Meeting come motore per l’azione. A una settimana dal termine del Meeting annuale del Gruppo Cnai, le tematiche affrontate non rimangono confinate all’interno delle aule del consesso, ma spingono per essere declinate, nella misura più efficace, all’interno del vissuto reale. Per esempio, il tema del welfare, che è sempre al centro dell’attività del gruppo, si indirizza verso nuove prospettive: «Realizziamo la necessità di idee nuove in questo settore, in quanto l’invecchiamento della forza lavoro è un problema enorme, complementare a quello della disoccupazione giovanile. Per questo ci proponiamo, in qualità di membri del tessuto sociale, di promuovere una qualità della vita e un benessere per le persone, affinché si concretizzi quello che può essere definito un invecchiamento attivo», analizza il presidente Cnai, Orazio Di Renzo.
La solidarietà sociale, pertanto, incarna una necessità imprescindibile soprattutto ora che il sistema familiare (ovvero il welfare state per eccellenza in Italia) non sembra più essere capace di garantire protezione nei riguardi dei suoi elementi più fragili e necessitanti di cure e assistenza. «Il Cnai, grazie al suo know-how, acquisito nel corso degli anni, è in grado di approntare strumenti di secondo welfare in maniera innovativa, sfruttando, per esempio, le nuove relazioni collaborative tra privati connessi all’interno di quella che potrebbe essere definita come una rete, congiuntamente a una consolidata presenza territoriale», ancora il presidente Di Renzo. «Ricordiamo che il welfare aziendale è una modalità alternativa di gestione del sistema retributivo aziendale, e il Cnai vuole realizzarlo introducendo componenti in grado di contribuire al benessere dei dipendenti e dei loro familiari, relativamente al soddisfacimento dei loro bisogni. Quello che bisogna fare, in primo luogo, è rinsaldare il patto tra persona e azienda, concretizzando così l’agognata, quanto spesso dimenticata, responsabilità sociale delle imprese». La materia trattata è caratterizzata, però, da non poche difficoltà: «Ci rivolgiamo alle pmi, che, in questo frangente, manifestano limiti evidenti, come il fatto di avere risorse disponibili limitate, nonché una posizione di subalternità nei confronti dei governi locali e un bacino piuttosto ristretto di utenza locale. La nostra associazione vuole assumere un ruolo trainante nei riguardi delle imprese di piccole e media entità. Il Cnai sarà capace di farlo presentandosi come elemento coagulante dei bisogni del territorio: determinando, per esempio, una strategia di contenimento dei costi e generazione di opportunità, facendo in modo che, sempre più aziende, facciano parte della propria rete, perché si acquisisca la massa critica necessaria per porsi come interlocutore privilegiato, anche ai tavoli con la p.a.. Tutto questo, però, sempre tenendo la barra dritta sui reali bisogni dei lavoratori, affinché essi siano compresi correttamente, fino in fondo, e si assicurino il successo e la conoscenza delle iniziative di welfare». I tecnici e le professionalità del Gruppo Cnai sono al lavoro per rendere disponibili al più presto i frutti della loro attività in ambito di welfare aziendale: «Al momento stiamo individuando gli obiettivi di miglioramento dell’azienda, descrivendo i risultati in termini di produttività, per poi formalizzare l’accordo di produttività e definire i beni e servizi che servono all’azienda e ai suoi dipendenti, tra quelli disponibili nei pacchetti che stiamo realizzando», conclude il presidente Di Renzo.
Fonte: