Solo con la “giusta” colpa la compagnia paga il danno causato a terzi in virtù della polizza R.C.T.

Il caso

Quando la colpa grave sconfina nel dolo eventuale, cade il principio dell’accidentalità e la garanzia
non è più operante

Autore: Bianca Pascotto
ASSINEWS 274 – aprile 2016

Il Tribunale di Benevento ha pronunciato una interessante decisione in materia di danni arrecati a terzi e garantiti da polizza RCT (Sentenza del 26 agosto 2015 n. 1777/15 “il caso.it”).

Il caso

In un condominio Tizio e Caia, quali proprietari di un appartamento, eseguono dei lavori di ristrutturazione, affidandoli all’impresa Zeta.
Duranti gli stessi vengono causati dei danni all’appartamento sottostante a causa delle modalità esecutive con le quali i lavori vengono eseguiti. L’impresa appaltatrice riconosce i danni ma le parti non trovano l’accordo sull’importo dovuto.
Beta e Gamma, proprietari dell’appartamento danneggiato, citano allora avanti al Tribunale di Benevento Tizio e Caia per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali loro arrecati, nonché per i danni non patrimoniali consistenti nelle sofferenze e turbamenti creati dai continui rumori, vibrazioni e pericolo di crollo del solaio della propria abitazione.
Si costituivano in giudizio Tizio e Caia, i quali chiamavano in causa l’impresa appaltatrice Zeta che, confortata da polizza di assicurazione per la propria responsabilità civile, richiedeva la partecipazione in giudizio della compagnia assicuratrice ai fini di essere dalla medesima manlevata, in caso di accertata responsabilità per i danni arrecati a Beta e Gamma.
La compagnia si costituisce in giudizio ed eccepisce l’inoperatività della copertura assicurativa.CONTENUTO A PAGAMENTO
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