A Google, Amazon e Apple fanno gola le assicurazioni sanitarie

Google, Amazon e Apple stanno prendendo le misure al settore delle assicurazioni sanitarie statunitense che potrebbe rappresentare un nuovo veicolo di redditività.

Non c’è da stupirsi se i colossi del web hanno fiutato l’affare e deciso di investire nell’assistenza sanitaria: le aspettative di vita continuano a crescere e una popolazione più anziana ha bisogno di maggiori cure.

Secondo l’Oms, nel 2050 ci saranno due miliardi di anziani su una popolazione mondiale di quasi 10 miliardi di persone, con il conseguente aumento delle malattie croniche dovute alla vecchiaia e l’implosione dei sistemi sanitari nazionali, mentre i continui progressi nel campo della salute digitale, tra gadget indossabili, big data e intelligenza artificiale, sono vissuti con un certo nervosismo dagli assicuratori che temono l’arrivo sul mercato di fornitori alternativi, che negli ultimi mesi hanno sempre più assunto le sembianze dei giganti del web.

Ad esempio Amazon ha dato vita a una nuova società con Warren Buffett e JP Morgan che ha l’obiettivo di abbattere i costi delle cure per i dipendenti americani. Gli esperti del settore ipotizzano una piattaforma tecnologica per la gestione dell’assistenza sanitaria, ma vedono come obiettivo di lungo termine la distibuzione di attrezzature, farmaci e dispositivi, diventando una vera farmacia online.

I primi passi di Google risalgono al 2013 ma poco tempo fa ha manifestato l’interessa a sviluppare una collaborazione con una compagnia di assicurazioni, mentre Apple ha aggiornato la sua App per la salute, consentendo ai clienti statunitensi di avere accesso e poter monitorare su smartphone la propria documentazione medica. Inoltre, nei prossimi mesi la Apple aprirà una rete di cliniche in California, grazie alla collaborazione con centri medici indipendenti.
La corsa all’assicurazione sanitaria statunitense è iniziata, ma ognuno mostra un approccio differente.

Danielle Cripps, analista Life & Pensions Analyst di GlobalData, spiega che Amazon ha scelto un approccio più diretto “utilizzando il suo potere dato dalla grande conoscenza del suo brand e dalla fiducia dei consumatori, come leva per guidare il cambiamento del mercato, attraverso la riduzione dei costi di tutela sanitaria e il miglioramento dei servizi per i dipendenti. La Apple sembra invece propendere per la realizzazione di servizi sempre più connessi tra i clienti e gli operatori sanitari, posizionandosi quindi come un potenziale partner degli assicuratori e degli operatori sanitari, mentre Google è alla ricerca di partnership, immaginandosi più che altro nel ruolo di distributore di soluzioni assicurative”.

Sebbene alcuni player dell’industria assicurativa vivano queste incursioni come una minaccia, la scelta di collaborare con i giganti del web potrebbe invece aprire nuove opportunità. “Parliamo infatti di brand molto conosciuti e apprezzati”, spiega Cripps. “Sono aziende molto influenti, che hanno a disposizione grandi masse di dati e informazioni sui consumatori” e che potrebbero quindi migliorare la reputazione delle assicurazioni partner e consentire il trattamento di molti più dati rispetto a quelli al momento nelle mani degli assicuratori tradizionali.

Lo scenario delle assicurazioni sanitarie sta cambiando velocemente e gli operatori storici si troveranno sempre più spesso a fare i conti con una concorrenza intersettoriale che cercherà di trarre vantaggio dal processo di digitalizzazione della società e dalle conseguenti nuove abitudini dei consumatori.