Poste si muove sul fondo Europa

Dice che tutelerà i clienti anche dopo lo stop ai rimborsi da parte di Vegagest
Per il comparto immobiliare il gruppo aveva accantonato 80 milioni, ma la manovra rischia di essere più onerosa
di Anna Messia
Potrebbe essere ben più ampia del previsto la manovra richiesta a Poste Italiane per sostenere i risparmiatori che hanno sottoscritto il fondo Immobiliare 1 gestito da Vegagest. Il gruppo guidato da Matteo Del Fante a febbraio aveva fatto sapere di avere accantonato in bilancio 80 milioni di euro a tutela dei sottoscrittori del fondo Europa Immobiliare 1 e del fondo Obelisco gestito da Investire Sgr. Ma per quanto riguarda il primo il 28 marzo Vegagest sgr ha diffuso un comunicato per annunciare il congelamento dei rimborsi che sarebbero dovuti avvenire il giorno stesso. La sgr partecipata da Europa Investimenti ha annunciato che «a seguito del verificarsi di circostanze non note e non prevedibili al momento della redazione e dell’approvazione del rendiconto finale di liquidazione» il cda ha deciso la sospensione del rimborso. La nota ha sorpreso la stessa Poste Italiane , che ieri si è affrettata a tranquillizzare i clienti che nel 2004 avevano acquistato le quote del fondo negli uffici postali. In ballo del resto c’è la fiducia che gli italiani ripongono nelle Poste, che il gruppo non vuole mettere a rischio. «Poste Italiane sta effettuando le necessarie e opportune valutazioni in merito a quanto comunicato dalla sgr con la finalità di tutelare sempre e con le modalità che saranno ritenute più opportune l’interesse dei propri clienti», hanno fatto sapere dal gruppo di Del Fante.
Già l’anno scorso le Poste avevano deciso di intervenire a sostegno di clienti incappati nelle perdite registrate dai fondi immobiliari. A gennaio 2017, in particolare, il gruppo, allora guidato da Francesco Caio, aveva annunciato un piano di rimborsi per Invest Real Security, fondo immobiliare gestito da Investire sgr chiuso con perdite di oltre il 50%. In quel caso la manovra era stata di 50 milioni e aveva previsto la messa in campo di una polizza Vita a capitale garantito della durata di cinque anni, creata per l’occasione e da offrire gratuitamente ai clienti. È plausibile quindi che anche questa volta Poste riproporrà un’azione simile, ma ora la questione sembra più ingarbugliata. Da Vegagest hanno fatto sapere che «la sospensione è dovuta a circostanze straordinarie, non prevedibili, inerenti le attività di liquidazione delle partecipazioni dirette ed indirette del fondo, attualmente soggette a verifiche di carattere amministrativo, contabile, legale e fiscale», anticipando una possibile modifica del rendiconto finale di liquidazione. Il 1° marzo scorso il cda della sgr aveva approvato il rendiconto finale di liquidazione del fondo e il piano di riparto che prevedeva il pagamento di un rimborso finale di 409,13 euro pro-quota, pari complessivamente a circa 46 milioni. Se avessero dato seguito a quel piano, il rimborso complessivo alla data del 28 marzo, considerando anche il rimborso di capitale già effettuato, sarebbe stato di 1.827,13 euro pro-quota, rispetto alla sottoscrizione originale di 2.500 euro, con una perdita complessiva del 26% e tasso interno di rendimento negativo del 2,95%. In pratica Poste Italiane avrebbe dovuto intervenire in qualche maniera per colmare la differenza di poco più di 670 euro pro-quota. Ma ora quei calcoli sembrano non valere più; in ballo ci sono più di mille euro pro-quota e da Vegagest non hanno chiarito quali sono le ragioni che hanno portato al congelamento dei rimborsi. (riproduzione riservata)
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