ANAPA scrive al sottosegretario del Lavoro e a COVIP

Con una lettera indirizzata al Sottosegretario del Ministero del Lavoro, Sen. Massimo Cassano,  che fa seguito ad altre due missive inviate lo scorso mese di marzo, ANAPA (Associazione Nazionale Agenti Professionisti di Assicurazione) chiede di intervenire con la propria autorevolezza per scongiurare il commissariamento del Fondo Pensione Agenti, proposto da COVIP la scorsa settimana.

Nella lettera, l’associazione presieduta da Vincenzo Cirasola, ricorda che l’ultima versione del piano di salvataggio, grazie alla mediazione del sottosegretario Cassano, prevedeva, oltre alla trasformazione immediata del regime in contribuzione definita, l’aumento del contributo straordinario da parte delle imprese da 16 a 20 milioni di euro, l’integrazione dell’aumento di almeno € 100 del contributo ordinario, in modo paritetico a carico sia degli agenti attivi e sia delle compagnie, oltre alla possibilità di aumentare i contributi nell’ambito della contrattazione di 2° livello tra imprese e rispettivi gruppi agenti.

Il tutto da considerare insieme a una possibile riduzione del disavanzo prospettico, da verificare se sostenibile sul piano tecnico, a seguito della rivalutazione, a valori di mercato, di una serie di titoli di stato che consentirebbe, tra l’altro, anche di attenuare l’entità dei tagli previsti a carico delle prestazioni erogate ai pensionati e delle prestazioni future attese a favore degli agenti attivi.

ANAPA, insieme all’altra associazione di rappresentanza degli agenti di assicurazione (UNAPASS), ha da tempo considerato il piano elaborato con la mediazione del Sottosegretario, seppur finanziariamente ingeneroso, l’unica alternativa reale, percorribile, concreta e credibile in grado di mettere al sicuro i conti del Fondo in via definitiva e nel lungo periodo.

Per questo motivo ANAPA chiede con fermezza al Sottosegretario di intervenire per non deliberare il commissariamento, ma di persuadere la COVIP e tenere in considerazione il piano che, tutto sommato, riporta il consenso di tre delle quattro parti sociali e che consentirebbe di salvare il fondo di previdenza complementare degli agenti di assicurazione italiani.