Correttivo appalti, giorno decisivo. In ballo 28 mld

di Manuel Follis

Ci sono materie in discussione in Parlamento (al Senato, per la precisione) che viste da fuori possono sembrare noiose, e si compongono di una serie di documenti dalle audizioni alle proposte consultive, formati da frasi burocratesi e da formule legali dietro alle quali però sono in gioco miliardi di euro se non addirittura lo sviluppo futuro di un intera fetta di business italiano. Un caso esemplare in materia potrebbe essere quello del decreto correttivo del codice degli appalti, attualmente in discussione a Roma e il cui iter prevede il prossimo step ufficiale domani (19 aprile), qundo verrà rilasciato il correttivo appalti. La posta in gioco è alta e non per niente Anie, la federazione delle imprese elettrotecniche ed elettroniche (che rappresenta la seconda industria manifatturiera in Europa con 54 miliardi di fatturato aggregato e 410 mila addetti) è da mesi in prima fila per permettere alle imprese associate di avere un ruolo più importante in fase di assegnazione degli appalti, anzi «il ruolo che dovrebbero avere», commenta con MF-Milano Finanza il direttore generale Maria Antonietta Portaluri. In sintesi, gli appalti legati alle nuove costruzioni hanno sempre più componenti legate a elettrotecnica ed elettronica, motivo per cui il correttivo potrebbe introdurre restrizioni al general contractor, affinché quest’ultimo «non possa eseguire in proprio lavorazioni di categoria generale o specializzata indicate nel bando come scorporate, se privo delle relative adeguate qualificazioni», introducendo una possibile apertura nei confronti di partner che esprimano competenze specifiche. Le cifre in ballo sono enormi, visto che se il mercato delle costruzioni vale circa 125 miliardi, quello degli appalti elettronici ne vale almeno 14 (2 miliardi per ascensori e scale mobili, 4 per l’illuminazione, 2 per i cavi, 4 per componenti e sistemi per impianti e 2 per sicurezza e automazione degli edifici). A tutto questo si devono aggiungere i «settori speciali», ovvero energia (10 miliardi) e trasporti ferroviari ed elettrificati (4 miliardi). Ancora più importante (e sintomatico) il fatto che il documento contenente le osservazioni di Anie in merito al correttivo sia stato presentato insieme a Enel , Eni , Poste Italia e Terna , ovvero alcuni dei principali committenti che operano appunto nei «settori speciali». Sebbene l’interlocuzione di Anie con il governo sia entrata nel merito di più di un argomento (ad esempio nel corso delle audizioni è stato dato ampio spazio all’efficienza energetica), il tema legato alle qualifiche per partecipare alle gare resta il più importante per le associate alla federazione. (riproduzione riservata)

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