In cda botta e risposta tra Popolare Vicenza e Cattolica

di Luca Gualtieri

Anche se in conferenza stampa l’amministratore delegato Fabrizio Viola ha volutamente smorzato i toni, i rapporti tra la Popolare di Vicenza e Cattolica restano tesi per il divorzio in corso. La scorsa settimana la compagnia assicurativa veronese guidata da Giovan Battista Mazzucchelli ha deciso di esercitare l’opzione put per la vendita della propria quota nelle joint venture bancassicurative (Berica Vita, Cattolica Life e Abc Assicura) che era state rinnovate con Vicenza nel 2012. Ma non si sarebbe limitata a questo. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, Cattolica avrebbe scritto al cda di Bpvi per ribadire il danno finanziario subito e ventilare una richiesta di risarcimento.

Come gli altri azionisti, infatti, negli ultimi anni anche Cattolica ha visto depauperarsi fortemente la partecipazione detenuta nella ex popolare berica. La mossa non è piaciuta al board di Bpvi, che ieri in una lettera avrebbe ribadito la propria posizione ricordando tra le altre cose che Cattolica si era astenuta dal votare l’azione di responsabilità nell’assemblea della primavera 2016. Un botta e risposta che comunque potrebbe non chiudere del tutto la porta alla trattativa. Perché, se è vero che l’esercizio della put ha spiazzato Vicenza, la volontà dei vertici sembra quella di evitare uno scontro legale aperto.

«Le cose migliori di solito si fanno fuori dai tribunali; questo è un auspicio che faccio anche per Cattolica», ha dichiarato Viola durante la conferenza stampa sull’esito dell’offerta di transazione. «Siamo convinti di avere certi diritti e che valgano certe interpretazioni degli accordi, loro hanno altre idee», ha aggiunto il banchiere. «Personalmente non sono un litigioso, anche perché le liti nei tribunali portano via molti anni e in linea di massima non ingrassano le tasche delle controparti, però vedremo».

Viola ha poi spiegato che dopo la vendita del 6% di Cattolica non è stata presa «nessuna decisione» sul restante 9% della compagnia in mano alla banca:«La cessione che abbiamo fatto era per contribuire a ottimizzare il requisito patrimoniale della banca in un momento importante», ha concluso l’amministratore delegato. L’attenzione sul dossier insomma resta alta. Proprio domani il cda di Bpvi tornerà a riunirsi per affrontare il tema, cercando di individuare una strategia utile per gestire non solo i rapporti con Cattolica ma anche le mosse nel settore della bancassurance. (riproduzione riservata)

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