Generali, ora niente aumento

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Pellicioli (Dea C.): solo per piani m&a

È inutile pensare preventivamente a un aumento di capitale di Generali o ad autorizzare deleghe in tal senso se non vi sono concrete opportunità di acquisizioni: lo ha detto Lorenzo Pellicioli, a.d. di Dea Capital, azionista del Leone con l’1,76%. «Quando c’è un’opportunità la si guarda e si decide. Io trovo che questa formula delle deleghe ad aumentare il capitale sia un’aberrazione autoreferenziale dei ceo (amministratori delegati, ndr)», ha aggiunto riferendosi a quanto fatto da alcuni dei principali concorrenti europei della compagnia triestina. Alla domanda se a Generali non convenga mettersi nell’ottica del predatore per non essere preda, dopo quanto è successo con Intesa Sanpaolo, Pellicioli ha replicato: «Secondo me uno non ha l’obbligo né di essere predatore né di essere preda. Deve fare il proprio lavoro, portare a casa i risultati, e poi succeda quel che succeda».

Pellicioli ha osservato inoltre che il tema della nomina di un direttore generale per il Leone «fino a oggi non è sul tavolo: non ho opinioni finché non ci fa una proposta l’amministratore delegato. Se l’a.d. pensa che ci debba essere, quando ci farà la proposta la valuterò e vedrò. In azienda c’è un capoazienda Philippe Donnet, ndr) e tocca al capoazienda decidere come fare una proposta al cda su come organizzare la governance dell’azienda».

Intanto l’anno è partito bene per Dea Capital. «Nel senso che abbiamo condotto e chiuso delle operazioni importanti, soprattutto nel settore immobiliare ma anche negli altri settori». ha riferito il direttore generale Paolo Ceretti. «Vediamo buone prospettive per tutto il corso del 2017. Quindi, toccando legno, c’è una nota di ottimismo per il 2017 nonostante il numero. Lo vediamo positivamente nel senso che sicuramente l’attuale scenario dei tassi di sistema, che sono bassi, rende più interessanti rispetto al passato gli investimenti alternativi, in cui i rendimenti sono più elevati e c’è più accettazione della tendenziale illiquidità di questi strumenti. Noi siamo la prima piattaforma in Italia», ha osservato Ceretti. «Non c’è un competitor che abbia l’ampiezza di coverage dei nostri prodotti: noi spaziamo dal real estate al private equity agli Npl, quindi siamo un naturale gate per investitori che vogliono investire in questi strumenti in Italia».

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