Più sinergie tra Generali e la banca

Ecco i dettagli del nuovo accordo bancassicurativo firmato da sesana e mossa

L’alleanza, che nel 2017 ha fruttato una raccolta di 1,7 mld di polizze Vita, è stata potenzialmente estesa a fondi pensioni e ramo Danni. Per il Leone c’è il divieto a lavorare con cinque concorrenti dell’istituto
di Anna Messia
Banca Generali potrà distribuire anche fondi pensioni e polizze Danni di Generali Italia, mentre l’assicurazione di Trieste non potrà firmare accordi commerciali con le prime cinque società di consulenza finanziaria (in base alla classifica Assoreti). Le novità sono contenute nel nuovo accordo di bancassicurazione firmato tra le due società a marzo, che punta a rafforzare gli scambi commerciali tra la compagnia guidata in Italia da Marco Sesana e la banca che vede al timone Gian Maria Mossa. Una relazione che conta molto: non solo perché l’assicurazione controlla il 51% di Banca Generali , istituto che continua a dare ottimi risultati di bilancio e ricche cedole (l’ultima è stata di 1,25 euro), ma anche perché la banca guidata da Mossa è un importante distributore delle polizze Vita del Leone. Dei 6,87 miliardi raccolti complessivamente dalla rete dei consulenti finanziaria di Banca Generali l’anno scorso, 1,77 miliardi sono andati proprio nelle polizze e più in particolare 1,54 miliardi sono confluiti nella unit linked Bg Stile Libero che al suo interno ha le gestioni separate di Generali Italia cui si affiancano i fondi comuni delle principali case di gestione internazionali. A marzo scorso le due società hanno deciso di rimettere mano al precedente accordo, che risaliva al 2006, e con l’occasione è stato fatto più di qualche aggiustamento sostanziale. Non sul fronte commissionale, considerando che il nuovo accordo prevede che sui prodotti esistenti le provvigioni riconosciute alla banca restino invariate, ma piuttosto sul perimetro d’azione. Il nuovo accordo di bancassicurazione, che ha una durata di dieci anni con un rinnovo tacito per ulteriori dieci salvo disdetta con preavviso di sei mesi, ha stabilito che «l’attività sia ampliata ai prodotti predisposti da Generali Italia e da società da questa direttamente o indirettamente controllate e che sia estesa ai prodotti nel ramo Danni e alle quote dei fondi pensione gestiti dalle società del gruppo Generali », si legge nel documento informativo dell’accordo-quadro. Per ora non c’è in pipeline la distribuzione di polizze Danni, fanno sapere della società, ma evidentemente le parti hanno deciso di inserire la clausola per evitare di dover riscrivere il contratto qualora decidessero di estendere l’alleanza a nuovi prodotti. L’accordo prevede anche la costituzione di un comitato dedicato (composto da quattro membri, due della banca e due della compagnia) che si riunirà almeno ogni tre mesi per definire i prodotti e le strategie commerciali comuni, come anche i volumi e il budget. E se per Banca Generali si tratta di un’alleanza che prevede un obbligo di esclusiva a favore di Generali Italia, la compagnia ha per contro assunto l’obbligo di non stipulare accordi di distribuzione assicurativa con cinque gruppi concorrenti della banca da essa stessa individuati. Presumibilmente si tratta delle prime reti di consulenti del mercato, mentre sono fatti salvi accordi di minore portata, come quello che Generali Italia (tramite Genertel Life) ha già in corso con CheBanca! (gruppo Mediobanca ). (riproduzione riservata)
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