Antiriciclaggio per criptovalute

Il parlamento Ue ha approvato la prima regolamentazione sugli scambi di e-currency

Adeguata verifica e segnalazioni per le operazioni
di Cristina Bartelli
Regole antiriciclaggio estese alle criptovalute. I prestatori di servizio delle valute virtuali sono equiparati alle banche e agli altri intermediari finanziari e dunque dovranno applicare controlli di due diligence e i metodi di adeguata verifica sulla clientela per porre fine al regime di anonimato associato alle valute virtuali. Arriva con l’approvazione della quinta direttiva, da parte del parlamento europeo, la risposta Ue e la prima regolamentazione organica in tema di criptovalute. Ieri, infatti, il parlamento europeo ha approvato, con 574 voti a favore, 13 voti contrari e 60 astensioni, in via definitiva la V direttiva antiriciclaggio, il provvedimento entrerà in vigore tre giorni dopo la pubblicazione nella gazzetta ufficiale dell’unione europea. Gli stati membri avranno, successivamente, 18 mesi di tempo per trascrivere le nuove norme nelle rispettive legislazioni nazionali.
Per l’Italia un lavoro in un certo senso semplificato, visto che molte delle novità contenute nella direttiva sono state già regolamentate con l’approvazione della Quarta direttiva, in vigore in Italia con il dlgs 90/17 (nuova disciplina antiriciclaggio).
In particolare la V direttiva introduce regole per l’individuazione dei beneficiari effettivi delle socieàt che operano nell’Ue contro le società fantasma. Una misura che in Italia già esiste con il registro dei trust presso le camere di commercio e che è in attesa di ultimazione.
La novità su cui l’ultima parola spetterà agli stati membri è quella sull’accesso da parte anche di terzi alle informazioni del registro.
Inoltre la direttiva riduce la soglia per l’identificazione dei titolari di carte prepagate dagli attuali 250 a 150 euro; e stabilisce criteri più severi per valutare se Paesi terzi sono esposti maggiormente al fenomeno del riciclaggio, con la possibilità di sanzioni ed un esame più approfondito delle transazioni che coinvolgono cittadini di Paesi a rischio.
Infine si estende l’ambito di applicazione della direttiva a tutte le forme di servizi di consulenza fiscale, alle agenzie di locazione, ai commercianti d’arte, ai prestatori di servizi di portafogli elettronici e a quelli di cambio valuta virtuale. Un’estensione su cui l’Italia risulta già coperta.
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