Dottori commercialisti tra i primi nell’adeguamento previdenziale

Previdenza

Autore: Alberto Cauzzi e Silvin Pashaj
ASSINEWS 241: aprile 2013

Dal rapporto sull’albo dei dottori commercialisti ed esperti contabili, che ne 2012 è giunto al suo quinto aggiornamento, si evince un quadro non proprio confortante. Sono i numeri a parlare dei commercialisti italiani che in questi anni, pur accrescendo il loro contributo in termini di presenza e di impegno in favore dell’economia e delle istituzioni, hanno sopportato una riduzione dei redditi professionali medi in misura maggiore rispetto alla media generale del settore terziario. All’inizio del 2012, i commercialisti italiani nei 143 ordini erano 113.235.
Sempre analizzando il rapporto in dettaglio si osserva come ci sia stata una seppur lieve crescita degli iscritti dell’1% rispetto al 2011 e del 5,3% nel quadriennio 2008-2011. Dal 2007 al 2010, invece, il reddito professionale medio, desunto dalle statistiche reddituali della cassa di previdenza, si è ridotto del 3,5%, passando 60.004 euro del 2007 ai 57.861 del 2010. Un dato di trend decisamente poco positivo. Che ha accesso i riflettori, non solo sul tema previdenziale, per l’intera categoria.
Altro dato saliente è riferito al trend di crescita delle donne, che si avvicinano alla nuova soglia del 31% (erano il 28% all’inizio del 2008) e il calo progressivo dei giovani in atto sin dal 2008 spiegato in buona parte da dinamiche demografiche nazionali e percepibile dagli ultimi dati sulle iscrizioni agli Ordini nel corso del 2011. CONTENUTO A PAGAMENTO
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