Azimut alla ricerca del nuovo ad

di Lucio Sironi
Timone Fiduciaria, che rappresenta dipendenti e promotori del gruppo Azimut e ha in mano il 13% delle azioni del gruppo, ha reso noto che gli aderenti al patto di sindacato di Azimut Holding hanno avviato un piano di acquisto periodico e continuativo di azioni con l’obiettivo di rafforzarsi nel capitale.

Il piano di acquisto titoli partirà questo mese e si concluderà nel marzo 2020, assieme al piano industriale avviato l’anno scorso. Al progetto hanno aderito oltre 1.100 partecipanti al patto di sindacato di Azimut per un controvalore complessivo (calcolato sull’intera durata del piano) di 32,1 milioni di euro, che ai valori attuali dell’azione corrisponde a circa l’1% del capitale. A questa sorta di piano d’accumulo collettivo aderiscono anche 11 dirigenti con responsabilità strategiche per un totale di 5,1 milioni di euro, tra i quali lo stesso presidente e ceo Pietro Giuliani, che si è impegnato ad acquistare azioni per 4,8 milioni di euro (per un totale di 100 mila euro mensili). «Il piano prevede che ciascun aderente destini un importo mensile fisso e prestabilito all’acquisto sul mercato di azioni Azimut utilizzando proprie risorse finanziarie e a condizioni di mercato», spiega la nota ufficiale. Giuliani ha aggiunto che l’acquisto di azioni vuol dimostrare «l’esatto contrario di quanto il mercato ci aveva accusato di fare quando abbiamo venduto le azioni, un anno fa (allora Timone scese dal circa il 20 al 13% e lo stesso ad cedette circa l’1% del capitale, ndr). La vendita di allora era funzionale a un ricambio all’interno della società», è stata la spiegazione del presidente, «con colleghi che volevano monetizzare l’investimento e altri che potevano subentrare. Sicuramente abbiamo colto un momento di mercato favorevole per avviare l’avvicendamento. Ma ora soci vecchi e nuovi rientrano con questa formula dimostrando che non ci si è voluti defilare e che stiamo reinvestendo perché crediamo nelle prospettive di crescita della società e del titolo». Accanto a questo ci sarà poi un piano di acquisto call-spread che riguarderà 120-130 manager che investiranno sul titolo anche attraverso un’opzione speciale. Alla fine i due piani di acquisto dovrebbero consentire a Timone Fiduciaria di risalire a circa il 15% del capitale.
Intanto su invito di Bankitalia Azimut procederà allo sdoppiamento della figura di presidente e ceo. Giuliani sarà ricandidato alla carica di presidente, mentre per l’ad si ricercherà una figura esterna. «Mi attiverò nella ricerca di un nuovo amministratore delegato proveniente dall’esterno», ha detto lo stesso Giuliani, «con il supporto di un headhunter internazionale, rendendomi disponibile dopo l’assemblea a ricoprire tale ruolo ad interim. Il nuovo ceo, che avrà tutte le deleghe del caso, sarà un uomo proveniente dal business e andrà a rafforzare in particolare l’espansione internazionale e il nostro sviluppo nel settore digitale. Prevedo che tale ricerca dovrebbe concludersi entro l’estate».

Un’importante precisazione riguarda poi il prossimo dividendo, che il cda ha fissato in 1,5 euro per azione. Impossibile che lo stacco di maggio riguardi l’intero importo ma solo una quota di 0,5 euro per azione. Per il restante euro i tempi tecnici, legati a una decisione di Bankitalia relativa all’uscita di Azimut dall’elenco delle sim, inducono la società a stimare che ciò sarà possibile attorno ai mesi di ottobre-novembre. (riproduzione riservata)
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