Quando la pirateria informatica colpisce direttamente il conto in banca

I RISCHI CYBER

Autore: Clemente Fargion
ASSINEWS 296 – aprile 2018

 

Il fatto

Quanto stiamo per esporvi riguarda un’agenzia viaggi di Bologna, operante nel settore della biglietteria aerea e prenotazioni in alberghi, resorts e villaggi turistici sia nelle località più rinomate in Italia che nei cosiddetti paradisi tropicali. L’agenzia, che aveva raggiunto un buon livello di notorietà e poteva vantare un ottimo trend commerciale, si imbattè in un problema che, al primo impatto, risultava inspiegabile.

Capitò che un Cliente si era presentato in sede per valutare la scelta di un soggiorno alle Maldive, per il quale era prevista una tariffa di € 2.700,00 comprendente volo e soggiorno di sette giorni per la famiglia composta di genitori e due figli minori. Aveva lasciato l’agenzia lasciando aperta una opzione, ma senza prenotare, restando d’accordo che lo avrebbe fatto eventualmente nel breve termine.

La conferma arrivò l’indomani telefonicamente e, poiché i dettagli del pacchetto erano stati chiariti tutti in occasione della prima visita, non furono ritenute necessarie ulteriori formalità. L’agenzia comunicò al cliente per posta elettronica il codice IBAN per il pagamento, chiedendogli altresì che una settimana prima della partenza passasse in agenzia per il ritiro dei biglietti aerei e dei voucher del resort.
Due mesi dopo, quando mancavano 10 giorni alla partenza, il cliente ripassò in agenzia, ma con enorme sorpresa, si rese conto che la sua prenotazione, sia per il volo che per il soggiorno, non era confermata. In quel momento al telefono si stavano svolgendo due conversazioni fra le impiegate dell’agenzia e i rispettivi clienti, dal tono particolarmente agitato.

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