupero rispetto al rosso di 883 mln di febbraio grazie al traino dei fondi aperti (3 mld). Nel trimestre il saldo è di 12,45 mld ma in rallentamento rispetto al 2017 (22,2 mld), con il patrimonio che resta sui massimi a 2.083 mld. Expolit di M&G (2,38 mld), segue Amundi (1,66 mld) e Intesa (628,4 mln). In rosso Generali (-2.2 mld)
di Paola Valentini
Raccolta del risparmio gestito in recupero a marzo. In base alla mappa mensile di Assogestioni, l’industria italiana dell’asset management ha chiuso il mese con flussi netti pari a 3,42 miliardi rispetto al rosso di -883 milioni registrato a febbraio. Nei primi tre mesi dell’anno il saldo è positivo per 12,45 miliardi, seppur in rallentamento rispetto allo stesso periodo 2017 che si era chiuso a quota 22 miliardi.
A trainare il risultato del mese sono i fondi aperti con 3 miliardi dopo i -1,8 miliardi di febbraio, un dato che porta il totale da inizio 2018 a 9,3 miliardi (nei fondi chiusi sono affluti 253 milioni in linea con i 255 milioni di febbraio con 827 milioni nei tre mesi).
In frenata invece le gestioni di portafoglio, la cui raccolta scende a 165 milioni a fronte dei 685 milioni del mese precedente per via del rosso delle gestioni istituzionali (-112 milioni dopo i +842 milioni di febbraio), al contrario le gestioni retail sono tornate in attivo (277 milioni dai -157 milioni di febbraio). Nel trimestre nelle gestioni di portafoglio sono entrati 3,093 miliardi netti.
Il patrimonio gestito totale resta sui massimi a quota 2.083,2 miliardi, seppur leggermente sotto i 2.083,3 miliardi di fine febbraio per via dell’effetto mercato negativo che ha pesato più della raccolta positiva. Anche a marzo infatti borse e bond sono rimasti vittima della volatilità provocata da politiche monetarie meno espansive e dalle tensioni politiche internazionali. Questi asset sono equamente suddivisi tra fondi (1.056 miliardi) e gestioni (1.027 miliardi), con i primi che sono scesi rispetto a febbraio (1.061 miliardi) probabilmente per via della maggior componente azionaria in portafoglio che nel periodo non ha avuto un andamento brillante, rispetto ai secondi che invece sono in aumento (1.021 miliardi a fine febbraio mese) grazie a una esposizione più elevata al comparto obbligazionario che, nonostante le tensioni sui rendimenti, per ora ha retto di più rispetto all’equity.

Quanto alle singole categorie di fondi aperti, i prodotti obbligazionari restano in rosso e, anche a marzo, hanno registrato fuoriuscite per via dei timori sul rialzo dei tassi. Il bilancio a fine mese è di -1,12 miliardi dai -1,6 miliardi di febbraio (-4 miliardi nei tre mesi). Con 3,41 miliardi a dominare i flussi sono invece i flessibili che migliorano il risultato di febbraio (2,65 miliardi, da inizio anno 9,1 miliardi), segno che in questa fase di incertezza chi opta per il risparmio gestito non prende scommesse precise, ma preferisce soluzioni che danno carta bianca al gestore di spaziare e diversificare tra tutte le asset class.
Per lo stesso motivo stenta a decollare la raccolta sull’azionario, che nel mese si ferma a 397 milioni, comunque in miglioramento rispetto ai -124 milioni di febbraio con un saldo da inizio anno positivo per 2,19 miliardi.
A metà strada i bilanciati, che non soffrono come gli obbligazionari ma non brillano come i flessibili: questa classe archivia il mese con 1,57 miliardi dagli 1,25 miliardi di febbraio e 4,55 miliardi da gennaio.
Restano intanto sempre in rosso i fondi monetari, che chiudono a -1,26 miliardi dai 4 miliardi di febbraio per un totale di 3,38 miliardi nei tre mesi.
Sul fronte del passaporto dei fondi riprende quota la raccolta dei prodotti di diritto estero (2,14 miliardi dai -3 miliardi di febbraio) mentre è in calo quella degli strumenti di diritto italiano (da 1,2 miliardi di febbraio a 853 miliardi per un totale di 2,99 miliardi da inizio anno).
La classifica delle singole società di gestione vede al primo posto M&G che ha un exploit con flussi per 2,3 miliardi, seguono Amundi (1,66 miliardi di euro) e Intesa Sanpaolo (628 milioni di cui 928 milioni riferiti ad Eurizon). Tra i big segno più anche per Ubi (337,7 milioni), Anima (171,5 milioni), Banca Mediolanum (121,5 milioni), Azimut (105,5 milioni) e Arca (37,5 milioni). Chiude il mese in territorio negativo il gruppo Generali (-2,2 miliardi) per via dei soliti movimenti infragruppo, segnala la compagnia, che entrano comunque nelle statistiche di Assogestioni. Deboli le Poste (-24,8 milioni).
Tra gli esteri continua il buon andamento della raccolta di Jp Morgan Asset Management (+214,4 milioni), che con asset saliti a 34,78 miliardi si conferma il primo operatore estero per masse senza una propria rete distributiva in Italia. Bene anche Morgan Stanley (472,3 milioni), Axa Im (323,7 milioni) e Kairos (218,8 milioni). In rosso invece il gruppo Detusche Bank (-362,8 milioni), Allianz (-285 milioni), Franklin Templeton (-55,1 milioni) e Invesco (-23,4 milioni).
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