di Beatrice Migliorini 

 

Operazione trasparenza a tutto campo per le casse di previdenza. Al rispetto delle norme sulle pubblicazione delle informazioni e sull’etica saranno, infatti, tenuti anche tutti i soggetti che avranno a che fare con gli enti di previdenza. Anche fornitori, collaboratori esterni e consulenti dovranno, quindi, attenersi alle regole contenute nelle linee guida approvate mercoledì scorso dall’assemblea dei presidenti degli enti di previdenza privati. In caso contrario, infatti, il rapporto tra i soggetti decadrà automaticamente. Codici, ancora provvisori, che a seguito del via libera sono stati inviati ai ministeri dell’economia e del lavoro per il placet definitivo. Un lavoro che, come ha sottolineato il presidente dell’Adepp Andrea Camporese (si veda ItaliaOggi di ieri), «arriva prima di quanto previsto dall’Autorità nazionale anticorruzione che aveva sottolineato come le casse di previdenza non fossero tenute a questo tipo di adempimenti, in quanto non pubblica amministrazione, ma che sarebbe stato, comunque, opportuno andare in quella direzione».

 

Il codice per la trasparenza – In caso di pubblicazione di atti o documenti sarà compito delle Casse quello di garantire la riservatezza dei dati personali dei soggetti coinvolti, nel caso in cui non siano indispensabili rispetto alle specifiche finalità di trasparenza della pubblicazione. Compito di ciascun ente, inoltre, quello di pubblicare e aggiornare annualmente le informazioni e i dati relativi alla propria organizzazione, partendo da curricula, passando per la descrizione degli uffici, fino alle caselle di posta elettronica istituzionali. A essere messa nero su bianco, poi, anche la politica di investimento. Ogni anno, gli enti dovranno provvedere alla pubblicazione di un prospetto con l’esposizione delle attività detenute e le indicazioni sul valore delle passività connesse alle prestazioni.

In ogni documento, poi, dovranno essere individuati i compiti e le responsabilità dei soggetti coinvolti nelle varie fasi del processo di investimento, oltre al sistema di controllo della gestione finanziaria e i parametri di riferimento impiegati per il monitoraggio dell’attività. Ogni anno, inoltre, sul sito dell’ente dovranno essere dettagliati i contributi versati e le prestazioni erogate. Infine, ciascuna cassa dovrà individuare tra i dirigenti un responsabile della trasparenza (che non potrà essere un soggetto terzo rispetto all’ente) al fine di assicurare il rispetto del codice e individuare il percorso di formazione per dipendenti. Onere del responsabile, inoltre, quello di garantire l’anonimato dei soggetti che dovessero effettuare segnalazioni relative a violazioni del codice.

 

Il codice etico – Legalità, onestà e trasparenza. Ma anche buona gestione e qualità. Questi i criteri a cui tutti i soggetti aderenti o orbitanti nel mondo delle casse di previdenza dovranno attenersi. Una linea di condotta a cui, nei prossimi mesi, si andrà ad aggiungere l’adozione di un apposito Codice per il conflitto di interessi. Prevista, anche in questo caso, non solo la presenza di un organo di garanzia (imparziale e indipendente) ma anche della possibilità, con anonimato garantito, di effettuare segnalazioni in merito alle violazioni del codice. Circostanze che, nel caso venissero effettivamente verificate, saranno assimilate a un vero e proprio inadempimento relativo al rapporto i lavoro.