Fineco sbarca in Inghilterra

di Anna Messia

Banca Fineco si prepara a esportare il suo modello nel mercato inglese. La società, guidata dall’amministratore delegato Alessandro Foti, proprio in questi giorni ha ottenuto dalla Bank of England e l’intenzione è iniziare a lavorare a partire dall’inizio dell’anno prossimo. Si tratta di una decisione strategica importante, visto che l’Inghilterra è primo mercato estero in cui la banca controllata da Unicredit ha scelto di operare. «Abbiamo deciso di entrare in Inghilterra dopo un’attenta analisi; nonostante sia un mercato fortemente avanzato dal punto di vista finanziario, non ci sono realtà come la nostra, che in un’unica piattaforma online integrata riuniscano l’attività di banca, di investimento e di brokerage», spiega Foti.

Lo sbarco avverrà esclusivamente tramite Internet, quindi senza una rete di consulenti come quelli di cui Fineco dispone in Italia, e le potenzialità sembrano notevoli. «Quello inglese è un mercato molto grande», aggiunge Foti, «in cui tra l’altro anche la comunità italiana è molto importante, in particolare nei dintorni di Londra, dove vivono oltre mezzo milione di italiani».
Intanto proprio ieri la banca del gruppo Unicredit ha diffuso i dati della raccolta, che a marzo si è attestata a 419 milioni di euro. Nel primo trimestre 2016 il gruppo ha così registrato una raccolta complessiva di 1,433 miliardi, in flessione dell’11% rispetto al primo trimestre del 2015, che era stato però un periodo record. «Sono numeri molto buoni, che ancora una volta dimostrano la validità del nostro modello», riprende Foti. «Abbiamo quasi raggiunto lo stesso livello del primo trimestre dell’anno scorso nonostante l’andamento volatile delle borse in questa prima parte del 2016».

Per i prossimi mesi il manager resta ottimista in merito al fatto che la banca continuerà a crescere. Non solo perché gli italiani sono sempre più consapevoli dell’importanza di rivolgersi a consulenti professionisti per gestire i propri risparmi (da inizio anno Fineco ha acquisito 33 mila nuovi clienti), ma anche perché gli investitori sono sempre più digitali e premiano banche come Fineco , che hanno fatto dell’innovazione tecnologica il proprio punto di forza.

Anche se il mercato si sta facendo sempre più difficile visto il calo dei tassi d’interesse e l’assottigliarsi dei margini. «Nel medio termine i volumi continueranno ad aumentare, ma i margini saranno necessariamente più bassi», ammette infatti Foti. «È una nuova sfida per l’industria e anche per i consulenti finanziari, che dovranno imparare a gestire un numero maggiore di clienti e di masse rispetto a quelli attuali». (riproduzione riservata)

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